Piazza Fontana, non c’è nulla da archiviare. 12 dicembre h. 18.30 corteo p.zza Cavour

50 anni sono parecchi e il fatto che dopo tutto questo tempo non ci sia una verità giudiziaria esauriente, che agli atti Pinelli risulti vittima di un “malore attivo” e, soprattutto, che manchi del tutto l’indicazione dei mandanti, degli ispiratori e dei depistatori, ci dice meglio di mille discorsi perché questo non è un anniversario qualsiasi, perché quella ferita non può chiudersi.

Poi c’è anche quella che chiamiamo verità storica, certo, ma è un tipo di verità che ha bisogno della memoria viva degli uomini e delle donne per poter esistere e resistere e, da questo punto di vista, non siamo messi proprio benissimo. Viviamo in tempi di memoria collettiva incerta, per usare un eufemismo, e così, purtroppo, non stupisce nemmeno troppo che alla domanda “chi è stato?”, le risposte siano le più fantasiose (le Br, la mafia, i terroristi islamici). E non è solo questione di giovanissimi…

Qui non è il caso di riproporre una storia in pillole della strage di piazza Fontana, della strategia della tensione, dell’assassinio di Pinelli e dell’incarcerazione di Valpreda, dei depistaggi e degli insabbiamenti, anche perché questo è stato un anno fecondo dal punto di vista della produzione editoriale. Molte sono operazioni meramente commerciali, ovviamente, che nel migliore dei casi non aggiungono nulla di nuovo, ma ci sono anche alcuni testi molto buoni sulla strage, sul prima e sul dopo. Magari approfittate per leggervi qualcosa.

Comunque, questo 50° anniversario, così pieno di celebrazioni, nasconde anche un tremendo pericolo, cioè che il tutto finisca con una sorta di archiviazione, con la consegna di piazza Fontana agli archivi della storia. Insomma, a volte sembra che qualcuno ci voglia dire: sappiamo che sono stati i fascisti, abbiamo persino reso omaggio a Pinelli e riconosciamo anche che nelle istituzioni in troppi avevano giocato sporco, ma cosa volete ancora?

Se non vogliamo che il 50° finisca così, dobbiamo però far vivere la verità storica. Diversi buoni libri, appunto, sono stati pubblicati, molte iniziative in questo senso sono state realizzate in questi mesi, ma ora occorre anche presidiare le giornate che vengono. Voglio indicare solo alcune iniziative, perché sono quelle che si pongono esplicitamente l’obiettivo di non far chiudere la memoria in un archivio e di far vivere la verità storica, cioè che la mano era fascista, ma che la regia era dello Stato, che Pinelli è stato assassinato e che Valpreda era innocente. Non è solo questione di memoria e di non accettare l’impunità dei mandanti, ma è anche questione di presente e futuro.

Giovedì 12 dicembre c’è il corteo, appuntamento alle h. 18.30 in piazza Cavour. Sotto trovate l’appello per il corteo, con tutte le adesioni pervenute fino ad oggi.

Poi segnalo anche altre due iniziative: sabato 14 dicembre, alle h. 14.00 in piazza Fontana, la catena musicale per Pinelli, promossa dalla famiglia Pinelli e da moli artisti, e domenica 15 dicembre, alle h. 21.00, il tradizionale appuntamento Pinelli assassinato, Valpreda innocente, la strage è di stato promosso dal Ponte della Ghisolfa al Leoncavallo.

Ci vediamo in piazza!

Appello e adesioni corteo 12 dicembre:

50 anni dalla strage di Piazza Fontana noi conosciamo la verità, no a celebrazioni rituali la lotta per una vera giustizia sociale deve continuare, non c’è futuro senza memoria, ieri come oggi giustizia sociale e giustizia globale!

Il prossimo 12 dicembre Milano sarà attraversata da un corteo cittadino che toccherà i luoghi che hanno segnato con questa tragica storia la nostra città. Partirà da Piazza Cavour a pochi passi dalla Questura e terminerà in Piazza Fontana.

MEMORIA E ATTUALITÀ
PERCHÉ IL BOATO DI QUELLA
DEFLAGRAZIONE NON SI È ANCORA SPENTO

MEMORIA Per contrastare l’oblio e le vergognose ambiguità nel tentativo di una rimozione storica che offuschi responsabilità, connivenze, coperture; per ribadire l’unica verità: è stata una strage di Stato, eseguita dai gruppi fascisti in combutta con pezzi importanti dei partiti di governo, con la regia, il supporto e la protezione dei servizi segreti italiani e americani, che Pinelli è stato assassinato e Valpreda imprigionato innocente.

