Machos alfa, uomini sull’orlo di una crisi di nervi

In questo inizio 2023 una produzione spagnola sta facendo parlare molto di sé, soprattutto tra noi maschietti. E per aprire questa recensione abbiamo deciso di associare impunemente il titolo della serie con quello di un celebre film di Pedro Almodóvar del 1988; solo che se 35 anni fa erano le donne a essere sull’orlo della crisi di nervi, oggi sono i maschi, anzi…i machos.

La trama è abbastanza semplice. Ci sono quattro amici, i quattro machos alfa per l’appunto, tutti residenti a Madrid e nati o cresciuti nei rutilanti anni Ottanta (che, seppur con delle differenze, sono stati vissuti in maniera piuttosto simile nell’Italia del pentapartito e delle televisioni private e nella Spagna socialista appena uscita dalla dittatura). Dunque, tutti e quattro over40 e, citando la brillante definizione della figlia di uno di loro, tutti e quattro dei veri maschi analogici.

C’è Pedro, produttore di una grande rete televisiva che convive con la compagna Daniela, hostess in cassa integrazione. C’è Raul, che lavora nella ristorazione e ha una relazione con la volitiva Luz, avvocata divorzista in carriera. Abbiamo poi Luis, agente della municipale sposato con Esther e padre di due figli. Infine, c’è Santiago, detto Santi, geometra reduce da un matrimonio fallito con Blanca e padre della sedicenne Alex, perfetta esponente della gioventù fluida del nuovo millennio.

La condizione di partenza di ciascuno dei quattro protagonisti sarà sconvolta nel corso delle puntate e ognuno dovrà affrontare una o più sfide che metteranno in discussione, anzi, in decostruzione la propria mascolinità.

In maniera molto leggera, la serie affronta alcuni grandi temi che gli uomini di oggi si trovano a vivere e affrontare sulla propria pelle. I quattro amici hanno ovviamente modalità diverse di rapportarsi con le tematiche di genere (si potrebbe anche dire quattro sfumature o gradazioni di mascolinità tossica). Ciascuno spettatore potrà facilmente immedesimarsi con il personaggio che sente più affine, rivivendo da osservatore esterno situazioni che più o meno a tutti è capitato di sperimentare sulla propria pelle, senza magari avere gli strumenti necessari per mettersi in gioco e cambiare qualcosa di sé in meglio.

Gelosia, relazioni aperte, calo dell’attrazione sessuale, tradimento, fine di un matrimonio, successo del partner femminile che ribalta la classica gerarchia di potere nella coppia eterosessuale: questi solo alcuni degli argomenti messi a nudo da Machos alfa.

Pur toccando temi a volte molto delicati Laura e Alberto Caballero hanno la capacità di non perdere mai la leggerezza e non far mancare il sorriso. Come a dire che, in fondo, siamo soggettività in divenire, che possiamo sbagliare e redimerci, pensare di conoscere noi stessi e la nostra partner e invece prendere delle enormi cantonate per poi ritrovare un giusto equilibrio. Emerge chiaramente, infatti, che gli autori vogliono bene a tutti i personaggi (maschili e femminili) e restano sempre estremamente compassionevoli anche di fronte ai loro più grotteschi difetti.

Insomma, una serie che, senza una particolare profondità politica fa comunque divertire e pensare. In attesa della seconda stagione…

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