Bloccato l’abbattimento di alberi in via Bassini

Milano green? I fatti dicono il contrario.

Già il 25 novembre c’era stata una prima protesta a fronte del progetto di tagliare ben 140 alberi in via Bassini per far posto al nuovo Dipartimento di Chimica del Politecnico.

Un centinaio di persone tra residenti, professori e studenti si erano radunati davanti al cantiere. Molti affermano che la decisione è stata presa senza consultare nessuno e che il Senato Accademico (tanto per cambiare) ha ratificato il tutto senza fare una piega.

Questa mattina è iniziato il taglio degli alberi rapidamente sospeso con l’ingresso di cittadini contrari al progetto all’interno del cantiere.

L’intenzione di chi gestisce l’università è quella di piantare, come compensazione, una quarantina di alberi in un altra area di via Bassini anch’essa interessata da lavori.

Salta subito all’occhio la distanza tra i 140 alberi tagliati e i 40 che dovrebbero sostituirli in un’altra zona.

Il Municipio 3 ha chiesto la sospensione dei lavori chiedendo chiarimenti al Rettore del Politecnico.

Ricordiamo che l’intera area di Città Studi è attraversata dal progetto di trasferimento a Expo e dalle lotte per impedirlo.

Non è la prima volta che Milano dimostra la distanza siderale tra gli slogan di cui si ammanta e la realtà concreta dei fatti.

Si va dall’abbattimento del Bosco di Gioia di più di 10 anni fa per far spazio al gigantesco progetto speculativo di Porta Nuova-Garibaldi-Repubblica a su cui Elio e le Store Tese scrissero un loro celebre pezzo alla più recente questione di piazza Baiamonti. E se non fosse per il movimento NoCanal e le sue lotte anche la zona verde nella zona sud-ovest di Milano sarebbe stata cementificata. Ci si può dare anche delle grandi spennellate green, ma se ogni volta che poi alle parole devono seguire le azioni concrete si va dalla parte opposta è evidente che qualcosa non funziona.

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