Occupy ALER! Studenti in Movimento per il Lambretta! (foto e video)

Questo pomeriggio una ottantina di Studenti in Movimento e di militanti del collettivo Lambretta sono entrati negli uffici dell’Aler in v.le Romagna.

Gli studenti hanno  manifestato per gli uffici volantinando a lavoratori e utenti   rivendicando la volontà di rimanere all’interno dello spazio occupato Lambretta sotto sgombero proprio per richiesta dell’ Aler stessa.

La richiesta di sgombero portava la firma dell’ assessore Domenico Zambetti recentemente arrestato per collusione e compravendita di voti con la ‘ndrangheta.

Gli studenti hanno poi tenuto in modo simbolico un’ assemblea sugli scalini d’entrata del palazzo dell’ Aler   evidenziando la mancanza di spazi dedicati all’aggregazione  e alla socialità giovanile in città.

Gli studenti  hanno così voluto portare le proprie attività, che normalmente svolgono all’interno dello spazio Lambretta, dentro gli uffici che in questi anni si sono resi responsabili della mala gestione degli spazi pubblici, sociali e abitativi di Milano.

Mentre gli studenti concludevano la loro assemblea sono curiosamente arrivati carabinieri e digos, costoro sembrano essere ancora l’unica risposta che in questa città ottiene chi si occupa di diritti e socialità.

L’azione dimostrativa si è conclusa  con il rientro dei collettivi all’interno dello spazio Lambretta dove hanno proseguito l’assemblea.

Tag:

Una replica a “Occupy ALER! Studenti in Movimento per il Lambretta! (foto e video)”

  1. io c'ero ha detto:

    Non avete mai pensato che sono arrivati carabinieri e digos perchè siete entrati con la forza nel palazzo, avete girato per gli otto piani e avete spaventato e discusso con i dipendenti, anzichè chiedere di essere ascoltati dalla direzione generale ? L’organizzazione estremamente carente ha fatto si che questo “occupy” sia durato al massimo 25 minuti, durante i quali oltre che a slogan urlati e pochi volantini lasciati su qualche tavolo, non è stato fatto altro. Personalmente parlando poi, visto che ero presente, quando ho fatto notare ai ragazzi questa mancanza di organizzazione, mi sono sentito dare del provocatore fascista, sebbene avessi appena spiegato di essere d’accordissimo con la causa.
    Digos e carabinieri sono la risposta a una manifestazione che si presenta come una minaccia, non come una richiesta di chiarimento. Provate a ottenere davvero qualcosa di concreto anzichè urlare e poi andarvene, e vedrete che i risultati arrivano subito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.