“Join the fight! Time is now” – Corteo a Torino il 29 luglio

JOIN THE FIGHT! TIME IS NOW
STRIKE/CORTEO -> friday 29/07

Il 29 luglio ci mettiamo in cammino insieme, in corteo per occupare le strade della città di Torino e far sentire le nostre mille e più voci a tutte e tutti.
Dopo due anni di pandemia, distanziamento sociale ed isolamento sentiamo forte la necessità di riunirci, conoscerci e confrontarci, prendere spazio e portare la nostra lotta nuovamente in strada.
Questa volta con una partecipazione decisamente inedita per provenienze geografiche e contesti sociali: per la prima volta la città di Torino vedrà riunite attiviste e attivisti provenienti da tutta Europa e da diverse parti del mondo. Un’occasione cruciale, grazie a cui dare spazio e visibilità a quelle persone provenienti da paesi inascoltati e sfruttati che maggiormente e già allo stato attuale subiscono gli effetti più pesanti della crisi climatica e grazie a cui valorizzare le esperienze di resistenza e lotta locali ed europee.

La crisi climatica con tutte le sue drammatiche manifestazioni, quali la siccità, le temperature estreme di questi giorni e il carovita si configura sempre più come una crisi planetaria con effetti ecologici, sociali ed economici altamente impattanti.
Il tasso di disoccupazione e l’inflazione continuano a crescere, aumenta esponenzialmente il numero di persone al di sotto della soglia di povertà assoluta, diminuiscono i servizi legati al welfare statale e i diritti sociali e civili, mentre si arricchiscono sempre più multinazionali, gruppi finanziari e grandi aziende dell’energia fossile, del cemento e bellica, speculando su una crisi da esse stesse causata e scaricandone i costi economici e sociali sulla popolazione.
I governi si impegnano in conflitti bellici, che la popolazione paga in vite o, quando non direttamente interessata dal conflitto, in carovita ed instabilità economica, in una stringente morsa di violenza istituzionale che prova a zittire ed isolare chi prende posizione contro queste scelte scellerate ed assassine.

Conflitti energetici, colonialisti ed imperialisti portati avanti per grandi interessi economici, scelte che nulla hanno a che vedere con noi persone e che cadono dall’alto sulle nostre vite e sulle nostre terre, sempre più messe al servizio, attraverso l’occupazione militare e l’esproprio, per la costruzione di basi militari ed armamenti. Terre che vengono sfruttate e sottratte alla popolazione con la forza per costruirvi grandi opere per l’estrazione e il trasporto di fonti energetiche, grandi infrastrutture e poli della logistica per la circolazione di merci. Terre impoverite, inquinate, bruciate e violentemente trasformate.
Terre di un pianeta in cui il Sud del mondo sostiene la ricchezza del Nord, una ricchezza che si dimostra sempre più precaria ed appartenente a poch*.

Dopo anni di pressioni e richieste a governi e multinazionali nulla è stato fatto. Nessun paese si è effettivamente impegnato nel ridurre le emissioni di CO2 fino al loro azzeramento, anzi la tendenza globale dimostra come vi sia un accelerato disimpegno in quest’ottica. Oltreché per quanto soprascritto, si rende evidente questa direzione con la rimessa a regime delle centrali di carbone, l’aumento di investimenti in energie fossili e il disimpegno dai patti di Parigi.
L’unico finto modo che governi e lobby industriale perseguono per affrontare la crisi climatica è la strumentalizzazione dell’informazione e il greenwashing, atto a sfruttare bacini di consumator* preoccupat* per la crisi climatica, attraverso la vendita di prodotti e servizi privati apparentemente sostenibili.

La crisi climatica è una crisi sociale, economica, migratoria ed ecologica, causata da un sistema di sfruttamento feroce di terre e persone.
Se 3 anni fa pensavamo di dover agire in tempi brevi, oggi ci rendiamo conto che lo scorrere di quel tempo è esponenzialmente accelerato: la pandemia globale da Covid, l’inizio di una guerra, il riacutizzarsi di molti altri conflitti, le temperature globali con una media di +4 °C superiore alle medie stagionali, la dilagante siccità e la povertà crescente hanno impennato lo scorrere di quel tempo, del nostro tempo per agire.
E allora è ai quattro angoli di questo mondo che ci rivolgiamo e alle persone che li abitano, vicine e lontane, per allearci, iniziare un cammino congiunto, battere il nostro tempo e costruire insieme un futuro giusto, il nostro futuro.
Vi aspettiamo per un corteo colorato, partecipato e festante!

Non fartelo raccontare, JOIN THE FIGHT! TIME IS NOW

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