Palestinesi sono i tuoi occhi: il 15 ottobre 2026 la voce di Gaza si sentirà in ogni angolo del mondo
Il 15 ottobre 2026 un reading diffuso porta la voce di Gaza sui palcoscenici di tutto il mondo.
Il 15 ottobre 2026 i palcoscenici, i centri culturali, le librerie, le scuole, le università di più di venti paesi nel mondo ospiteranno questo evento straordinario.
Al centro di questo immenso evento diffuso c’è “Palestinesi sono i tuoi occhi”, il nuovo progetto della compagnia teatrale di Gaza Anqa, nato per trasformare il dolore in resistenza culturale e per dare voce a chi vive una realtà troppo spesso filtrata da narrazioni parziali.
Il titolo del progetto, tratto da un verso della poesia Innamorato della Palestina di Mahmoud Darwish, racchiude l’urgenza ineludibile di fare sentire la propria voce, di raccontare quello che è accaduto dal punto di vista di chi l’ha vissuto sulla propria pelle. «Palestinesi sono i tuoi occhi, il tuo tatuaggio. Palestinesi sono il tuo nome, i tuoi sogni, i tuoi pensieri e il tuo fazzoletto».
Sei racconti e quattro voci di giovani autrici e autori di Gaza compongono un mosaico di finzione intessuto di forti elementi autobiografici. Ibrahim Alhelou, Dalal Elswerky, Fatma Yousef e Ala’a Sbaih offrono una testimonianza plurale, capace di cogliere da angolature differenti il dramma della Striscia ben prima della cesura del 7 ottobre 2023, attraverso il loro sguardo di giovani donne e uomini che non hanno conosciuto altro se non la guerra e la segregazione.
Da “All that’s left to me” al nuovo progetto
Dietro a questo reading globale c’è una storia di sogni infranti, di legami indissolubili e di un dolore che si è fatto impegno civile. La compagnia Anqa è nata tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando un gruppo di attiviste e attivisti di Progetto REC.Palestina si è recato nella Striscia di Gaza per fondare, insieme a giovani partner locali, un collettivo teatrale. Da quell’esperienza nacque lo spettacolo All that’s left to me, ispirato all’Odissea e al tema del ritorno, che debuttò trionfalmente il 7 gennaio 2023 al teatro Ayyam Al Masrah di Gaza City, con l’ambizione di partire per una tournée italiana che avrebbe toccato Milano, Genova, Siena, Roma e Bologna.
Tutto era pronto per l’arrivo della compagnia in Italia previsto per il 10 ottobre 2023: visti ottenuti, teatri confermati, finanziamenti garantiti. Ma la storia ha drammaticamente cambiato corso. Il 15 ottobre 2023, giorno in cui sarebbero dovute iniziare le prove a Milano, è arrivata la notizia più devastante: Abraham Saidam, giovane interprete di Odisseo nello spettacolo di Anqa, è stato ucciso dalle bombe israeliane. Una perdita immensa che ha privato il mondo di un talento autentico e la compagnia di un punto di riferimento fondamentale. Abraham è stato insignito del premio del Presidente di giuria Gad Lerner al Concorso Internazionale Ivo Chiesa, un riconoscimento alla memoria ritirato da Simon Gusman e Mario Valenti.
Da quel vuoto apparentemente incolmabile è nato il bisogno viscerale di non arrendersi. I membri italiani e gazawi di Anqa hanno compreso che l’unico modo per onorare Abraham e resistere alla barbarie era continuare a fare teatro, affidando alla scrittura ciò che le circostanze impedivano di portare fisicamente sui palchi internazionali. È così che prendono vita i testi di “Palestinesi sono i tuoi occhi”.
Una Open Call Globale: come partecipare
L’appuntamento del 15 ottobre 2026 si configura come una chiamata aperta, un’open call rivolta a teatri, compagnie, scuole, associazioni, collettivi e spazi culturali non convenzionali. La proposta è pensata per garantire la massima sostenibilità produttiva: l’allestimento richiede requisiti tecnici minimi e può essere realizzato anche attraverso la sola lettura dei testi, lasciando a ogni realtà la totale autonomia nella scelta del cast, della messa in scena e dello spazio, che si tratti di un grande teatro cittadino o di un circolo di quartiere.
Ad oggi, l’adesione al progetto ha trovato risposte entusiaste in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Brasile, Messico, Giordania, Sud Africa, Nuova Caledonia e molti altri paesi. Naturalmente all’appello non manca Gaza. Un segnale forte che dimostra come la cultura sappia costruire ponti laddove si cerca di imporre muri e recinti di silenzio.
È possibile aderire entro la fine di settembre, inviando una email a info@anqa.group per maggiori informazioni si può consultare il sito web www.anqa.group.
Una testimonianza globale che diventa un film
La portata di questa mobilitazione non si esaurirà nella sola giornata del 15 ottobre. L’intero progetto prevede la realizzazione di un grande film documentario collettivo, nato per raccogliere e custodire la memoria di questa straordinaria rete internazionale.
Le telecamere seguiranno le prove, i momenti di preparazione e le performance in decine di città diverse, registrando le voci e le reazioni nei contesti più disparati: dai prestigiosi palcoscenici europei ai centri sociali, dalle aule universitarie agli spazi autogestiti. Il documentario non si limiterà a montare insieme le registrazioni degli spettacoli, ma intreccerà le performance con i materiali d’archivio della compagnia Anqa, le interviste alle autrici e agli autori gazawi e le riflessioni della componente italiana.
Solidarietà e impegno concreto
Il reading del 15 ottobre non ha soltanto una valenza artistica e commemorativa, ma nasce con un obiettivo di solidarietà concreta e misurabile. Attraverso le donazioni raccolte durante gli spettacoli e le iniziative collegate, la compagnia Anqa punta a sostenere gli interventi umanitari gestiti da Emergenza Gaza, con un focus specifico sulle attività del Jafra Center di Jabalia.
Il Jafra Center rappresenta da anni un presidio fondamentale di supporto sanitario, educativo e sociale per la comunità di Jabalia.
Sostenere questo centro significa garantire l’unico presidio sanitario per 13km nel nord della Striscia, garantire spazi sicuri dove i minori possono ancora studiare, giocare e trovare un supporto psicologico essenziale per elaborare i traumi della guerra. Ogni biglietto simbolico, ogni offerta libera e ogni contributo raccolto durante le repliche del reading si tradurrà direttamente in distribuzione di medicinali, beni di prima necessità, materiale didattico e supporto operativo sul campo, trasformando la partecipazione del pubblico in un aiuto tangibile per chi resiste nella Striscia.
Il 15 ottobre 2026 non sarà soltanto una data segnata sul calendario in memoria di Abraham Saidam e di tutte le vittime innocenti, ma una festa della parola e della testimonianza civile. Sarà l’occasione per dimostrare che la solidarietà internazionale non è una formula astratta, ma una pratica quotidiana fatta di relazioni, di ascolto e di impegno condiviso. Un appuntamento irrinunciabile per fare spazio a voci che non possono e non devono essere ridotte al silenzio.
Per partecipare a questo atto di resistenza culturale promosso da un piccolo collettivo di Gaza, è possibile scrivere a info@anqa.group o visitare il sito www.anga.group.
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