Buon compleanno Macao: occupato il cinema Manzoni

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Diretta dal cinema Manzoni occupato:

http://bambuser.com/v/3566113

 

Diverse centinaia di persone si sono trovate davanti a palazzo Marino per ricordare che il 5 maggio 2012 veniva occupato il Nuovo Centro per l’arte la cultura e la ricerca: Macao.

Da piazza Scala si è mossa una parata per le vie del centro.

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In questo momento viene occupato il cinema Manzoni, spazio una volta comunale ora venduto ad una banca e in procinto di essere trasformato in centro commerciale.

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Alle ore 15:30 è lanciata un’assemblea cittadina sul tema dismissione culturale, beni comuni, e autogestione.

A fine assemblea iniziarà un happening cine/culturale fino a fine serata.

COMUNICATO STAMPA 5 MAGGIO 2013

 

Teatro Smeraldo, Teatro Derby, Teatro Ciak, Cinema Maestoso, Cinema Splendor, Teatro Lirico. Sono solo alcuni degli spazi per l’arte e per la cultura chiusi a Milano negli ultimi anni. Insieme a quelle saracinesche si sono spenti sogni, immagini, pensieri, simboli, oltre che contratti, posti di lavoro, flussi di reddito. Milano commemora la morte dei suoi artisti, ma abbandona i luoghi dove questi e molti altri sono cresciuti, trovandovi il tessuto di simboli, relazioni e idee attraverso il quale formarsi.

Nel giugno 2006, anche il Cinema Manzoni, in pieno centro, termina la sua attività. Il Cinema e le aree adiacenti vengono acquistate nel 2007 dalla multinazionale Prelios (di proprietà di Pirelli & C. Real Estate), con un vincolo per la destinazione d’uso della hall e del cinema a fini culturali. Attraverso un ricorso alla Presidenza della Repubblica, la Sovrintendenza dei Beni Culturali è costretta ad annullare il vincolo, lasciando la possibilità a Prelios di configurare il progetto per la ricapitalizzazione dello spazio. Queste le motivazioni addotte dagli avvocati di Prelios, per sostenere la posizione della compagnia: “… l’imposizione della destinazione culturale ad una sala cinematografica, in disuso da innumerevoli anni […] oltre che illegittima si configura illogica e contraddittoria. Illogica, in quanto non si comprende la relazione tra una sala cinematografica ed il suo utilizzo perpetuo ad uso culturale, posto che, al di là di ogni dubbio, nella sala cinematografica si svolge un’attività commerciale ed imprenditoriale che può anche avere (ma non sempre, ed anzi raramente) risvolti culturali, ma in via semplicemente derivata…”.

A seguito di queste vicende alcuni cittadini si riuniscono in un comitato cercando di intessere un dialogo con il Comune in merito al progetto presentato, nel tentativo di mantenere viva e rigenerare l’identità del Cinema, primo luogo in Italia e terzo nel mondo ad utilizzare la tecnica del cinerama. Il Comune, dimostratosi inizialmente interessato ad accogliere le istanze dei cittadini, si sfila dalle trattative lasciando intatto il progetto di Prelios.

Il Cinema Manzoni riaprirà nel 2015, senza poltrone, senza il suo tipico schermo curvo, senza proiezioni, senza suoni, senza cultura. Svuotato dalla sua anima, sarà trasfigurato in uno dei centri commerciali più grandi del nord Italia.

Il Cinema Manzoni rappresenta in modo esemplare le logiche di amministrazione del patrimonio pubblico destinato all’arte e alla cultura, a Milano e nell’intero territorio nazionale: venduto a gruppi privati per fare cassa, trasformato in occasione di speculazione edilizia e commerciale, sacrificato perché non immediatamente produttivo. A parte timidi tentativi, falliti di fronte alle lobby economiche e finanziarie, l’amministrazione continua a svendere il capitale vivo della città, i suoi luoghi, invenzioni, soggetti e la sua storia, sostenendo una posizione debole rispetto alle rendite fondiarie e perseguendo un modello di sviluppo della città basato sulla privatizzazione degli spazi pubblici.

A fronte dell’immobilismo dell’amministrazione nel difendere i luoghi della cultura e della socialità, M^C^O dichiara la sterilità di questa politica di disinvestimento sul patrimonio culturale milanese, praticato tramite la chiusura di cinema e teatri, che ha l’effetto di ridurre, non solo la molteplicità dei luoghi di fruizione della cultura, ma anche gli spazi per la critica, il dissenso e l’immaginazione. Questi stessi luoghi, che ora vengono cancellati, uniformati e capitalizzati, possono invece essere destinati a coloro che siano in grado di farli rivivere come beni comuni, come orizzonti, possibilità di sogno, di relazione, di costruzione di una socialità e di una economia differente. 

Ei fu. Siccome immobile, altri devono volare, dare corpo e voce al desiderio di riappropriarci della città, del nostro tempo e della nostra felicità.

Adesioni: Macao, Teatro Garibaldi Aperto, S.a.L.E Docks, Ex Asilo Filangeri – La Balena, Nuovo Cinema Palazzo, Teatro Valle Occupato, Teatro Pinelli, Teatro Rossi Aperto, Luca Bigazzi, Antonio Albanese, Paolo Sorrentino, Mario Martone, Francesca Archibugi, Gianni Amelio, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Giuseppe Piccioni, Carlo Mazzacurati, Andrea Segre, Andrea Cazzani, Massimiliano Viel, Claudio Sinatti, Walter Leonardi, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Vinicio Marchioni, Silvio Soldini, Agenzia X, Andrea Scarabelli, Marco Philopat, Marcela Serli, Marco Cacciola, Massimiliano Loizzi, Debora Zuin, Strasse, Barbara Toma, Claudio Elli, Claudio Lugo, Irina Casali (Comuna Baires), Pierpaolo Sepe, 2Pigeons, Simone Ciotola, Rossella Biscotti, Gigi Gherzi, Tamara Balducci, Anna Daneri, Arturo Schwarz, Comitato NoExpo, Angela Vettese, Le Brugole, Pianoterra, Omar Pedrini, Roberto Ciccarelli, Diego Perrone, IAC Isola Art Center, Bert Theis, Riccardo Nova, Mateo Cili, Federica Ciampollari, La Dual Band, Stefano Scherini, Silvia Bernardi, Alessandra Novaga, Roberto Accornero, Alberto Grasso, Franco Bocca Gelsi, Karin De Ponti, San Precario, MayDay,  Jacqueline Ceresoli, Voina, Diego Galeri, Lucia Tozzi, Donatella Bartoli, Irene Serini, Motus, Katia Anguelova, Silvia Bignami, ZAM, Rete Studenti Milano, CASC Lambrate, Lambretta, Ambrosia, Milano in Movimento, Comitato Organizzativo Cinema Manzoni Benecomune

 

 

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