Siria: l’allargamento del conflitto è vicino

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Quando due elefanti lottano tra loro, è sempre l’erba a rimanere schiacciata (Proverbio africano)

Israele entra ufficialmente nel conflitto siriano che, come era prevedibile, rischia di contaminare la già instabile regione medio orientale a causa degli stravolgimenti nelle alleanze tra paesi e forze politiche.

Questa notte, per la seconda volta, Israele ha bombardato una base militare (del governo siriano) ed un deposito di armi, destinato, apparentemente, agli Hezbollah libanesi.

Il “silenzio” di Israele sulla Siria è stato guardato sempre con sospetto in questi due anni: è stato fin da subito chiaro come un’eventuale caduta del regime di Assad potesse sconvolgere le alleanze “storiche” di quell’area: Siria-Hezollah libanesi e Iran, stretti da anni in un patto di reciproco sostegno, spesso concretizzato nella fornitura di armi.

E’ importante considerare che la scorsa settimana c’è stato un aumento delle tensioni (perennemente alte) tra Israele e il partito libanese al confine, con l’abbattimento di un drone da parte di Israele (apparentemente proveniente dal Libano). Inoltre negli ultimi mesi si sono verificati più volte quei piccoli “segnali” di aumento delle operazioni militari, che fanno intendere la prossimità di un nuovo conflitto tra Israele e il partito di Dio, che controlla il Sud del Libano e le zone vicino alla Siria.

Proprio l’alleanza storica con il regime siriano potrebbe dunque rappresentare una nuova, potente, miccia per la ripresa di un conflitto mai sopito, che ha avuto la sua ultima esplosione nel 2006, causando più di 1000 morti in Libano e un livello impressionante di sfollati e distruzione.

E’ importante sapere che il Libano si trova attualmente in una situazione critica, ospitando gran parte dei circa un milione di rifugiati siriani che sono fuggiti nel paese.

La caduta di Assad potrebbe rappresentare un cambiamento nelle relazioni con il Libano, e conseguentemente un cambiamento di uno dei protagonisti del conflitto regionale tra Israele, Hezbollah e Iran. Alcune voci della stampa internazionale sostengono che Hezbollah stia tentando, vista la possibile imminente caduta di Assad, di impossessarsi di alcuni centri di produzione e diffusione di armi, per prenderne il controllo: questa ipotesi potrebbe spiegare la scelta del target dell’ultimo raid israeliano.

Per rimanere aggiornati:

http://www.aljazeera.com

https://www.facebook.com/pages/SiriaLibano/280010085346171?fref=ts

http://bigstory.ap.org/topic/inside-syria

Per chi non conosce la situazione siriana, un interessante (basico) servizio delle Iene di Pablo Trincia di qualche settimana fa: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/383817/trincia-dentro-la-guerra-siriana.html

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