Deutschland 83, la storia e la serie

La Guerra Fredda è durata circa 45 anni. In quel periodo, il mondo è stato vicinissimo all’autodistruzione per due volte. Una molto nota e una assai meno, se non per gli addetti ai lavori e gli amanti di storia contemporanea e militare.

La prima guerra sfiorata fu in occasione della Crisi dei missili a Cuba dell’ottobre 1962, quando il Presidente americano Kennedy impose all’isola caraibica il blocco navale dopo la scoperta, grazie agli aerei spia, di rampe per missili nucleari sovietici in costruzione sul territorio. Si arrivò a un soffio dallo scontro diretto tra americani (che già l’anno prima erano indirettamente usciti sconfitti sulla Baia dei Porci) e sovietici, guidati da Nikita Kruscev.

La seconda che ci si trovò sull’orlo del precipizio fu nell’autunno del 1983, quando la tensione a livello internazionale era elevatissima. Senza saperlo, il genere umano fu a un passo dall’estinzione.

Deutschland 83, come da titolo, è una serie tv ambientata proprio in quell’anno che narra la storia di Martin Rauch, una giovane e promettente guardia di confine della Germania Est che viene arruolata (inizialmente contro la sua volontà) per infiltrarsi all’Ovest sotto falsa identità, riuscendo a diventare aiutante di campo del Generale Wolfgang Edel della Bundeswehr, l’esercito della Germania occidentale.

Paese che vai, quindi, e serie storica che trovi. Se il Regno Unito con This is England (film e serie) parla dello sviluppo del movimento skin nell’Inghilterra della Thatcher, le serie italiane, prima tra tutte Romanzo Criminale, raccontano invece di criminalità organizzata. Una serie tedesca, allora, non potrà che parlare del periodo della doppia Germania, due Paesi ben divisi da un muro, e delle relative azioni di spionaggio.

Il primo elemento per cui si può consigliare la visione di Deutschland 83 è senza dubbio la qualità delle ambientazioni. La ricostruzione degli ambienti, del “clima” e delle grandi differenze tra le due Germanie all’inizio degli anni Ottanta è senz’altro di prima qualità. Altro elemento assolutamente convincente è un’ottima colonna sonora che, non a caso, si apre con 99 Luftballons, grande hit internazionale del 1983 (amata al di qua e al di là del Muro). Un pezzo che si inserisce in un vero e proprio proliferare di brani musicali che, dietro a un’apparente musicalità spensierata, nei testi parlano del tema angoscioso e ricorrente della guerra atomica, come Vamos a la playa dei Righeira o Tropicana. E non a caso tutti queste canzoni pop sono del 1983, il che testimonia quali fossero gli incubi, neanche troppo nascosti, di chi ha vissuto quell’epoca.

Un po’ meno convincente, invece, è la parte propriamente spionistica, con il protagonista che, in alcuni momenti, pare non avere niente da invidiare a James Bond. Invece, lo spionaggio è spesso una lentissima partita a scacchi fatta più di lunghe attese che di azione continua. In questo, forse, sarebbe stato meglio dipingere Martin Rauch come una piccola pedina di un gioco gigantesco e terribile nel quale ognuno cerca di, o deve, fare la sua parte.

La serie non va a iscriversi nel filone della nostalgia da Est, di cui Goodbye Lenin del 2003 rimane il piccolo, imbattibile capolavoro (per chi fosse interessato, altre pellicole a contenuto “ossie” sono Sonnenallee, NVA, Liebe Mauer, Le vite degli altri, 1989 – La Svolta), e cerca anzi di tenere una certa equidistanza tra le due parti mostrando le luci e le ombre dei due modelli di società in scontro tra di loro. Se da un lato, infatti, non è tenero con la DDR per quanto riguarda le forme oppressive di controllo sociale, dall’altro, descrivendo da vicino la famiglia del generale Edel, sono mostrati tutti i grandi limiti umani di una società militarizzata e a capitalismo avanzato.

Non andremo a raccontare in modo esteso lo sviluppo della serie. Essa si snoda lungo tutto il decennio, con due altre stagioni ambientate nel 1986 e nel 1989. La prima, più a sfondo internazionale, vede protagonisti della narrazione sudafricani (bianchi razzisti e neri di Mandela), angolani, libici e tanto altro. La seconda, con il Muro come ovvio protagonista, racconta il suo crollo con tutte le conseguenze sulle esistenze dei protagonisti.

L’aspetto fondamentale di De83 è rappresentato, a nostro parere, dagli eventi storici che fanno da sfondo all’agire dei protagonisti. E quegli eventi cercheremo di approfondire.

