Marciona 2026, l’intervento di apertura
Sabato 4 luglio si è svolta a Milano la Marciona 2026, riportiamo l’intervento di apertura dell’iniziativa.
Ciao Marciona!
Siamo lə queer, lə frociə, lə dyke, lə trans, lə lesbichə, lə bisessuali e lə asessuali, quelle a culo nudo e faccia coperta. Come ogni anno la Marciona risorge per infestare Milano con i nostri corpi, con il nostro ricchiò e il nostro striscione, per ricordare che il primo Pride fu rivolta, per denunciare la violenza degli sbirri e il perbenismo borghese di questa città sempre più a misura di capitalista!
Questo governo fascista da quattro anni propaganda il suo disegno di sicurezza basato sulla repressione del dissenso e di qualsiasi contestazione, dal DDL Antisemitismo, DL Anti-Rave, AntiManifestazioni, Anti-Maranza, arriviamo al DL Sicurezza. Di questo passo, siamo in attesa del DL Anti-Cucchiai, perché potrebbero essere usati per cavare l’occhio a qualcunə…
Queste misure ci fanno sentire al sicuro? No, e non solo a noi frociə. Per quanti pochi soldi lo stato investe nella ricerca, nell’istruzione e nella sanità sembra che ormai esista solo per menarci e leccare il culo al borghese e all’imperialista di turno.
L’ordine e la sicurezza che tanto promettono queste misure consistono nello sgombero di spazi sociali che da anni assistono le comunità marginalizzate: a Torino l’Askatasuna, a Milano il Leoncavallo, è una dichiarazione di guerra ad una cultura alternativa, ad una forma di democrazia diretta, lontana dalle logiche di profitto. Alle chiusure degli spazi e la repressione delle manifestazioni antagoniste rispondiamo chiaramente che “Siamo tuttə Aska, siamo tuttə torinesi”.
Questo governo fascista e sciacallo, che nega la natura queerfobica dell’omicidio di Mirko a Lucca, che nega la natura patriacale per cui ogni 3 giorni piangiamo unə sorellə mortə per femminicidio, appena il presunto colpevole di un reato ha la pelle scura o ha origini non italiane, improvvisamente, urla al rimpatrio e alla remigrazione.
Noi frociə sappiamo benissimo cos’è la repressione!
Noi frociə sappiamo che il movimento “LGBTIA+” ha le sue origine nei Moti di Stonewall, nella rivolta dellə frociə newyorkesi all’ennesimo violenza da parte della polizia.
Noi frociə sappiamo che il movimento “LGBTIA+” italiano ha le sue origini a Sanremo, dove per giorni gruppi di frociə da mezza Europa attaccarono un congresso di psichiatri sull’omosessualità, dove alla fine lanciarono una bomba derattizzante che impedì per due giorni lo svolgimento del congresso.
Lə frociə rivoluzionarie che fondarono il movimento di liberazione queer, non volevano essere incluse nella società eterosessuale e borghese, volevano fare la rivoluzione.
Il Pride è nato come una manifestazione politica e radicale in ricordo di Stonewall.
Ma il Pride oggi è diventato un evento commerciale e conciliante, una sagra della finocchia assimilizionista. Come ogni sagra che si rispetti anche i Pride istituzionali, a differenza di qualsiasi altra manifestazione politica in Italia, hanno le loro madrine, dei personaggi dello spettacolo che non c’entrano niente con l’attivismo o la nostra comunità.
Ma il problema dei Pride istituzionali non si limita, purtroppo, al fatto che invitano VIP a caso come madrine.
I Pride isituzionali sono organizzati in modo gerarchico, senza una democrazia interna. Invece di essere rappresentazione di un percorso aperto e condiviso dalle organizzazioni LGBTIA+ del territorio, questi Pride sono organizzati a porte chiuse da una o più associazioni che se li gestiscono come se fossero di loro proprietà, e se non gli va bene qualcosa puntano i piedi a qualsiasi cambiamento.
I Pride istituzionali, come le assocazioni che li organizzano, sono gestiti da una egemonia maschile, cisgender e gay. Questa egemonia si manifesta nel fatto che qualsiasi questione oltre l’immediata esperienza di un uomo cisgay va in secondo piano.
Pensiamo a quante volte si parla di questioni trans, di questioni lesbiche, bisessuali o asessuali al di là di piccoli contentini. I Pride istuzionali hanno giustamente tolto gay dal Gay Pride per riconoscere che il Pride non è proprietà esclusiva dei gay cis, ma nei fatti continuano a gestirli come se lo fosse.
Ogni giugno le aziende si tingono di arcobaleno per nascondere il rosso della violenza che commettono. Tra i carri che hanno sfilato al Milano Pride di quest’anno abbiamo Amazon, Google, Nestlé…e se dovessimo spiegare in dettaglio perché Amazon è MALVAGIO questo Pride partirebbe domani.
