Cancellato il graffito per Carlo Giuliani, storie di ordinaria miseria umana

10304354_10152577674112964_4678479952324676186_nEbbene sì.
Per l’ennesima volta il graffito per Carlo Giuliani è stato cancellato.
Non è la prima volta che capita né probabilmente sarà l’ultima…
Sul livello di ignavia (e di viltà) di chi ha compiuto un tale gesto è inutile spendere troppe parole.
Qualcuno insegna che c’è ben poca gloria a prendersela coi morti.
Qualcun altro invece parla di mancanza di umana pietà.
Più importante però soffermarsi sull’aspetto politico.

Il graffito dedicato a Carlo Giuliani venne dipinto pochissimo tempo dopo il suo assassinio (per mano dei Carabinieri) in Via Bramante, davanti all’allora Deposito Bulk nell’ormai lontana Estate del 2001 (https://www.flickr.com/photos/rpolillo-streetart/5761822314/in/set-72157626685493327/lightbox/). Nel Settembre del 2007 si procede ad un’opera di “restauro” (https://www.flickr.com/photos/echomrg/1602826477/).

Sempre nel 2007 (il Bulk non esisteva già più) l’allora Vicesindaco De Corato (sempre pronto a riempirsi la bocca col famoso “rispetto per i morti”, ovviamente solo quelli della sua parte politica) lanciò una feroce campagna per cercare di cancellare dalle strade di Milano la memoria dei ragazzi di sinistra uccisi da Stato e fascisti.
Da lì la cancellazione del graffito Davide “Dax” Cesare in Darsena e di quello per Carlo Giuliani in zona Monumentale.
I movimenti cittadini però non si diedero per sconfitti.
Il graffito per Dax è tornato in Darsena e lì resiste (dopo un passaggio in Vetra, insieme al volto di Giovanni Pesce, eroe della Resistenza, anche quello pervicacemente fatto cancellare dalla Giunta Moratti).
Carlo Giuliani è invece ritornato ad affacciarsi sui muri ai tempi dell’occupazione di Zam in Sant’Eustorgio.

Oggi, dopo mesi di attacchi sia contro Zam che contro quel graffito, siamo arrivati alla vigliacca cancellazione.
Non ci sono prove su chi sia l’autore del “coraggiosissimo” gesto.
Qualche sospetto sorge su chi, dal suo blog, qualche mese fa, esaltava un’altra deturpazione del volto di Carlo.
Su tale personaggio meglio stendere un velo pietoso. Senza più Zam dietro casa cosa farà della sua tristissima esistenza?

E’ evidente che c’è una parte della città che vede come fumo degli occhi Carlo Giuliani, i suo ideali e le vicende in cui ha trovato una tragica e prematura fine.
C’è però un’altra parte di città, quella che pochi giorni dopo il massacro del G8 riempì Piazza Duomo con più di 100.000 persone che non dimentica le giornate del Luglio 2001.

Come dice un celebre slogan: “Carlo è vivo e lotta insieme a noi”.
Il suo volto tornerà ben presto sui muri di Milano.

 

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