Dublino antifascista – Dichiarazione di AFA Ireland (7 Febbraio 2016)

12508747_1015413568518959_7521795164892083207_nDichiarazione di AFA Ireland (7 Febbraio 2016)

Un tentativo da parte di Identity Ireland e di hooligans polacchi di estrama-destra di fare una manifestazione sotto l’ombrello di Pegida Ireland si è concluso con un completo e umiliante disastro ieri nel centro di Dublino.

E’ stata la più grande mobilitazione di militanti antifascisti irlandesi da molti anni. Sia i fascisti irlandesi che i boneheads polacchi di Ruch Nardodowy (Movimento Nazionale) e del National-Radical Camp (ONR) sono rimasti coinvolti in vari tafferugli durante tutta la giornata.

Oltre 2.000 persone da tutta l’isola hanno occupato il luogo di ritrovo di Pegida Ireland dall’una e mezza di pomeriggio. La manifestazione antirazzista è stata sostenuta da tutti i principali partiti di sinistra e da gruppi di migranti.

C’era anche un gruppo separato di 200 militanti costituito da AFA, repubblicani irlandesi di diverse provenienze, anarchici, socialisti e un numero significativo di tifosi di diversi club di Dublino che si è mosso nella parte Nord della città.

La leadership di Identity Ireland/Pegida Ireland compresi Peter O’Loughlin e Ian Noel Peeke è stata intercettata sulla linea tramviaria mentre si stavano reacando nel centro della città alle due di pomeriggio. Con il loro ego, e non soltanto quello, malconcio e contuso, hanno fatto un rapido dietrofront tornando alle loro macchine alla rotonda di Red Cow e non hanno messo piede su O’Connell Street.

Un gruppo di una ventina di hooligans polacchi di estrama-destra è stato avvistato mentre si riuniva al Brannigan’s, il loro pub preferito, su Cathedral Street. Questo gruppo ha tentato di raggiungere il concentramento, ma sono stati bloccati e cacciati lungo North Earl Street da un grosso gruppo di militanti antifascisti che li ha rincorsi finché si sono nascosti in un discount.

Questo gruppo di fascisti polacchi è stato circondato dagli antifascisti mentre cercava di tornare al pub Brunningan. In molti si sono uniti agli antifascisti sopraggiungendo dalla grande manifestazione. L’incolumità dei fascisti è stata garantita solo da un largo numero di poliziotti della Gardai e membri della Public Order Unit che hanno caricato la folla. Sono state utilizzate anche le unità a cavallo e cinofile della Gardai.

Un distinto gruppo di sette hooligans polacchi è stato attaccato presso la statua di Jim Larkin vicino a O’Connell Street.

Più tardi un altro gruppo di otto nazisti polacchi è stato cacciato dal pub Murrays sulla stessa via.

Dissensi sono esplosi tra i Polacchi e gli estremisti di destra irlandesi con un polacco spaventato che ha scritto su FB:

”15 di noi sono andati alla dimostrazione di Pegida ma non un solo irlandese si è fatto vedere. La loro grande manifestazione a Red Cow ha raccolto sei persone ed erano troppo spavenati per farsi vedere. Siamo stati attaccati da 50 persone e altre se ne aggiungevano… Siamo stati sopraffatti e siam dovuti scappare per difendere le nostre vite… Grande evento, ‘fanculo Pegida”.

Un altro bonehead polacco ha scritto:

“Prima battaglia per l’Irlanda persa. Siamo stati picchiati, ancora prima di riunirci, da persone con bandiere comuniste nelle loro mani che si definiscono antifascisti (tipico dei comunisti). Il nostro gruppo è stato picchiato sulla strada ancor prima del concentramento (una persona portata in ospedale) e altri attaccati sono stati assaliti in centro città”.

AFA Ireland vuole ringraziare tutti quelli che si sono mobilitati ieri. E’ stato un importante precedente. Altri gruppi di estrama-destra sanno ora cosa li aspetta se tenteranno di attivarsi nelle strade. Il significato dell’unirsi insieme da parte di gruppi politici in competizione e tifoserie avversarie è molto importante. L’unità è una forza.

