THIS IS NOT CONSENT – DeGenerAzione

Pochi giorni fa in Irlanda un uomo è stato assolto dall’accusa di stupro, perché la giuria ha ritenuto che il tanga indossato dalla  ragazza diciassettenne esprimesse il suo consenso.
Una sentenza vergognosa che ha scatenato indignazione in tutto il mondo.

Le compagne di DeGenerAzione hanno risposto con quest’azione in solidarietà alla ragazza “colpevole”.

IL COMUNICATO: 

Un uomo di 26 anni ha stuprato una ragazza di 17 anni ed è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché lei indossava un tanga considerato “troppo” sexy. È stato questo indumento intimo a dare la certezza alla giuria che l’atto sessuale fosse consensuale.

Questa è la sentenza “choc” di molti giornali ci arrivano direttamente dall’Irlanda, ma poco importa il luogo di provenienza, perché ancora una volta è la donna a essere sotto processo perché vestita in maniera “PROVOCANTE”. Leggendo questa notizia proviamo una rabbia viscerale e una forte vicinanza con chi ha dovuto subire una doppia violenza, durante l’aggressione e in tribunale, ma non siamo sorprese perché sentenze così o processi simili sono all’ordine del giorno: basta pensare alla sentenza del tribunale di Navarra di qualche mese fa, che considerava “solo” un abuso quello che di fatto era uno stupro di gruppo, quindi una violenza sessuale.

Chi crede che la violenza sulle donne sia un caso isolato e non strutturale, decide consapevolmente di chiudere gli occhi e scegliere l’indifferenza. Sono troppi i casi eclatanti usciti pubblicamente e purtroppo ancora di più quelli sommersi, taciuti, ignorati per nascondere quanto la nostra società sia marcia e intrisa di sessismo dai contorni violenti e soprattutto per impedire che la violenza di genere venga esposta per quello che è: emergenza sociale.

Non è il singolo caso, ma è tutta la società ad essere infetta dal patriarcato e fino a che non apriremo tutti e tutte gli occhi su questo e non ci metteremo in discussione, niente potrà cambiare.

Il consenso per un atto sessuale non si esprime con gli indumenti che indossi. Un tanga, una minigonna, una scollatura non parlano, non si esprimono, non sono messaggi in codice, sono vestiti. E un vestito non può dare il consenso al mio posto!

Vogliamo poter indossare quello che desideriamo senza la paura di poter esprimere una disponibilità sessuale che in realtà è solo nella mentalità machista di chi guarda. Non ci dovete insegnare come vestirci per non essere stuprate, dobbiamo insegnare agli uomini a non stuprare!

Usciamo da questa enorme ipocrisia, che vede la donna prima causa delle violenze che subisce, ribelliamoci a queste sentenze, a questa mentalità, a questa società. Ribelliamoci alla strumentalizzazione delle nostre morti, che emergono solo se funzionali alla propaganda politica!

Sveliamo la realtà che ci circonda, consapevoli che le dinamiche patriarcali fanno parte di ognuno di noi perché siamo stati educati in questa società. Deostruiamo le relazioni sessiste basate su dinamiche di potere, di sopraffazione e smettiamola di minimizzare quello che ci accade ogni giorno.

Siamo stanche di subire, siamo incazzate, siamo la marea che cambierà il mondo. 
Per ogni donna morta, stuprata, picchiata, oppressa, sottomessa, sottovalutata noi scenderemo in piazza il 24 novembre a Roma insieme a NonUnadiMeno con tutta la nostra rabbia e la nostra forza, insieme.

DeGenerAzione

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