Diario da Macao – Giorno 3

PAAAAAAPAAAAARAPAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!

 

Ultimamente, la mattina, il suono di una tromba segna il mio risveglio.

Apro gli occhi, e lentamente, dalla foschia, un volto diventa sempre più definito. Amorfo, dal mento pronunciato e il cranio affusolato, che sembra non aver bisogno di troppo spazio per contenere pensieri. In bocca una sigaretta perennemente accesa, che non emana fumo ne odori.

Lo fisso, immobile, non riesco a muovere un muscolo. Tutto attorno è sfuocato, la luce entra dalla finestra lasciata aperta. Non riesco a capire se è la realtà quella in cui sto vivendo o un sogno. Scopro di avere capacità telepatiche quando pongo il quesito alla maschera. Lui, accompagnato da uno sbattere di padelle urla -SONOLENOVEEMEZZAAAAAA!!SVEGLIAAAA!!

Ok, non è un sogno! All’esterno della stanza i nemici di Morfeo stanno lavorando.

Credo sarei più contento se il buongiorno me lo dessero dolcemente, magari con caffè e brioches. Ma siamo oltre l’utopia..Quasi quasi la prossima assemblea parlo, e metto la questione all’ordine del giorno.

I miei occhi continuano a fissare quel volto, sempre fermo, inespressivo, gli parlo -tu resta la che io vado a prendere un caffè. Sembra annuire, ma non saprei dire con precisione se è una mia allucinazione o solo rimasugli di sogni che stanno lentamente svanendo.

Per quattro volte il riflesso del sole mi acceca. E’ il vetro della porta che si apre e si chiude, interrompendo il mio stato di catalessi. Lo prendo come un segno. Allungo le mani verso il soffitto, e noto che sulle braccia sono spuntate delle lentiggini color turchese. La prima sensazione è un sentimento di stupore, che piano piano si scioglie in un sorriso. Quel colore mi fa dimenticare della maschera, mi ricordo che sono a MACAO, e il rumore della vita che attraversa questo posto non mi permetterà più una fase REM.

Cerco una spiegazione di questo virus improvviso, che scopro essere un sintomo del posto in cui vivo, delle persone che attraverso, e dell’amore che provo per loro.

Con questo pensiero in testa mi alzo e scendo le scale. Un’altra giornata di passione a macao è già iniziata, o forse non si è mai interrotta.

E la maschera, in tutto questo, resta in camera a fumare.

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