Iran – USA…e il nuovo war game

Prima del 2002 sembrava che i rapporti tra Stati Uniti e Iran fossero “pacifici”. Finita l’era di Komeini, nel 1998, la nuova guida suprema, nonché neoeletto presidente  Khatami cercò la riconciliazione con la casa Bianca, tregua che inizialmente sopravvisse anche all’11 Settembre e che vide una dichiarata presa di distanza di Teheran dai “terroristi talebani” e un appoggio incondizionato agli USA.

Che cosa è successo dopo?

Nel 2002, il discorso di G. Bush sull’Asse del Male, per il quale il mondo della civiltà si opponeva a quello del terrorismo che dilagava in Asia, nel Caucaso, nel Sudest Asiatico e in Africa,  cambiò le relazioni tra i due paesi.
In sintonia con la Guerra al Terrore, iniziata a partire dall’Afghanistan, l’America decise di estendere gli obiettivi del conflitto additando altri paesi come con l’appellativo di “Stati Canaglia”, ossia paesi capaci di ogni male e, che, possedendo delle armi non convenzionali, rappresentano una grande minaccia che potrebbe portare ad un 11 settembre 2.0.

Tra questi paesi c’era e c’è l’Iran. I presupposti di una tale accusa vanno in realtà scovati in un piano che al Pentagono esiste da molto tempo, e  che prevede l’avvio di una guerra infinita.
La Guerra al terrore, infatti,  proprio perché non mira ad un obiettivo preciso come può essere uno Stato sovrano, ma al terrorismo,  che essendo un nemico transnazionale potrebbe trovarsi ovunque, permette la ripresa dei combattimenti contro un qualsiasi Stato che “puzzi” di terrore.

Una struttura del genere ha legittimato in passato e potrebbe legittimare nuovamente attacchi da parte degli Stati Uniti contro i paesi in cui si nasconde il “Male” che mina il “Bene” della società occidentale. La Guerra preventiva non è fantascienza, e, con l’episodio delle Torri gemelle, gli Stati Uniti sono riusciti a realizzarla.

L’odio degli USA verso Teheran ha generato così altro odio. Khatami, che si preparava a concretizzare varie riforme che tra le altre mostravano una particolare attenzione sulla parità dei diritti uomo – donna, fu soppiantato da Ahmadinajad, le cui posizioni verso l’Occidente sono note.

Il piano statunitense di garantirsi l’ostilità verso l’Iran riuscì e riesce perfettamente. D’altronde l’Asse del Male, gli Stati canaglia, la Guerra al Terrore altro non sono che mezzi per continuare a spadroneggiare nel mondo e assicurarsi la supremazia politica (gli Stati Uniti come baluardo di democrazia e civiltà) ed economica (impadronirsi delle risorse naturali come gas naturale e petrolio).

Ogni occasione è buona per agitare il fantasma del terrorismo. Esempio sono le ultimae controversie che hanno rigurdato stretto di Hormuz.
La storia è la solita. Gli Stati Uniti e coloro che hanno il tacito permesso dalla Casa Bianca possono sperimentare, detenere e usare come minaccia il nucleare.
Coloro che non vanno a genio all’ “Asse del bene”, no.
Non è una semplificazione di quello che accade.
L’Iran non può condurre manovre navali né tanto meno testare i suoi missili senza essere accusato di minacciare gli Stati Uniti.
Naturalmente per gli USA lo stretto di Hormuz è vitale: da lì transitano le petroliere senza cui l’Occidente sarebbe in ginocchio.
D’altra parte non può essere interesse dell’Iran chiudere tale passaggio, in quanto il paese non può fare a meno dei dollari che guadagna in cambio della vendita dell’oro nero.

Che dire poi del fatto che gli USA fanno passare costantemente flotte navali cariche fino ai denti con tanto di bombe atomiche e portaerei? Teheran dovrebbe gridare all’attentato ogni due per tre?
Cosa sono i 200 chilometri dei missili di Teheran di fronte ai 2.500 chilometri di un qualunque Tomahawk presente sulle navi americane?

L’iran non è una reale minaccia e questo lo sa anche un bambino. La sua potenza in termini strategici è una nullità se confrontata con quella degli Stati Uniti. Inoltre, nonostante le affermazioni poco pacifiche di Ahmadinejad, Teheran non è un pericolo nemmeno per Israele,infatti non farebbe in tempo a dispiegare e lanciare il primo missile nucleare che si troverebbe rasa al suolo dalle atomiche israeliane.

Ma perché allora tanta ansia?

10 giorni dopo le accuse di minaccia della Casa Bianca contro l’Iran, compare Austere Challenge 12, il nuovo piano condiviso da Israele e Stati Uniti che vedrà l’esercitazione di batterie missilistiche, radar,  flotte navali, i migliori soldati, armi, tante armi “sul posto”.
E’ da tempo che Israele sta portando avanti misure anti – missili e anti – radar con il sostegno degli USA. Simulazioni di attacchi e dispiegamento di mezzi per contrastarli.

Un po’ singolare l’avvio di test tanto ingenti proprio ora che sembravano dissipati i recenti “diverbi” tra lo stato persiano e quello americano. Washington e Tel Aviv negano la relazione tra le esercitazioni e i dissapori con Teheran, tuttavia il nuovo war game rischia di inasprire ancora una volta il dialogo e riscaldare la situazione.

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