Aggiornamenti dalla Siria: intervista a Shady Hamadi

"Il bacio" di Klimt dipinto sui muri siriani
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“Il bacio” di Klimt dipinto sui muri siriani

Com’è la situazione siriana oggi, dopo due anni dall’inizio di questa guerra? come sta cambiando/è cambiato l’esercito libero siriano?

“La situazione, per il momento, sembra che sia in stallo. Da una parte c’è un esercito che adopera missili scud, bombarda le città con gli aerei mentre dall’altro lato c’è un esercito, a volte frammentato, che possiede armi leggere. E’ da sfatare il mito che gli uomini dell’Esl ricevono armi dall’estero, fino ad ora non è stato così. Svariate volte l’Esl ha dovuto abbandonare delle città per mancanza di munizioni. L’Esl è in costante fase di riorganizzazione.”

 Attualmente a livello territoriale il governo di Assad controlla ancora gran parte dei territori e delle città o sta perdendo terreno?

“Le campagne possiamo dire che sono sotto il controllo dell’Esl insieme a alcune province a nord del paese. Diciamo che non c’è una linea di fronte demarcata, nè possiamo dire che ci sono città completamente sotto il controllo dell’esercito regolare o dell’Esl.”

Le fazioni che stanno combattendo sono “solo” il governo e le forze dell’ELS o ci sono altri gruppi o fazioni che stanno partecipando alla guerra?

“A fianco dei lealisti ci sono iraniani, hezbollah, russi ecc… ma questo non sembra essere una notizia per molti. Invece, fa notizia per l’Occidente la presenza di combattenti esterni venuti in Siria a fare la Jihad e che combattono molte volte autonomamente all’Esl. Noi siamo consapevoli della presenza limitata di estremisti fondamentalisti che vengono in Siria pensando di creare uno stato islamico e che poi, purtroppo per loro, si scontrano con la realtà: l’Esl è laico e aperto a tutte le componenti della società. Noi vogliamo una Siria plurale e di tutti, degli alawiti, dei cristiani, dei drusi e dei musulmani. Perché non fa notizia che, ogni giorno, 150 persone muoiono sotto i bombardamenti del regime? Quanto vale il sangue di quelle persone?”

Hai notizie rispetto al campo di Yarmouk? come i palestinesi sono coinvolti in questo conflitto? perché sono colpiti con tanta violenza dal governo di Assad?

“Per oltre un anno Hamas e al Fatah sono stati fedeli alleati di Assad in quanto la Siria è stata da sempre alleata di questi sue partiti. Quando i palestinesi , il popolo, si è reso conto della brutalità del regime siriano ci sono state delle manifestazioni e decine di palestinesi sono morti, uccisi dalle forze di sicurezza. Hamas e al Fatah hanno titubato a lungo prima di cambiare posizione e condannare, esplicitamente Assad. Ora il campo profughi di Yarmuk viene costantemente bombardato perché i palestinesi stanno a fianco dei siriani in lotta contro il regime. Per questo motivo che tu sia siriano o palestinese, se sei contro il regime devi pagare. La vera domanda è: dove sono i pacifisti occidentali che si svegliano quando Israele attacca Gaza? perché non manifestano per le centinaia, si dice 800, si palestinesi morti sotto le bombe di Assad?”

Come leggi il silenzio e l’immobilità delle organizzazioni internazionali? quale è secondo te lo scenario internazionale che si prospetta rispetto alla Siria?

“Nessuno farà nulla perché non c’è il petrolio in Siria. La Siria, la sua rivoluzione, non è mai interessata a nessuno. Ci sono fattori geopolitici che già dall’inizio delle contestazione, facevano si che non ci potesse essere la possibilità di un intervento esterno per risolvere la crisi. Penso che la comunità internazionale possa fare molto a livello di aiuti umanitari, ma non oltre perché non ha possibilità di muoversi né, forse, ha mai voluto davvero fare qualcosa a prescindere dall’intervento armato.”

Cosa ne pensi di questo evento ? Pensi sia una buona occasione per sensibilizzare l’Italia sulla situazione in Siria?

“E’ una buona iniziativa ma credo che si debba evolvere in qualcos’altro e cioè nella cassa di risonanza per cercare aiuti per i profughi, questo devono fare tutti gli amici della Siria.”

Shady Hamadi è uno scrittore e attivista per i diritti umani italo-siriano. Ha un blog sul Fatto Quotidiano e collabora con il blog del Corriere della Sera “La città nuova”. Suo padre è stato esiliato per 35 anni, circa, è finito in carcere in Siria svariate volte. Shady è stato nel 2009 l’ultima volta in Siria, fino al 1997 è stato vietato a lui e a suo padre di mettere piede nel paese. Per questo motivo non gli è mai stata concessa la cittadinanza siriana.

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2 risposte a “Aggiornamenti dalla Siria: intervista a Shady Hamadi”

  1. Oreste ha detto:

    ma chi cavolo gestisce questo sito?!! Informatevi meglio e con un pò più di neutralità sulla situazione siriana,perchè non è affatto vero che i ribelli non ricevono armi dall’estero .. smettetela di riportare notizie false contro la situazione siriana ..criminali di merda… In Siria ci sono migliaia di persone che muoino per responsabilità che non sono del presidente Assad … Invece di invocare unicamente aiuti umanitari ..dobbiamo impegnarci perchè i governi occidentali smettano di armare i ribelli che poi sono per la maggior parte mercenari … vedete di informarvi meglio perchè è inutile che dite che i media sono main stream quando poi riportate notizie degli stessi media …

    • Giulia R ha detto:

      Caro Oreste, come spero avrai visto abbiamo scritto tanto, e con tante diverse “sfumature” della Siria. L’ultimo articolo è un’intervista a shady Hamadi che ha una sua visione dei fatti. Puoi non essere d’accordo, ma ci è sembrato interessante comunque sentire una persona del posto e informata sui fatti. Poi, so per prima che in Medio Oriente è vero tutto e il contrario di tutto. Continua a leggerci, ciao Giulia

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