Terminiamo con una nota solenne dell’ultimo sopravvissuto irlandese all’Olocausto Franz Frison che riassunse molto bene tutto in una lettera pubblicata dall’Irish Times il 12 Dicembre 1988:

“Se il fascismo si potesse sconfiggere in un dibattito vi assicuro che non sarebbe mai andato al potere, né in Germania, né in Italia, né altrove. Quelli che, all’epoca, lo riconobbero come minaccia e cercarono di fermarlo furono chiamati “plebaglia”. Spiacevolmente molti di questi illuminati non provarono o vollero neanche provare a fermarlo e, come vidi durante la guerra, si accomodarono quando presero il potere.
Le persone che hanno assistito al fascismo e al suo apogeo stanno morendo, ma l’ideologia è ancora lì e i suoi apologeti stanno lavorando duramente per tornare. L’esperienza del passato dovrebbe insegnarci che il fascismo va fermato prima che prenda il controllo di troppe menti e diventi utile, ancora una volta, agli interessi di qualche potente”.

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Statement from AFA Ireland (7th February 2016) 

An attempt by Identity Ireland and far-right Polish hooligans to host a public rally of Pegida Ireland ended in complete disaster and humiliation yesterday in Dublin city centre.

In what was the biggest mobilisation of militant anti-Fascists in Dublin in many years, both Irish fascists and Polish boneheads from Ruch Narodowy (National Movement) and the National-Radical Camp (ONR) were sent packing in a number of incidents throughout the day.

Over 2,000 people from all across the island took over the Pegida Ireland meeting point at the GPO from 1.30pm. This broad anti-Racist demonstration was supported by all the main left-wing political parties and migrant support groups.

There were separately up to 200 militants divided up throughout the northside of the city made up of AFA, Irish republicans from many groups, anarchists, socialists and a significant number of football casuals from the four main Dublin clubs.

Utilising key intelligence, the leadership of Identity Ireland/Pegida Ireland including Peter O’Loughlin and Ian Noel Peeke were confronted on the Luas (tram system) as they made their way into the city centre around 2.30pm. With their egos, among other things, battered and bruised – they quickly headed back to their cars at the Red Cow roundabout never even making it to O’Connell Street.

A group of around twelve Polish right-wing hooligans were then monitored as they met in their favoured pub Brannigan’s on Cathedral Street off O’Connell Street. This group attempted to head to the GPO but were routed and chased all the way down North Earl Street by a large group of militant anti-Fascists. Seeking temporary refuge at one stage in a ‘2 euro’ discount shop.

This group made it back to Brannigan’s where they were surrounded by anti-Fascists. Numbers were bolstered as hundreds sprinted up from the main anti-Racist demo. The fascists’ safety was only made possible by a large number of Gardai and members of the Public Order Unit who baton charged the crowd. The Garda Mounted Unit and the Garda Dog Unit were also deployed throughout the day.

A separate group of around seven Polish right-wing hooligans were physically confronted later in the day near the Jim Larkin statue on O’Connell Street.

Later in the afternoon, another group of around eight Polish right-wing hooligans were thumped and chased out of Murrays pub on O’Connell Street.

Dissent has spread amongst the Polish and Irish far-right camps with one upset Polish attendee taking to Facebook to vent :

“15 of us … turned up for Pegida rally … not one Irish person showed up, (their) big rally at Red Cow gathered 6 of them and they were two scared to show up. We (got) attacked and chased by group of over 50 people and more were joining in … We (got) overwhelmed and had to run for our (lives) … Great event, fuck Pegida”.

Another Polish bonehead wrote:

“First battle for Ireland lost. We were beaten before we even gathered, by people with communist flags in their hands calling themselves “anti-fascist” (typical to communists). Our group got beaten on the way to Pegida venue (one person was taken to hospital) others attacked in the city centre”.

AFA Ireland would like to thank all those who mobilised yesterday. It set an important precedent. Any other extreme right group will now know exactly what to expect if they attempt any street-based activity. The significance of militants from competing political groups and rival football fans coming together is extremely important. Unity is strength.

We end on a solemn note from the late Irish-based holocaust survivor Franz Frison who summed things up so well in a letter to The Irish Times published on 12th December 1988:

“If fascism could be defeated in debate, I assure you that it would never have happened, neither in Germany, nor in Italy, nor anywhere else. Those who recognised its threat at the time and tried to stop it were, I assume, also called “a mob”. Regrettably too many “fair-minded” people didn’t either try, or want to stop it, and, as I witnessed myself during the war, accommodated themselves when it took over … People who witnessed fascism at its height are dying out, but the ideology is still here, and its apologists are working hard at a comeback. Past experience should teach us that fascism must be stopped before it takes hold again of too many minds, and becomes useful once again to some powerful interests”.

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