Allarme!!! Chiusura cinema a Milano

poltroneLa chiusura del cinema Apollo della scorsa settimana ci spinge ad aprire una riflessione sulle pratiche di proiezione e fruizione di film.

Il cinema Apollo ha rappresentato negli ultimi anni un punto di riferimento per spettatori che cercavano film d’autore e d’essai. Le numerose rassegne, proiezioni in lingua originale e incontri con importanti autori italiani ed internazionali organizzate dall’Apollo hanno arricchito il panorama cinematografico milanese.

Questa ennesima chiusura non può essere decontestualizzata da una situazione generale già in crisi da molti anni. Emblematiche sono alcune affermazioni di alcuni autori e produttori da noi interrogati sul tema (Alina Marrazzi, Luca Bigazzi, Michelangelo Frammartino ecc..) :
“Per me la visione di un film in una sala è fondamentale”, “Occorre creare strutture anche piccole dove poter vedere i film anche in fase di gestazione”, “Servono luoghi dove oltre alla visione del film ci si sieda e in modo conviviale se ne parli, si parli di cultura… “.

Quando si attivano percorsi di autogestione di sale l’informazione non se ne occupa. Noi stessi, abbiamo avuto esperienza di questa invisibilità quando all’interno del percorso culturale di Macao, abbiamo costruito un piccolo cinema.
Dalla chiusura del cinema De Amicis sono passati tanti anni la situazione è peggiorata. Le promesse e le bugie (oltre che sul De Amicis anche sull’Orchidea e sul Manzoni) che abbiamo sentito in questi anni sono aumentate e i cinema diminuiti. Nessuna tutela è mai stata data e nessuna legge o decreto è stato creato per sfuggire all’inesorabile morte delle sale cinematografiche, non solo di Milano. Le uniche, forse, a beneficiare di qualcosa sono state le multisale dell’estrema periferia o dell’interland milanese, figlie dei vari eventifici e modelli di assalto del cinema mainstream sobillato dalle televisioni, che avrebbero dovuto ospitare in una o più sale film di qualità e invece…

Oggi giorno sempre più film sono creati anche per mano di coraggiosi produttori o da registi disposti a produrre la propria opera…ma chi vedrà questi film?

Tutti siamo pronti a indignarci per la chiusura di un cinema come l’Apollo, ma cosa è mai stato fatto concretamente per impedire nuove chiusure? Nulla o pochissimo. Si dovrebbe invece contrastare l’idea che la visione di un film sia puramente un aspetto commerciale, per cui nella multisale compare su cinque schermi lo stesso titolo e poi il vuoto. Il cinema e’ cultura e le sale indipendenti o le nuove sale che nasceranno dovranno essere tutelate.

Indigniamoci , piangiamo per la chiusura di un cinema con cinque schermi situato nella, una volta prestigiosa, via dei cinema di Milano ma nel frattempo chiediamoci anche se ci dobbiamo rassegnare a considerare sulla via del tramonto la pratica della visione collettiva di film.
Pensando alle modalità in cui si muove la distribuzione nei cinema tradizionali probabilmente la proiezione pubblica è destinata all’estinzione.

Per scongiurare questa fine la circuitazione di opere cinematografiche si sta spostando in piccole sale nate nei luoghi di aggregazioni, microcinema capillari e diffusi sul territorio. Molte delle occasioni per godere della condivisione di film sono organizzate da associazioni e gruppi, spesso informali, che purtroppo non hanno le energie per sostenere un mercato così complesso.

Per questo motivo, secondo il nostro immaginario, è fondamentale lavorare a un sistema alternativo che ri-progetti le pratiche di diffusione di film creando un sistema di sale indipendenti permettendo l’accesso a opere interessanti e fuori dal circuito.

TavoloVideoMacao

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