Tito Livio – La settimana corta ci sta stretta

Settimana frizzante sul fronte studentesco con la mobilitazione del Tenca contro le sospensioni per le iniziative di lotta di fine Dicembre e il presidio di ieri al Tito Livio. 

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Qui il comunicato sulla giornata di ieri:

Ieri pomeriggio più d’un centinaio di studenti si è riunito in presidio di fronte al rinomato liceo Tito Livio di Milano, in contemporanea al mensile consiglio d’istituto che aveva il compito di deliberare rispetto alla proposta, propugnata dalla dirigenza, dell’introduzione della “settimana corta” per il triennio, con il fine di manifestare il proprio dissenso verso quest’eventualità.
Da anni, certamente nel 2013 e nel 2015, gli enti scolastici che agiscono sul territorio metropolitano chiedono, quasi fosse una pretesa, alle scuole, le quali godono di autonomia sul suddetto aspetto, di eliminare il sabato per questioni di mero risparmio sul bilancio. Molti istituti hanno accettato questa richiesta, aumentando le ore dal Lunedì al Venerdì, in altri, invece, c’è stata parecchia resistenza da parte delle diverse componenti che vivono i luoghi del sapere, come nel caso del Tito Livio.
Andando nello specifico dell’iniziativa i ragazzi e le ragazze presenti sono stati spinti a protestare per due macro-motivazioni differenti:
– la prima concerne il metodo con cui è stata esposta l’idea da parte della preside, la quale ricopre quel ruolo da tre anni. Qualche settimana fa, la possibilità della “settimana ridotta” è stata messa al vaglio del collegio docenti (avanzata come presunta volontà della maggioranza degli studenti della scuola) che seppur con qualche critica l’ha approvata. A dire il vero, però, i sondaggi fatti negli anni 2014/2015, 2015/2016 e anche nell’ultimo d’iniziativa studentesca, i cui esisti sono stati resi pubblici qualche giorno fa, hanno dimostrato che la larga maggioranza dei soggetti in formazione e un considerevole numero di genitori non sono favorevoli all’abolizione del sabato, raggiungendo nel primo addirittura vette del 90%.

Collegato a ciò è necessario ricordare che in molte scuole, soprattutto dopo l’approvazione della legge 107, si sta manifestando un atteggiamento di chiusura e non ascolto dei presidi verso le istanze e i bisogni degli studenti e delle studentesse. Non possiamo dimenticare le sospensioni arrivate al Collettivo Autonomo Tenca, precisamente a 20 ragazzi, ai quali esprimiamo nuovamente tutta la nostra solidarietà, che non trovando risposte nei canali istituzionali hanno scelto di occupare per denunciare gli enormi disagi vissuti.

– la seconda motivazione riguarda un fronte diverso: l’utenza è per buona parte di fuori Milano, o si trova ai margini della città, e l’aumento delle ore comporterebbe una difficoltà per molti ragazzi negli spostamenti, di conseguenza il ritorno a casa si attarderebbe e si avrebbe minor tempo di studiare le materie del giorno seguente.
In più, il rientro posticipato, la fatica successive a 6 o 7 ore di scuola, lo studio pomeridiano renderebbero più difficile la possibilità di dedicare del tempo per coltivare le proprie passioni o, semplicemente, per seguire i numerosi corsi extra-scolastici proposti dal liceo come orchestra e teatro. Un’ennesima motivazione deriva dal fatto che così tante ore concentrate in un solo giorno porterebbero solamente ad un affaticamento (inoltre ricordiamo la mancanza di un servizio mensa adeguato) e non servirebbero dal punto di vista formativo, visto che già dalla 4° ora l’attenzione incomincia a calare.

Quelle citate sono solo alcune delle ragioni di una mobilitazione che ha riaffermato un concetto importante, cioè che NON SI RISPARMIA AI DANNI DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE. Grazie alle nostre pressioni la proposta non è passata in consiglio d’istituto, ma la lotta per una scuola di qualità continua, con il Collettivo Autonomo Tito Livio e con tutti i collettivi che si battono negli istituti contro chi vuole imporre un modello scolastico dannoso.

Rete Studenti Milano

Collettivo Autonomo Tito Livio

Un’intervista a uno studente del Tito Livio

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