Remigrazione: la Lega di Vannacci porta alla camera la proposta
Oggi venerdì 30 gennaio, il deputato leghista Domenico Furgiuele, socio del generale-influencer Vannacci, ha prenotato una sala a Montecitorio per permettere a Casapound, Rete dei Patrioti, Veneto fronte Skinhead e Brescia ai Bresciani (tutte realtà neofasciste e neonazi italiane) di presentare una proposta di legge rinominata “REMIGRAZIONE E RICONQUISTA“. Che cosa propongono?:
- espulsione immediata di persone senza permesso di soggiorno, e proposte economiche a chi ha la cittadinanza per abbandonare il territorio italiano;
- la cancellazione del ricongiungimento familiare;
- la confisca di beni di cittadini stranieri arrestati, espulsi o che hanno accettato di andarsene;
- la creazione di un fondo nazionale per la Remigrazione; secondo la loro proposta, il governo dovrebbe contribuire economicamente al rientro al paese di origine, a fronte di una rinuncia definitiva di ogni diritto di soggiorno;
- abolizione del decreto flussi e delle ONG che operano in mare;
- creazione di un fondo per la natalità italiana, e maggiori finanziamenti a asili nido;
E molto altro, come ad esempio il ritiro della cittadinanza per chi viene anche solo accusato di qualche reato, quindi ancor prima di conoscere la sentenza.
Il documento, composto da 9 pagine e 28 articoli, è figlio di un clima pericolosamente guerrafondaio, dove il nemico immaginario viene cercato internamente, e la destra nazifascista raccoglie come mai prima. Senza troppi giri di parole, questa proposta che sta raggiungendo i palazzi della politica istituzionale, teorizza letteralmente la deportazione di massa di tutte le persone che non sono purosangue italiani.
Non si sa quale percorso avrà questa proposta di legge, che purtroppo continua a raccogliere consenso sfruttando paure e fobie, oltre che utilizzando fake news e singoli casi di cronaca per criminalizzare intere etnie. Ma sicuramente questo dibattito sta contribuendo a sdoganare vocaboli e reazioni contro le Seconde Generazioni, i loro genitori immigrati in Italia dagli anni 80 in poi, e i figli di questa storia.
Ma oltre la questione morale, che comunque i nazifascisti capiscono ben poco, c’è una questione di senso.
Ieri il presidente spagnolo Sanchez ha regolarizzato con una sanatoria circa mezzo milione di persone senza documenti (i cosiddetti “irregolari”). Perché lo ha fatto?
Perché ha bisogno di manodopera regolarizzata, perché la natalità calcolata contando solo i figli di spagnoli non basta più, perché ha riconosciuto così l’esistenza di chi già viveva sul territorio.
In Italia siamo passati rapidamente da una legge sulla cittadinanza fossilizzata, dibattuta a lungo, anche in occasione delle proposte referendarie del giugno scorso, poi affossate, a un’infinità di dibattiti utili soprattutto a spianare la strada a teorie come quella della Remigrazione.
La cittadinanza, lo sappiamo, è uno degli strumenti di discriminazione razziale necessari a creare una gerarchia interna tra persone di serie A e di serie B che vivono nello stesso territorio. Chi nasce con questo privilegio non si accorge di averlo; chi lo ottiene non è sicuro di mantenerlo; chi non ce l’ha mai avuto non gode degli stessi diritti di chi ce l’ha. Il tutto è sorretto da una burocrazia lenta e selettiva.
Ma ora che i nazifascisti italiani rilanciano e radicalizzano concetti come quello della remigrazione, nati nel contesto europeo e poi assunti nella pratica politica dal trumpismo, il dibattito sulla cittadinanza arretra ulteriormente anche in Europa, e questa arretratezza rischia di rovinare la vita a milioni di persone.
Sappiamo, guardando verso gli Stati Uniti in questi giorni, che il trumpismo ha iniziato prima a perseguitare, cacciare e uccidere i cittadini stranieri; poi sono passati ai compagni, agli antifa. E poco dopo hanno rivolto la loro violenza contro cittadini statunitensi. Il tutto grazie anche ai finanziamenti e alle libertà concesse ad ICE.
Ma qui siamo in Italia: i nostri anticorpi sono resistenti, le nostre storie mescolate nutrono già un conflitto che trae energia e forza dalla storia partigiana di questo paese. È giunto il momento di cacciare la feccia che abbiamo al governo.
di Nassi X LaRage

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