In tutto il mondo “occidentale” con la crescita delle destre reazionarie abbiamo visto una riduzione degli sponsor negli anni.
Eravamo solo un “target” o una foglia di fico finché i “diritti” LGBTIA+ erano popolari, finché potevano venderci qualcosa, finché
le nostre bandiere potevano migliorare la loro “brand reputation” e nascondere le loro malefatte.
Non esiste giustificazione al denaro sporco delle multinazionali capitaliste. Non può esistere collaborazione con chi per profitto schiavizza il mondo e le persone. Noi frociə prendiamo le distanze da chi usa “intersezionale” come un orecchino da mettere al Pride e non come posizione politica. Non c’è liberazione per lə frociə se non c’è liberazione per le persone razzializzate, per lə lavoratorə sfruttatə, per le persone disabilizzate se non c’è sovversione a questo sistema che per il guadagno di pochə ha bisogno della sofferenza di moltə, se non di tuttə.
I pride istituzionali sono complici del regime sionista, sono collusi con i responsabili del genocidio del popolo palestinese.
Ricordiamo gli sponsor sionisti del Milano Pride come Google e Amazon, collaborazionisti del genocidio palestinese tramite, ad esempio, il progetto NIMBUS.
Ricordiamo che il Pride è patrocinato anche dal Comune di Milano, comune che si è rifiutato di rompere il gemellaggio con Tel Aviv e di prendere una posizione netta contro il genocidio in corso.
Ricordiamo che nonostante le promesse che un noto gruppo sionista non avrebbe partecipato al Napoli Pride, questi erano presenti su un carro, ben riconoscibili dalle magliette dell’associazione. Lə frociə napoletane di Arrevutamm Pride hanno giustamente bloccato quel carro per denunciare il tradimento della promessa fatta, e sono state aggredite dal carro sionista. Più tardi, lo stesso gruppo sionista ha aggredito nel backstage l’associazione trans ATN che avevano ribadito la loro contrarietà alla presenza dei sionisti.
Ricordiamo che sebbene inizialmente fosse stato negato un carro sempre a quel gruppo sionista durante il Roma Pride, non solo hanno potuto marciare impunemente ma alla fine l’anno prossimo si siederanno nel coordinamento del Pride. Il tutto grazie alla “intercessione” del sindaco di Roma Gualtieri, del PD.
Lə frociə milanesi, stanchə per tutti questi e altri motivi dei Pride istituzionali, dal 2020 si organizzano assieme nella Marciona per far tornare il Pride allo spirito da cui è nato, per continuare la tradizione dei Pride come uno spazio politico, frocio, rivoluzionario.
La Marciona è un Pride dal basso e orizzontale. Arriviamo a sfilare oggi da un processo in essere, aperto e partecipato, prendendo e costruendo decisioni collettive. Il Pride, la fierezza, non sta su un carro un solo giorno all’anno! La fierezza è nostra, della comunità che si riprende gli spazi che ci vengono tolti, è nella solidarietà di chi sostiene chi vive la violenza di uno stato patriarcale. È mia, è nostra, è vostra, è democratica, è di chi lotta.
La Marciona è un Pride frocio. Usiamo questo termine in senso politico e intersezionale. Come rivendicazione della nostra comunità scelta, della nostra politica transfemminista queer radicale, della nostra resistenza alla Norma etero-cis. Come termine ombrello che include attivamente tutte le soggettività al suo interno: la lotta frocia è lotta trans, è lotta lesbica, è lotta bisessuale, è lotta asessuale. Lə frociə, unides, jamás serán vencides!
La Marciona è un Pride anticapitalista. Divorziamo da un sistema che per reggersi causa guerre, toglie la dignità al lavoro in nome di una meritocrazia dinastica, che ti tutela solo se te lo puoi permettere! Freniamo il treno capitalista prima che si schianti contro il muro del collasso climatico, dell’insostenibile divario tra ricchezza e povertà. Per questo Marciona non ha mai avuto e mai avrà sponsor. Agli sponsor preferiamo lə fantastiche amə che scendono in piazza con noi e ogni giorno si organizzano, si incontrano e resistono alle imposizioni del patriarcato!
La Marciona è un Pride antisionista e contro le guerre imperialiste.
Vogliamo la pace tra lə oppressə, l’unica guerra che dichiariamo è la guerra agli oppressor, contro i miliardari, contro il patriarcato e contro lo stato! Dinanzi ai giochi di potere dell’imperialismo statunitense, europeo e israeliano, l’unica risposta è disertare e disobbedire! Lə frociə lo sanno da che parte stare, dalla parte della Palestina libera, dal fiume fino al mare. Non sterminerete un popolo in nostro nome come se ci stesse facendo un favore, non vi permetteremo di pulirvi le mani del sangue dl sangue dellə palestinesi con la bandiera arcobaleno!
CONTRO OGNI REPRESSIONE
FROCIƏ IN RIVOLUZIONE
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marciona transfemminismo
