Cos’è la Tem e perché No Tem?

di Andrea Parapini

Prendete una cartina, o andate su Google Maps, e cercate Milano. Riducete man mano lo zoom, fino a vedere un bel pezzo di hinterland. Concentratevi sulla differenza tra la zona a nord della Torino-Milano-Venezia e quella a Sud. A nord non è facile capire dove finisca la città, che di fatto prosegue ininterrotta fino a Como, a  Monza, alle Prealpi: un’intera microregione interamente edificata, cementata, asfaltata. Guardate ora a sud della A1. Vedrete decine di piccoli paesi immersi nel Parco Agricolo Sud Milano, canali, rogge, campi, cascine e risaie. Un sistema ambientale e sociale uguale da secoli, oltre che il più grande polmone verde nelle vicinanze di Milano, esteso fino a Pavia e ancora oltre. Ora provate a immaginare se anche quest’area diventasse un’estensione della città senza soluzione di continuità, come la zona a nord di Milano: non è assolutamente uno scenario improbabile, con il progetto della TEM.

 

La Tem, Tangenziale Esterna Milano, sarà nuova enorme bretella tra la A1 e la A4 (la Milano-Venezia e la Milano-Bologna), che si congiungerà anche con la nuova Bre-Be-Mi, ancora da realizzare. È un progetto colossale, che avrà pesantissime ricadute sull’ambiente che attraverserà:

 

–          35 comuni coinvolti

–          10 anni di cantiere previsti

–          32 km di asfalto

–          4,70 euro di pedaggio da Agrate a Melegnano

–          38 km di strade accessorie

–          6 caselli

–          3 interconnessioni autostradali

–          3 corsie per senso di marcia

–          75 mila auto al giorno

–          70% di saturazione

–          50% di traffico in più su Cassanese e Rivoltana

–          3 parchi attraversati, due Parchi Naturali (Molgora e Adda Sud) e un Parco agricolo (Sud Milano)

–          circa 2 miliardi di euro di investimento

 

Il progetto ha suscitato, fin dalla sua presentazione, molte perplessità tra gli abitanti della zona, per diversi motivi che andiamo ad analizzare:

 

1-  Motivi ambientali

a-   La Tem e tutte le strade accessorie (svincoli, rotatorie, ampiamento di strade esistenti) porteranno a una cementificazione della zona.

b-   Aumenterà il traffico

c-   Nei dintorni degli svincoli sorgeranno poli logistici, costituiti essenzialmente da centri commerciali (altro cemento, parcheggi, traffico) e altre attività inerenti esclusivamente alla Tem, del tutto slegate dal territorio.

d-   Attraverserà e sconvolgerà due Parchi Naturali e un Parco agricolo.

 

2-  Motivi economici

a-   La Tem sarà costruita da privati, in cambio della gestione per 55 anni. Tuttavia, se al termine dei 55 anni i profitti non fossero quelli previsti, l’ammanco sarà coperto dalla regione, scaricando sul contribuente l’intero rischio d‘impresa.

b-   Le aziende costruttrici potranno detrarre dalle imposte l’intero importo dell’opera – lo Stato e la collettività non vedranno nemmeno un Euro!

c-   La Tem ridurrà il traffico dell’attuale tangenziale est solo del 6% verso nord e dell’8% verso sud- l’80% dei veicoli in questa zona infatti si sposta su distanze brevi.

d-   Il pedaggio costerà 4,70 euro – per 32 chilometri!

e-   Strade come la Padana Superiore, la Cassanese e la Rivoltana, già poco mantenute e quasi sature oggi, saranno ulteriormente sovraccaricate.

f-    L’opera nasce già quasi al suo limite – secondo le stime degli stessi progettisti, il tratto tra Gessate e Pessano sarà già al 70% della sua capacità appena la Tem aprirà.

g-   Il progetto Tem dava per scontati i prolungamenti della linea gialla della metropolitana fino a Paullo, e della verde fino a Vimercate. Questi progetti al momento sono solo su carta, e nulla è stato stanziato per il loro completamento.

 

3-  Motivi sociali

a-   La Tem colpirà direttamente 80 aziende agricole, che operano in un territorio noto per la qualità della produzione – considerando solo le aziende attraversate dal tracciato, senza contare le ricadute sui sistemi di irrigazione, i canali, le strade sterrate… che avranno effetto su tutta la regione.

b-   Il sistema sociale di quest’area, pur vicina alla metropoli, è rimasto quello di diversi decenni fa. È un territorio con una forte e radicata identità locale, unico al mondo. La Tem, la cementificazione, i centri commerciali, lo sconvolgimento di ogni sistema presente sul territorio (idrico, agricolo, stradale, sociale) porterebbero a una standardizzazione che rappresenta  la fine di un immenso patrimonio sociale e culturale per la Lombardia.

 

4-  Le alternative

a-   Fin dai primi stadi del progetto si sono sviluppati un insieme di presidii e comitati sul territorio, e il movimento No Tem –Sì Metro, che si propone non solo di opporsi alla Tem, ma anche di fare tutto il possibile perché venga attuata una soluzione alternativa, ovvero il potenziamento della rete ferroviaria e metropolitana, sostenendo anche il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Venezia, annunciato ma mai messo in atto.

b-   Per ridurre sensibilmente il traffico nella basterebbe raddoppiare la Cerca ed eliminare i “colli di bottiglia” sulle altre strade nella zona.

 

Per questo vi chiediamo, domenica 10 giugno, di venire a Melzo per manifestare con noi contro la Tem, a favore del potenziamento della metropolitana e del rispetto dell’ambiente naturale e sociale.

Pubblicato da Redazione_Mim, il 2 giugno 2012 alle 10:35

Comments

  1. Così per chiarezza, il Presidio Martesana, da ormai svariati mesi in presidio su un terreno che verrà espropriato dalla tangenziale, non è parte del comitato NOTEM-SI METRO(in quanto la metropolitana già esiste nella martesana) ma del movimento NO TEM, che è tutta un’altra cosa…
    Scusate la puntualizzazione, ma noi del presidio pensiamo sia importante chiarire la differenza tra un singolo comitato(notem-simetro) e il movimento(NOTEM) che è composto dai comitati e dal presidio.

    DE CHI SE PASA NO!

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  1. […] e qui per sapere cos’è la Tem […]

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