Russia-Cina, l’accordo sul petrolio va

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Pechino fa scendere le importazioni da Arabia Saudita e Venezuela: aumenta quelle dalla Siberia. Sta prendendo forma il più grande mercato mondiale dei carburanti.

Le importazioni cinesi di petrolio provenienti da importanti paesi dell’OPEC lo scorso anno sono diminuite mentre gli acquisti di petrolio russo hanno visto un aumento record: lo fa sapere l’Amministrazione generale cinese delle dogane, aggiungendo che questo fa parte dei piani cinesi per diversificare le fonti di approvvigionamento.

Lo scorso anno, la quota di petrolio saudita nel mercato cinese è scesa dell’8 per cento e il volume degli acquisti dal Venezuela è al meno 11 per cento (inferiore a 20 milioni di tonnellate), mentre la quota di petrolio russo si è elevata al 36 per cento per l’equivalente di 665.000 barili al giorno. L’Arabia Saudita rimane il più grande fornitore della Cina con 49,67 milioni di tonnellate di esportazioni nel 2014, o 997 mila barili al giorno, che però rappresentano il minimo dal 2010. La Russia ha superato l’Oman come terzo più grande fornitore della Cina nel 2014 e venduto mediamente il greggio a 103 dollari al barile, secondo i dati doganali.

L’accordo con “Rosneft” firmato nel 2013 potrebbe dare origine anche al più grande mercato di esportazione del greggio dalla Russia alla Cina a partire dal 2018 i flussi verso la Cina attraverso il gasdotto Siberia-Pacifico potrebbero far aumentare le forniture a 20 milioni di tonnellate all’anno entro due anni.”Rosneft” ha ottenuto 2 miliardi di dollari di prestiti della “China Development Bank” oltre al pagamento anticipato delle consegne, anche per questo il flusso di petrolio russo alla Cina può superare 50 milioni di tonnellate all’anno entro il 2020, anche a giudizio del “Wall Notizie dai Balcani Lunedi 26 Gennaio Street Journal”.

“Le importazioni cinesi dalla Russia sono principalmente il riflesso di contratti di fornitura di petrolio che continueranno a crescere per i decenni a venire – commenta con “Bloomberg” Gao Jian, analista di “SCI International”,consulente energetico con base a Shandong – la Cina è già sulla buona strada per diversificare gli acquisti di greggio e con la sua domanda di petrolio stagià sostituendo i suoi fornitori tradizionali.Acquistando più petrolio dalla Russia, riduce la dipendenza dalle forniture marittime dal Medio Oriente, che dono soggette a interruzioni dovute al clima.

Nel novembre 2014, l’Arabia Saudita ha ridotto in modo significativo il suo prezzo ufficiale per i compratori asiatici , portandolo ai minimi dal 2008. La mossa è stata fatta per mantenere la quota di mercato nella regione attraverso una più rapida crescita della domanda. I carichi dicembre sono stati venduti a 75 dollari al barile, mente la media per l’intero esercizio è stata di 101,50.Nel frattempo l’Arabia Saudita rimane il principale fornitore per l’intero continente asiatico e fornisce il 70 per cento del suo fabbisogno, secondo la US Energy Information Administration.

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