L’estate No Tav riparte: Uno sguardo all’ultimo anno e alla lotta

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La lotta No Tav è ormai quasi ventennale.

Dopo anni di battaglie, ora, che i tempi stringono e i soldi per le Grandi Opere devono essere arraffati, ora, che la crisi ci colpisce senza pieetà e che avremmo bisogno di uno stato sociale degno di una popolazioe civile, ora, il gioco si è fatto ancora più duro. Gli ultimi anni No Tav hanno visto grosse azioni di massa e efficaci azioni mirate ad oggetti e strumenti che servono per trasformare la Val di Susa, in Val di Cemento.

A ricordare con noi l’ultimo anno di No Tav e i principi di una lotta più che mai valida c’è Imma, del Comitato di Torino e cintura.

1. Puoi presentarti?

Sono Imma con alcuni compagni No Tav Torino e cintura.Frequento il movimento No Tav dal 27 giugno 2011 e devo ringraziare i miei figli per avermi coinvolta per puro caso in questa avventura.

2. Se dovessi riassumere un anno di No Tav, quest’anno 2012 – 2013, quali sono i momenti fonadamentali che ricorderesti?

Ci sono diversi momenti importanti nel corso di quest’ultimo anno che vanno ricordati:

-A fine febbraio 2012 lo sgombero della baita del Clarea è stato l’inizio dell’ attacco della magistratura e forze dell’ordine, e la conseguente caduta di Luca Abbà dal traliccio con le sue tragiche conseguenze fisiche, ha creato una reazione emotiva che ha determinato 3 giorni di blocchi sull’autostrada di Chianocco e Bussoleno.

-La condanna di Marianna dopo il processo, imputata per una passeggiata in Clarea con lanci di sassi mai avvenuti. Nonostante la condanna Marianna non si è mai piegata, infatti tutt’oggi è in sciopero della fame per un altro processo di resistenza all’arresto durante un’iniziativa di sfratti..(è imputata insieme ad altre 2 ragazze).

-Lo spostamento del processo dei 52 per i fatti dello sgombero della maddalena e il 3 luglio nell’aula bunker del carcere delle Vallette, solitamente riservata ai processi di mafia e terrorismo.

-La campagna “C’è lavoro e lavoro” con la conseguente manifestazione a Ravenna contro la C.M.C., per colpire questa ditta che è l’emblema delle ditte che devastano l’ambiente per opere inutili.

-L’esperienza di Lione, dove abbiamo assaggiato la repressione Francese ( maggiormente tecnologica ed efficiente nel loro genere) chiusi in una gabbia di ferro in una piazza.

3. Che cosa è cambiato nel movimento No Tav in questo ultimo anno rispetto a quelli precedenti?

All’innalzamento della repressione, con centinaia di denuncie, fogli di via ed arresti, il movimento risponde alzando il livello del conflitto e allargando allo stesso tempo la lottacon azioni di massa pacifiche contro le cose ma non le persone.innalzare la risposta con l’allargamento e inasprimento delle lotte, con azioni di massa pacifiche contro le cose ma non le persone.

4. Nella lotta No Expo a chi vi prende parte piace usare l’espressione “attitudine No Expo”. La lotta No Expo non è quindi solo un cieco no ad una grande opera, ma un diverso modo di concepire sviluppo e progresso,un modo che salvaguardi i beni comuni e il benessere sociale delle persone, un modello basato sulla necessità del reddito di cittadinanza e della riappropriazione di reddito indiretto.
Si potrebbe parlare di “attitudine No Tav”? E si sì, in che termini?

La semplice attitudine è un termine riduttivo rispetto alla lotta che implica un coinvolgimento totale anche dei corpi e non solo intellettuale contro questo sistema del profitto e della delega.

5.Come si può fare la lotta No Tav a migliaia di chilometri di distanza? In che modo può la lotta no tav espandersi su tutto il territorio italiano uscendo dai confini della Val di Susa?

La lotta No Tav è un modello transgenerazionale in grado di comprendere diverse appartenenze che è già stato messo in pratica da altre realtà con buoni risultati, ad esempio il Terzo Valico e i No Muos siciliani.Questo modo popolare di lottare può estendersi ad altre realtà e rafforzare sia la lotta No Tav che tutte le altre, mettendo in difficoltà il potere politico ed economico: “DA NISCEMI ALLA VAL SUSA COMBATTI LO STATO CHE ABUSA” questo è lo striscione che portiamo nei cortei come Torino e cintura. Da Ravenna portiamo avanti questi collegamenti e il 29-30 giugno abbiamo lanciato l’iniziativa per unire le lotte il 5 Ottobre in contemporanea.

6. Gli ultimi avvenimenti processuali e le restrizioni e limitazioni della libertà che devono affrontare moltissimi e moltissime attivisti e attiviste No Tav mostrano una particolare attenzione repressiva verso il movimento. Molti la definiscono “tenaglia giudiziaria”, una stretta che tenta di soffocare il movimento. Ci può dare un suo punto di vista, un suo parere?

Solo continuando le azioni si può contrastare questa crescente repressione, motivando la preziosa collaborazione di avvocati, uomini di cultura e semplici cittadini indignati da questi comportamenti.

7.  Nel rapporto tra istituzioni, esperti e popolazione, che ruolo ha giocato l’informazione? Come si è evoluto nel tempo il vostro rapporto coi media?

I media non sono uno strumento utilizzabile per una informazione corretta, in quanto sono solo interessati a fatti di cronaca eclatanti. Normalmente sono dipendenti da grandi gruppi e partiti politici economicamente interessati nelle grandi opere. Per questo è necessario il contatto diretto con la popolazione a livello personale ma soprattutto con presidi informativi, speakeraggi  ,volantinaggi , social network e liste di collegamento.

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Una replica a “L’estate No Tav riparte: Uno sguardo all’ultimo anno e alla lotta”

  1. Paola Lai ha detto:

    UNIAMO LE LOTTE E LOTTIAMO… LOTTIAMO… LOTTIAMO

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