Lettera aperta dei lavoratori/ici autorganizzati di Fondazione Progetto ARCA

In occasione dell’incontro con il Comune da parte dei sindacati confederali (Cisl – Cgil) e della giornata del 31 maggio organizzata da Fondazione Progetto Arca per l’housing sociale alla quale gli operatori dell’accoglienza in Arca non sono stati invitati e dove ci sarà la partecipazione del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino e dell’arcivescovo della Diocesi di Milano Mons. Mario Delpini abbiamo inviato una lettera aperta a loro ma anche a 56 contatti di diverse testate giornalistiche.
Siamo stanchi di non essere ascoltati! A perdere il lavoro non saremo solo noi ma saranno 2500 lavoratori dell’accoglienza in Lombardia e 20000 in tutta Italia con una situazione a grave rischio per tutti i migranti ospiti nei centri d’accoglienza!

LETTERA APERTA DEI LAVORATORI/ICI AUTORGANIZZATI DI FONDAZIONE PROGETTO ARCA

Siamo un gruppo di lavoratori di Fondazione Progetto Arca onlus, impiegati principalmente nel settore dell’accoglienza e oggi inclusi in una procedura di licenziamento collettivo.
Il giorno 31 maggio sarete ospiti d’onore alla giornata dedicata al 25 esimo anniversario di Fondazione Progetto Arca. Un evento dal titolo “La strada di casa” che a noi oggi, in condizione di perdita del lavoro, appare contraddittoria. Il 22 marzo 2019 Fondazione Progetto Arca ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 118 lavoratori assunti a tempo indeterminato e dal 30 aprile ha già terminato le collaborazioni con 25 colleghi assunti a tempo determinato. Altri colleghi resteranno senza lavoro a partire dal 1 giugno, quelli a cui è stato rinnovato il contratto solo per un mese per garantire la proroga richiesta dalla Prefettura.
Il 31 maggio noi non abbiamo nulla da festeggiare: “i nuovi volti della povertà” sono anche i nostri, insieme a quelli delle centinaia di richiedenti asilo espulsi dai Centri di Accoglienza Straordinaria in cui lavoriamo.
Come singoli lavoratori/ici ci siamo riuniti e autorganizzati chiedendo all’azienda di essere coinvolti nel tavolo di trattative attualmente aperto alle sole sigle confederali, CGIL e CISL, e alle rappresentanze da loro nominate. La nostra richiesta è rimasta inascoltata, per questo ci rivolgiamo a Voi.
Il mutato contesto politico ha certamente compromesso il sistema di accoglienza sul quale la Fondazione ha strutturato parte dei propri servizi, tuttavia riteniamo che procedere attraverso licenziamenti collettivi e lo smantellamento dei servizi di accoglienza non sia la risposta giusta e sostenibile per la “Milano accogliente” che abbiamo contribuito a costruire.
Il lavoro che abbiamo svolto in prima linea e con professionalità sino ad oggi ha permesso di superare l’approccio “emergenziale” ad un fenomeno sociale e strutturale nonche’ di gestire i complessi bisogni e rapporti sociali che esistono, e continueranno ad esistere, nella Nostra città.
La ricaduta sul territorio dell’applicazione del Decreto Salvini e dello smantellamento del sistema di accoglienza si vedrà nel prossimo periodo. I lavoratori dell’accoglienza che resteranno senza lavoro cresceranno nella nostra città ( si stima che saranno piu’ di 20 mila a livello nazionale) insieme al numero dei richiedenti asilo che si ritroveranno per strada quando inizierà lo smantellamento anche dei progetti SPRAR.
Dov’è la “Milano che accoglie”? Quale risposta la Città darà ai richiedenti asilo esclusi dal sistema di accoglienza? Quale risposta a noi lavoratori licenziati?
Milano puo’ ancora scegliere, in controtendenza, di essere una Città accogliente, di gestire a livello Regionale un modello di accoglienza diffusa, pubblica e di qualità, valorizzando l’esperienza di chi ha lavorato in questi anni.
Non è troppo tardi per ragionare ad alternative possibili, per dimostrare che Milano può essere ancora capace di rispondere ai bisogni dei suoi cittadini, futuri cittadini e lavoratori.

Assemblea autorganizzata dei lavoratori e delle lavoratrici di Fondazione Progetto ARCA

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