Dicevamo che nel 1983, dopo un lungo periodo di distensione tra Est e Ovest, la tensione internazionale era di nuovo elevatissima. I due elementi che avevano destabilizzato il clima globale a fine decennio erano stati la decisione sovietica di invadere l’Afghanistan nel dicembre ’79 a sostegno del governo socialista di Kabul (scelta che avrebbe trascinato l’URSS in una guerra decennale costosissima sia sul piano umano che economico e senza sbocchi) e l’elezione a Presidente degli Stati Uniti del repubblicano Ronald Reagan nel novembre ’80.

Da qui in poi, il confronto tra blocchi aveva visto un constante avvitarsi degli eventi, che avrebbe portato al quasi conflitto nucleare del 1983. Se, da un lato, c’era stata la dichiarazione, a fronte di forti proteste sociali e sindacali, dello Stato di guerra in Polonia nel dicembre ’81 (un vero e proprio Colpo di Stato militare con conseguente repressione interna guidata dal Generale Jaruzelski), dall’altro proprio nell’autunno ’83 ci sarà l’invasione americana dell’isoletta caraibica di Grenada, minacciata secondo Washington dalla presenza comunista e dalla vicinanza con Cuba. Per non parlare poi della guerra sporca condotta dagli americani contro il piccolo Nicaragua sandinista.

La questione più drammatica dei primi anni Ottanta fu, però, quella dei cosiddetti euromissili. Dal momento che i sovietici avevano installato i loro missili nucleari in Europa orientale, la NATO decise di rispondere installando in Europa occidentale identici missili strategici. Missili che, una volta lanciati, avrebbero colpito Mosca e Leningrado nel giro di pochi minuti. L’installazione dei missili nucleari in Europa fece esplodere una gigantesca mobilitazione pacifista (anche in Italia) e aumentò a dismisura le paure russe di un attacco nucleare americano ritenuto come sempre più imminente. Proprio nel marzo 1983 Reagan aveva rilanciato la corsa agli armamenti, annunciando un ambizioso piano di “guerre stellari”.

Non va dimenticato che nel 1983 a guidare il Cremlino c’era nientemeno che Jurij Vladimirovič Andropov, quello che avrebbe potuto essere definito, al pari dell’omologo cinese Deng Xiaoping, un riformatore dal pugno di ferro. Un personaggio volitivo, ma anche estremamente sospettoso, visto che, non a caso, aveva guidato il KGB per 15 anni.

Il clima di tensione era talmente alto che il primo settembre 1983 i sovietici abbatterono, uccidendo 269 persone, un volo civile sudcoreano che per errore aveva sconfinato entrando nello spazio aereo dell’Unione Sovietica. L’abbattimento scatenò le ire di Reagan oltre che proteste in tutto il mondo e fu immortalato anche dal celebre pezzo dei CCCP Spara Jurij (riferito proprio ad Andropov).

E fu proprio tra il settembre e il novembre di quell’anno che il mondo fu, più o meno inconsapevolmente, sull’orlo dell’olocausto nucleare, con due episodi emersi negli anni successivi.

Il primo avvenne la notte del 26 settembre quando, a fronte di un errore informatico del sistema di allerta sovietico che monitorava costantemente gli Stati Uniti e che annunciò il lancio, in sequenza, di cinque missili nucleari dal territorio americano, il tenente colonnello dell’Armata Rossa Stanislav Petrov decise di ignorare l’allarme lanciato dal sistema, ritenendolo un errore e evitando di avviare la procedura che avrebbe portato all’inevitabile contrattacco sovietico.

Stanislav Petrov

Il secondo avvenne in contemporanea con l’esercitazione della NATO denominata Able Archer 83 che, non a caso, simulava un’escalation che avrebbe portato alla guerra atomica, arrivando a toccare il livello Defcon 1 (il livello più grave di stato d’allarme per le forze occidentali). L’esercitazione durò 5 giorni e fu in qualche modo “fronteggiata” sulla trincea del Patto di Varsavia dalla gigantesca Operazione RJaN, la più mastodontica operazione di spionaggio e raccolta dati e informazioni da parte dell’Est nei confronti dell’Ovest. Per nostra fortuna, durante questo confronto tutti riuscirono, nelle loro posizioni, a mantenere il sangue freddo e il mondo non precipitò nella catastrofe.

Questi sono quindi i terribili eventi durante i quali si svolga Deutschaland 83, una serie nella quale tutti, ma proprio tutti i personaggi dicono di combattere “per la pace”. E ognuno, dal proprio punto di vista, ha ragione.

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