Sfratto di primavera: ennesima famiglia lasciata per strada


L’ASTUZIA DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO CHE GIOCA COL TEMPO.

Questa mattina a San Giuliano Milanese una famiglia con due bambine è stata buttata fuori di casa. La più piccola ha 1 anno e mezzo, la prima ha 7 anni e soffre di epilessia. Mourad ha perso il lavoro due anni fa, prima dell’arrivo della cassa integrazione ha vissuto diversi mesi difficili, ma nonostante ciò inizialmente ha continuato a pagare l’affitto. Dopo due mesi di mancato pagamento è arrivato l’avviso di sfratto. Per Mourad non è stata neppure riconosciuta la morosità incolpevole, risulta nelle liste dei cattivi pagatori e per lui trovare un’altra casa è diventato impossibile.

A marzo un picchetto antisfratto sostenuto da Comitati di lotta per la casa e sindacati di base ha ottenuto il 5° rinvio, questa volta di un solo mese. La richiesta portata era quella di aspettare l’estate, per far terminare la scuola alla figlia. Dopo alcuni rinvii dello sfratto il comune di S.Giuliano ha creduto di aver fatto una grande opera di bene promettendo un aiuto economico per pagare un altro affitto. Ma il problema di Mourad è che appunto un’altra casa dove andare non c’è, in uno degli ultimi appuntamenti col comune gli erano state stampate una lista di case in affitto in zona, per contribuire alla ricerca. Dei veri supporter della fragilità sociale! Le parole “casa affitto san giuliano” su google e una bella stampa contro la marginalità! L’ufficiale giudiziario aveva dato appuntamento alle 9 di lunedì 16 aprile per lo sfratto definitivo, per questa volta ci si aspettava anche la forza pubblica, ma non il gioco sporco dell’orario fittizio. Per una famiglia sfrattata anche alcuni giorni di rinvio sono importanti, in questo caso 2 ore si sono rivelate decisive. Il picchetto dei solidali era stato chiamato alle 8.30, ma alle 7.30 la polizia in forza stava già sfondando la serratura della casa. Sono entrati frettolosamente, sapendo che sarebbero potuti arrivare i solidali a momenti, hanno fatto raccogliere poche cose, un paio di borse, poi tutti fuori, dentro ancora mobilio, lavatrice, vestiti e molti oggetti personali.

Quando il presidio si è iniziato a formare, intorno alle 8, l’operazione era già terminata. I sindacato della casa Asia ha registrato alcune irregolarità nella procedura, come la mancata visita della bambina epilettica, inoltre i carabinieri che hanno diretto l’operazione non volevano fornire il relativo verbale.

Si è deciso di andare davanti al comune a chiedere spiegazioni e richiedere delle alternative dignitose per questa famiglia. Lungo il percorso si è unito un uomo che ha subìto lo stesso destino un mese fa, attualmente dorme in macchina, lontano dai suoi figli che sono ospiti di un conoscente a Corvetto.

Davanti al Comune abbiamo trovato un muro di celerini, i cori hanno fatto uscire il Sindaco, che si è mostrato abbastanza irrispettoso della situazione ripetendo più volte come un disco rotto che l’uomo non aveva i requisiti per la morosità incolpevole.

Le responsabilità del Comune in questa situazione sono evidenti, a S.Giuliano i bandi delle case popolari sono bloccati, e Mourad è uno dei tanti in lista d’attesa.

A spezzare le cantilene idiote di questo pupazzo di Forza Italia è stato il suo grido di rabbia che con voce strozzata ha detto al comune “non sono un poverino, non ho bisogno di niente da voi, lavoro da una vita, ma devo stare con mia figlia la notte, quando sta male”.

Davide Viganò

Pubblicato da Dave, il 16 aprile 2018 alle 19:00

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