7 giugno 2018: Aggiornamenti sul conflitto siriano

Il 4 Giugno è stato siglato un’accordo tra la Turchia e gli Stati Uniti.
L’accordo prevede una Roadmap per il controllo della città di Mambiji, che dovrebbe essere posta sotto il controllo di un consiglio creato da forze turche e statunitensi. Molti punti dell’accordo restano comunque ancora misteriosi. Secondo le dichiarazioni turche, le Ypg dovrebbe lasciare la città di Manbiji. Come dichiarato dal consiglio militare di Mambiji le Ypg hanno già lasciato la città a fine Agosto del 2016, nessuna forza turca sarà accettata in città e che il consiglio militare di Mambiji è in grado di difendere la città.
Molta confusione o notizie infondate sono circolate su internet, questo accordo non è nient’altro che una formalità, non ci si meraviglia di tutto ciò, come possono due membri della NATO scontrarsi per una città città siriana?
È quasi impossibile che ciò accada, infatti la NATO si dice soddisfatta dell’accordo. È sbagliato parlare di tradimento o abbandono, perché le Ypg non sono mai appartenute a nessuno, erano e sono una forza autonoma e multietnica che difendono la popolazione dagli attacchi esterni e la rivoluzione confederale.
La spartizione della Siria ha iniziato a definirsi dopo l’attacco e l’occupazione del cantone di Afrin, questo accordo è solo una conseguenza di quello che sta succedendo ad Afrin. Una rivoluzione che sopravvive da 7 anni all’interno di un conflitto cosi ampio e duro, fa paura a molti Stati, e che quindi per difendersi cercano di minare la sua esistenza siglando accordi che purtroppo costeranno altri spargimenti di sangue.
Intanto ad Est dell’Eufrate il 3 Giugno è ripartita l’operazione per liberare le ultime zone sotto il controllo dello Stato Islamico. Su tre fronti e partito l’attacco a Nord Est, nella provincia di Hasake, dove le Sdf hanno liberato molti villaggi e avanzato di molti chilometri.
L’obiettivo dichiarato è quello di liberare la città di Al Dashisha, in un solo giorno le forze democratiche siriane sono avanzati di 8 chilometri. Nel sud, ad est dell’Eufrate, nella provincia di Deir Zor le Sdf sono avanzati di 4 chilometri, l’obiettivo è quello di avanzare verso la città di Hajin da sud, nella cittadina si troverebbero alcuni comandanti dell’isis, che ormai accerchiati si sono nascosti nei dintorni della cittadina. L’operazione è ufficialmente ripartita il 3 giugno, si era fermata per 15 giorni ha causa delle brutte condizioni meteo e per preparare gli ultimi piani per l’attacco finale.
L’operazione si stima dovrebbe durare un paio di mesi, vista anche la dura resistenza dei miliziani dell’isis.
Crediamo che dopo le elezioni turche del 24 Giugno e dopo che l’operazione a Est dell’Eufrate sarà conclusa la confederazione democratica della Siria del Nord sarà ancora più sotto attacco, visti anche gli sviluppi diplomatici degli ultimi giorni. Una cosa è certa, i popoli e la rivoluzione confederale saranno difesi e si difenderanno, cercando di non lasciare spazio di azione al nemico.
AZADI PACHINO
BOTAN SANDOKAN

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