Certo, la bomba non ha vinto, grazie alla forte e cosciente mobilitazione popolare che ha impedito la programmata deriva reazionaria, ma la volontà di contenere e di contrastare in ogni modo le conquiste sociali e la piena attuazione della Carta Costituzionale non è mai venuta meno.

Addirittura, dopo gli anni della “strategia della tensione”, i cambiamenti epocali in campo tecnologico e la grande ristrutturazione economica e finanziaria a livello globale sono serviti ad approfondire ulteriormente le diseguaglianze planetarie e, nei paesi più ricchi, a consentire al padronato di recuperare abbondantemente la parte di potere e di ricchezza messa pesantemente in discussione negli anni delle grandi conquiste dei lavoratori.

ATTUALITÀ Le strutture dello Stato hanno accompagnato questo processo attraverso l’emanazione di leggi che hanno contribuito in maniera determinante allo smantellamento dei diritti dei lavoratori, all’allargamento delle ingiustizie, alla marginalizzazione delle povertà e alla discriminazione delle diversità; fino agli ultimi famigerati “decreti sicurezza”. Se non intervenendo direttamente in maniera pesantemente repressiva e antidemocratica come successo a Genova ben 32 anni dopo Piazza Fontana.

Allora si seminarono bombe per diffondere paura e disorientamento, per imporre un rigido controllo sociale a garanzia del potere; oggi la paura e l’incertezza per un futuro degno sono parte stessa della condizione sociale dei più, segnata dalla totale precarietà, dalla povertà diffusa e dalla palese ingiustizia subita.

L’emergenza climatica e l’esodo forzato di milioni di persone, insieme alle guerre sempre più diffuse e alla perdita quotidiana dei diritti fondamentali sono oggi l’eco sordo di quella deflagrazione.

Come negli anni ’60/’70 studenti, operai, femministe e movimenti sociali lottavano per la giustizia sociale, oggi un tutto il mondo, dalla Rojava all’America Latina, il rifiuto del sistema neoliberista e della chiusura degli spazi di partecipazione acquista sempre più forza. Giustizia ambientale, giustizia di genere, giustizia economica sono le rivendicazioni di un’unica voce che chiede un mondo libero e degno.

In questo contesto di grave disgregazione sociale, la reiterata protervia nella negazione della verità a 50 anni dalla strage di Stato e dall’assassinio di Giuseppe Pinelli, ci allarma molto perché dimostra che la profonda faglia antidemocratica ereditata dal fascismo non si è ancora completamente chiusa e il pericolo di nuove derive reazionarie non è scongiurato.

Aderiscono:

Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale
Memoria Antifascista
Centro Sociale Cantiere
Csoa Lambretta
Zam
POQ – Partigiani in Ogni Quartiere
Associazione NAGA
Ri-Make
ANPI ATM Milano
Rete della Conoscenza
Partito della Rifondazione Comunista Fed. di Milano
Partito Comunista Italiano
Sinistra Anticapitalista
Partito Comunista dei Lavoratori
Sinistra Italiana
Fronte Popolare
Possibile Milano
Partito della Rifondazione Comunista – Comitato Regionale
Brianza Antifascista Antirazzista Antisessista
Marxpedia
CCL-Coordinamento Comunista Lombardia
Slai Cobas Provinciale Milano
APS EL Pueblo
Comitato ‘Non Dimenticarmi’
Zona 3 per la Costituzione
Potere al Popolo Milano
Potere al Popolo Provincia Milano
Centro Culturale Concetto Marchesi
Circolo Legambiente Zanna Bianca
Milano in Comune
Associazione per non dimenticare Varalli e Zibecchi
Ass. Naz. di amicizia Italia – Cuba
Collettivo Kasciavìt
ANPI di Assago
Associazione Culturale Punto Rosso
Amici e compagni di Luca Rossi
Federazione Anarchica – Milano
Ateneo Libertario – Milano
CUB – Confederazione Unitaria di Base
Coordinamento Staffette Podistiche per Bologna
Circolo Proletari Comunisti
ANPI di Cassine (Alessandria)
Fuori Luogo
LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano
Non Una Di Meno – Milano
AccoglierSi
I Sentinelli di Milano
Teatro delle Cooperativa
Associazione Culturale “Teresa Galli”
Lato B – l’altro lato di Milano
Associazione Ponti di Memoria
Comitato Undici Giugno – Milano
Coordinamento Studentesco Azadî
Ambulatorio Medico Popolare di Milano
Collettivo Diem25 di Milano
Partito dei CARC Federazione Lombardia
Unione Sindacale di Base

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