L’Italia divisa in due di Trenitalia

Hanno storie diverse,vite diverse, età diverse, professioni diverse ma una cosa in comune: sono centinaia di migliaia di persone, pendolari tra il nord e sud italia che il treno lo usano per bisogno, per scelta, per lavoro,per studio, per amore…Nell’anno del centocinquantesimo della tanto elogiata, festeggiata, quasi santificata Unità d’Italia Trenitalia e il suo Amministratore Delegato Mauro Moretti hanno attuato delle nuove politiche per distruggere le ferrovie e dividere  l’Italia.
I treni notte, comodissimi per tutte quelle persone che dal nord devono raggiungere il sud Italia con un unico treno e a basso costo, sono stati quasi del tutto soppressi.
Durante le festività natalizie si sono riscontrati i più grossi disagi poiché i pochi treni rimasti erano letteralmente stracolmi tanto da sembrare dei carri bestiame con comunque un aumento tarrifarrio.
I più grandi problemi si sono concentrati in Emilia Romagna regione in cui da decenni è concentrato il maggior numero di pendolari verso il meridione, al punto che a  Bologna è stato necessario l’intervento del Polfer per “riportare l’ordine pubblico” per la corsa ad accaparrarsi gli ultimi posti a sedere in treni già stracolmi.
Il problema non si pone solamente per le ferie natalizie. Sono parecchi, infatti, i lavoratori meridionali che usavano i vagoni letto per ricongiungersi con la famiglia nel fine settimana con dei costi accettabili, arrivando a destinazione riposati.
Le nuove politiche di trenitalia, aziendalistiche e privatistiche, oltre a mostrare uno scarsissimo se non inesistente interesse per il ruolo pubblico dividono letteralmente in due l’Italia; la prova è andare sul sito http://orario.trenitalia.com/ e inserire come luogo di partenza Milano e come destinazione Reggio Calabria. Si trova un unico treno Eurostar/Intercity con partenza in orario serale con ben 3 cambi ad un costo medio di 95 € (100,50 prima classe – 90,50 seconda classe), tutte le altre offerte comprendono treni ad alta velocità con cambi a Napoli o Roma ad un  “modico” costo che oscilla tra 228 € e 141€ in base alla classe e all’opzione Freccia Rossa+I.C. oppure Freccia Rossa+Freccia Argento. E questo è il viaggio di sola andata, ciò significa che andata e ritorno costano mediamente tra i 180€ e i 450€ quasi quanto un volo low cost andata e ritorno per New York.
Non sono solo i fortissimi disagi, i passegeri stipati come sardine e i costi esorbitanti nell’Italia della crisi dove grazie alla manovra Monti milioni di italiani finiranno sotto la soglia di povertà, che già potrebbero bastare, a far infuriare i passegeri. Sono anche i centinai di lavoratori dei treni notte che verranno licenziati, mettendo in crisi altre famiglie, a far inorridire ogni persona di buon senso.
E’ arrivato il momento che le ferrovie dello stato, trenitalia e i ministeri dei trasporti e dell’economia la smettano di pensare solamente alla tanto inutile, dannosa, non sostenibile e costossima TAV, dalla Torino-Lione ai collegamenti nord-centro-sud, e ripristinino immediatamente i treni notte e i treni per i pendolari puliti, puntuali, a costi accessibili, con un numero adeguato di fermate e convogli e riassumano, di conseguenza, immediatamente i lavoratori licenziati.
Alta velocità, Freccia Rossa Bianca o Argento sono lussi per l’1%.
Noi siamo il 99% e rivogliamo i treni notte, i regionali, gli interregionali e gli intercity, non la TAV con i suoi disastri ambientali e la militarizzazione del territorio che sta imponendo alla Val di Susa per sottrarla al legittimo controllo da parte dei suoi abitanti.
Noi siamo il 99% e rivogliamo spostarci liberamente per l’Italia su treni a misura di tutti nell’Italia della crisi che ogni giorno, con la retorica dell’austerità, sferra attacchi ai diritti di tutte e tutti.
Noi siamo il 99% e vogliamo la riassunzione dei dipendenti licenziati.
Noi siamo il 99% e vogliamo il controllo dal basso della spesa pubblica e dei servizi pubblici locali, in quanto beni comuni che devono essere gestiti collettivamente nell’interesse comune. Non le privatizzazioni, che non sono né la soluzione né un’alternativa allo sperpero di denaro di denaro pubblico da parte dell’1% che ci governa. Le privatizzazioni non sono altro che la legittimazione e il potenziamento dell’indebitamento pubblico a favore dell’1%.

RIPRENDIAMOCI CIO’ CHE CI SPETTA
RIPRENDIAMOCI I BENI COMUNI
NO ALLE PRIVATIZZAIONI
NO AI LICENZIAMENTI
SI’ AD UNA MOBILITA’ SOSTENIBILE PER TUTT*

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