La verità è un’altra, ed è la nostra. 10×100

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Scrivo e cancello, cancello e scrivo. Di dormire non se ne parla. Adesso, da solo a casa, fa male.

Dovrei scrivere dell’iniziativa in Piazza Vetra legata alla campagna 10×100, alla campagna per 10 compagn@ che ieri 13 luglio sono andati davanti alla cassazione con il reato di devastazione e saccheggio per i cortei contro il G8 del luglio 2001 a Genova.

Dovrei raccontare di più di 200 persone corse ad aspettare l’esito della cassazione e vedere in maniera pubblica e gratuita Diaz – Non pulite questo sangue (un film troppo simile alla verità purtroppo).

Ecco sono le uniche cose che riesco a scrivere sulla serata del 13 luglio perchè quello che sento è altro. 11 anni dopo Genova non è finita. Come può esserlo se 5 persone stanno ritornando in carcere ? Ritornano in carcere perchè condannati per aver spaccato qualche vetrina e qualche macchina, anzi accusati perchè si trovavano in un punto dove qualcuno stava spaccando qualche vetrina e qualche macchina e si perchè sono condannati anche per “compartecipazione psichica” in devastazione e saccheggio.

Altri 5 dovranno rifare il processo e forse gli verranno riconosciute alcune attenuanti.

Cosa potevamo aspettarci dopo che una settimana fa sempre la cassazione ha condannato alcuni vertici della polizia colpevoli della macelleria messicana della scuola Diaz?

Forse nulla, anzi sicuramente nulla.

La giustizia dei tribunali ha pesi e misure differenti. Massacrare persone che dormono in una scuola, indifese, adducendo false prove e scuse per giustificare un atto di meschina violenza nel nostro ordinamento giuridico è meno grave che colpire oggetti inanimati. Ossa rotte, sangue e colpi d’arma da fuoco possono trovare una giustificazione elegante. Ore di resistenza di fronte a cariche selvagge ed illegittime miste al lancio di gas lacrimogeni al CS valgono morte e carcere.

Ora tutta la rabbia del ricordo di quelle giornate di 11 anni fa riaffiora in chi in quelle strade ha camminato in quei giorni, ma anche nel cuore e negli occhi di chi quelle tragiche ore di sospensione di ogni forma di diritto e democrazia le ha viste nei filmati, lette sui libri o sentite raccontare.

A quanto pare 11 anni di produzioni video, di foto e di racconti sono servite solo a rendere chiaro ed esplicito che in quei giorni non vi sia stata una città messa a ferro e fuoco deliberatamente dai manifestanti ma ci sia stata una preordinata violenza repressiva che è iniziata nelle strade e finita con torture nelle caserme.

E mentre la notte non dona serenità mi sembra di cogliere che le due sentenze della cassazione permetteranno di scrivere una storia lontana dalla realtà , una storia di compensazione che si tradurrà in mele marce nelle forze dell’ordine e in qualche teppista tra le fila dei manifestanti.

5 persone stanno pagando per tutti e per tutto. Altre 5 si potranno aggiungere.

La vita di 10 persone viene usata come strumento di dissuasione sociale. 10 vite devastate e saccheggiate per dimostrare che a Genova c’erano pericolosi criminali tra i manifestanti, 10 condanne fatte senza tenere conto di quello che è stato veramente Genova 2001 ovvero “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” (amnesty intenational) . Ma chi devasta diritti e territori o chi saccheggia i nostri futuri e i beni comuni non solo non viene condannato ma domina il mondo ed impone le sue volontà e se qualcuno osa frapporsi, magari non solo a parole, viene chiuso dove la libertà vale un ora d’aria.

5 persone stanno tornando in carcere, altre 5 dovranno rifare il processo in tutto 10 persone pagheranno con quasi 100 anni di carcere. Pagheranno senza accedere a pensioni d’orate, e pagheranno dopo aver passato 11 anni nel limbo tra la libertà ed il carcere per aver detto NO al G8, all’oligarchia politica ed economica, alla violenza poliziesca, alla logica del controllo e del silenzio.

Pagheranno loro mentre chi ha ucciso, massacrato, torturato, gestito e voluto i massacri il 20 e 21 luglio si godrà le sue promozioni (De Gennaro), si ritirerà a vita privata con pacche sulle spalle e pensioni da dirigenti, continuerà ad operare nei corpi di polizia o a comandare come ha sempre fatto.

La giustizia, la storia e la verità non la scrivono i tribunali.

Genova 2001 non è finita, non può esserlo e non lo sarà.

Noi siamo l’altra faccia della medaglia, quella giusta, quella che ha ragione e che per questo dà fastidio.

Aspettando che il vento cambi davvero prepariamo le vele e prepariamoci a volare così potremo portarci via 10 compagn@ dal carcere e noi tutti atterrare in un mondo che contenga tanti mondi perchè “deve esserci un mondo migliore da qualche parte” (BB King).

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