Sul corteo di Sabato 27 Ottobre a San Siro

L’hanno detto chiaramente in questi giorni gli occupanti del Lambretta sgomberati violentemente dalla polizia su mandato dell’Aler e di Regione Lombardia (cioè la ‘ndrangheta): non cercate di usare le differenze tra le realtà di movimento a Milano per operare divisioni e contrapposizioni  utili e funzionali unicamente alle vostre logiche di potere corrotto!

Lunedì scorso Aler ha sgomberato un appartamento occupato in zona San Siro, la polizia ha caricato ripetutamente il presidio solidale che cercava d’impedire questo sgombero.

Il giorno dopo lo stesso mandante e lo stesso esecutore si sono dati da fare per cercare di porre la parola fine all’esperienza del Lambretta in Piazza Ferravilla. 

Chi conosce anche solo in parte il variegato mondo del movimento milanese è più che consapevole che non si tratta di un soggetto unico e indistinto: tra le diverse realtà vi sono modi di pensare, agire, comunicare spesso anche molto diversi tra loro. A volte riescono a interagire al meglio, altre volte no. Per noi è  però certo che non è concesso a nessuno, mai e in nessun modo, di usare queste diversità come elemento differenziante e contrappositivo. Noi alle divisioni tra buoni e cattivi non ci stiamo!

La risposta più semplice e chiara a chi vorrebbe usare strumentalmente la diversità d’agire e pensare delle diverse realtà come elemento di divisione è per noi in questo momento la pubblicazione dell’appello che segue per indire la manifestazione di sabato a San Siro. Quel giorno forse la manifestazione non sarà l’unica iniziativa di movimento a Milano sul tema degli spazi, certo è che l’iniziativa dei movimenti non si fa dettare nessuna condizione da chi risiede stabilmente sull’altro lato della barricata. [ndr]

Sabato 27 Ottobre corteo ore 15.30 Piazza Selinunte – Sgomberare le poltrone e i palazzi del potere, riprendiamoci case, diritti e spazi sociali

La crisi economica morde, i tecnici al governo hanno accompagnato questo ultimo anno con la più dura macelleria sociale, sostenuta da un impegno bi-partisan al rigore ed all’austerity. Oramai è evidente l’impossibilità di accedere alla casa, come ad altri bisogni fondamentali, per un numero crescente di giovani, di famiglie, di precari. Contemporaneamente la casta continua a dare spettacolo di sé, le regioni sono investite dagli scandali, ma nessuno che l’abbia vissuto sulla propria pelle si stupisce del fatto che la criminalità organizzata controlli e gestisca le partecipate pubbliche e gli assessorati.

Nella nostra città i vertici dell’Aler, l’Ente pubblico che gestisce tutto il patrimonio di edilizia pubblica è stata nominata principalmente da Zambetti, un assessore che è oggi in galera per voto di scambio con le ‘ndrine. Si tratta ad esempio di Loris Zaffra, presidente di Aler Milano nonché di Asset S.p.A. (una delle tante partecipate di Aler grazie alla quale Aler stessa ha collezionato un milione di buco in bilancio) pluri-indagato insieme al socio Domenico Ippolito per turbativa d’asta, corruzione e appalti truccati. Eppure la giunta che in campagna elettorale negava la stretta di mano alla Moratti, oggi invece non si vergogna di sedersi al tavolo e di rinnovare l’accordo per altri sei mesi con un ente che rimane gestito da criminali, mafiosi e truffatori.  In questi l’Aler è stata: appalti concessi a cooperative amiche e stipendi esorbitanti per il CDA con il risultato di tenere attualmente vuote 4218 case vuote e chiuse per anni. E mentre da un lato il Comune si prodiga a creare nuovi progetti per senzatetto e per risolvere il problema delle morti per il freddo, forse non sa che ognuna di queste case vuote è riscaldata…

Sarà che, al di là dei tecnicismi dietro cui si trincerano, scimmiottando i tecnici che siedono a Roma, la giunta Pisapia ha in realtà proseguito con delle politiche che sostanzialmente mirano a ridurre il patrimonio di edilizia pubblica e mantenere alto il valore speculativo degli immobili a Milano. Non si è infatti discostata dalle svendite (definite “valorizzazione del patrimonio”) cominciate dalla Moratti con il Fondo Comune 1 e Fondo Comune 2 , date in gestione alla Bnp Paribas, avendo infatti previsto per il 2012 un piano di alienazioni del valore di 10 milioni di euro. Basti poi pensare che, secondo dati del Comune, a fronte dei 353 alloggi in corso di assegnazione ci sono 534 alloggi all’asta. Ed oltre 23.000 famiglie rimangono in lista d’attesa, senza considerare i giovani o i migranti che non presentano nemmeno la domanda perché sfiduciati di fronte alla consapevolezza dell’attesa lunga anni oppure consapevoli di non rientrare negli strettissimi (e nuovamente tecnici) canoni della legge. Nel frattempo nel 2011 solo nella nostra città sono stati eseguiti 741 sfratti da privati.

 A fronte di questa dilagante emergenza abitativa è giusto dire che Occupare è un diritto, davanti all’inettitudine ed alla complicità di chi amministra la nostra città a tutti i livelli. Riprendersi le case vuote assume ancora più sensoperché ci sono moltissime case senza persone e tante persone senza case : 81545 alloggi privati sfitti , secondo l’ultimo censimento ISTAT, la maggior parte tenute vuote da speculatori.

Ieri a San Siro, su ordine dell’Aler e del Comune è stato eseguito uno sgombero. Ingiustizia enorme, condita dal fatto che, come già accaduto in Via Neera e in moltissime altre occasioni, per spezzare la resistenza determinata dalla catena di solidarietà dei tanti che i quartieri popolari li vivono, dei Comitati che si organizzano contro gli sfratti, si è data carta bianca alla polizia per picchiare selvaggiamente giovani ragazzi e ragazze, anziane e anziani, donne incinta, compresi calci ai passeggini.

La stessa determinazione a mettere a tacere il dissenso che ha portato agli sgomberi di diversi spazi sociali in questo anno di giunta Pisapia, come lo spazio occupato in Via Scaldasole, all’operazione di polizia al Lambretta questa mattina, nonché alle minacce di sgombero per diverse realtà presenti sul territorio, realtà nuove e realtà storiche.

Anche di spazi sociali, come di case, c’è bisogno in questa città, per diversi motivi. Perché la nostra è una metropoli spesso grigia, dove la mancanza di spazi di socialità rende difficile la costruzione di meccanismi di solidarietà e favorisce l’alienazione e la solitudine, ma anche perché #Occupy è un messaggio che ha attraversato continenti ed Oceani perché parla qui ed ora della necessità di riappropriarsi di ciò che ci appartiene. Un messaggio che parla chiaro e dice: Think Global, con uno sguardo rivoto alle insorgenze che attraversano il pianeta contro la rapacità del capitalismo finanziario e anche Act Local, ovvero riconquista, case, diritti, spazi sociali e di libertà.

A partire da questo messaggio, dalla consapevolezza che questo è giusto e che dentro la crisi sarà sempre più necessario invitiamo tutti a prendere parola, a dire la propria dentro un dibattito pubblico che non riguarda soltanto la nostra città. E vi aspettiamo tutti in Piazza Selinunte, in quartiere San Siro, a Milano, per un corteo che, nel ribadire la solidarietà alle famiglie che occupano le case sfitte per necessità ed ai comitati degli abitanti, parli a tutti, per tutti, dell’occupazione come pratica da condividere e sostenere tutti assieme.

23/10/2012

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *