Agripunk non si sfratta!
Agripunk è un luogo che purtroppo non è semplice incontrare, quando ci si muove in giro per l’Italia e non solo: è un luogo in cui le libertà vengono rispettate, in cui le individualità umane e non umane trovano il loro spazio di muoversi ed esprimersi, senza costrizioni, catene e gabbie. Agripunk è un rifugio antispecista intersezionale che si trova immerso nel verde che circonda Ambra, in provincia di Arezzo, e da più di dieci anni ha dato una possibilità a un ex allevamento intensivo di tacchine che uccideva 30.000 animali ogni 3 mesi di essere un luogo che non puzzasse di morte e terrore, ospitando animali che sono sfuggiti alla catena di morte del sistema dell’allevamento intensivo e alle violenze e maltrattamenti che lo accompagnano. Agripunk non è “solo” questo però. Agripunk è anche uno spazio politico, sociale e culturale che offre accoglienza a persone che provengono da tutto il mondo, è un luogo che crea rete tra persone che vogliono condividere le proprie esperienze, offrire il proprio supporto a una realtà che rifugge le dinamiche del profitto capitalista.
Il 4 luglio 2025 il Tribunale di Arezzo ha emesso un’ordinanza di sfratto, che da gennaio 2026 è diventata esecutiva. Il 22 maggio 2026 alle 10 del mattino è avvenuto il primo ingresso dell’ufficiale giudiziario, accompagnato da Digos, avvocati e Carabinieri, che ha dato due opzioni, nessuna della quale includeva un rinvio dello sfratto: o lasciate immediatamente lo spazio, consegnando o vendendo gli animali al proprietario ex affittuario di allevatori intensivi, oppure accettare il 19 giugno come prima scadenza per proseguire nello sfratto: entro il 19 giugno due capannoni dovranno essere liberi, un mese dopo, a luglio, dovranno seguire la stessa sorte altri due magazzini di Agripunk, in modo che alla fine dell’estate lo spazio dovrà essere completamente deserto.

Sembra piuttosto evidente come le due opzioni che vengono imposte non siano particolarmente allettanti, anzi piuttosto catastrofiche, sia per la vita e il benessere degli animali non umani che abitano lo spazio sia per la freddezza con cui viene trattata una realtà che andrebbe protetta da tutte e tutti, invece che cercare di demolirla.
In quest’ottica di voler che uno spazio resistente continui a r-esistere, alla presenza dell’assessore Menchiari, del team legale e dell’ufficio tecnico del Comune di Bucine, è stata sollevata la possibilità di avviare trattative di acquisto con il proprietario, attraverso la mediazione del Comune.
L’assemblea di Agripunk sta lanciando una campagna di raccolta fondi per l’acquisto della sede perché entro il 19 giugno è importante ottenere dei risultati concreti e fondamentali per definire il futuro del rifugio.
L’intenzione delle persone che hanno Agripunk a cuore è quella di non lasciar stare, di non sottomettersi alla logica del più forte, non “solo” perché ci sono persone umane e non umane che vivono stabilmente questo rifugio, ma anche perché esistono soggettività (come rondini, aironi, piccioni, pipistrelli, rospi, rane) che nella loro piena autodeterminazione ad Agripunk hanno scelto di viverci o di transitarci. Anche per queste motivazioni non è possibile accettare passivamente lo sfratto di un luogo come Agripunk, perché sappiamo che questo comporterebbe, tra tutte le altre cose, anche la distruzione di habitat e individui che non verrebbero nemmeno presi in considerazione durante i macabri calcoli che vengono fatti mentre si sceglie di come procedere allo sfratto. Lo spostamento è contemplabile solo come ultimissima possibilità: infatti questa scelta comporterebbe rischi concreti e pericolosi per molti degli animali che vivono ad Agripunk che hanno già subito situazioni di tortura e sfruttamento, oltre alla componente dell’età avanzata in alcuni casi.
La situazione non è delle più rosee, ma per salvare uno spazio che esce dalle logiche del profitto e che dimostra che può e deve esistere una realtà che non contempla la violenza nei confronti di nessun individuo l’unica possibilità è comprare lo spazio.
Vogliamo acquistare Agripunk, per liberarla una volta per tutte.
Ecco il link per la raccolta fondi: https://www.produzionidalbasso.com/project/salviamo-agripunk-1
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