Milano: il divertimento notturno dei giovani è un problema di sicurezza?

MOVIDA, COMITATI NAVIGLI: ANCORA TROPPO RUMORE E SOSTA SELVAGGIA - FOTO 1Ma perché a Milano la frequentazione di quartieri e locali da parte dei giovani la sera viene percepito come un problema di sicurezza?

Ce lo si chiede dopo aver letto che è in via di approvazione un provvedimento, da parte dell’Assessore al Commercio D’Alfonso, per far spegnere la musica nei locali non oltre le 23. Proprio alle porte della stagione calda, quando, nella zona dei navigli, i locali apriranno le entrate e la zona, completamente pedonale, verrà frequentata da centinaia di giovani ogni sera.

Il provvedimento in questione non solo non è il primo (ma segue un altro che, similmente, aveva vietato la somministrazione di cibo presso alcuni chioschi dopo le 24) ma è stato presentato proprio all’assessorato alla sicurezza (presieduto da Granelli): facendo chiaramente intendere quale sia la percezione della tematica “movida” all’interno di alcune istituzioni.

Parallelamente a questa notizia, presa ovviamente male dai commercianti e ancor peggio dagli frequentatori dei locali e della notte di Milano, arrivano testimonianze dirette di chi si trova in difficoltà a causa di continui controlli a volte eccessivi ed ingiustificati.

Abbiamo infatti fatto una chiacchierata con Valentina e Mattia di Associazione Ohibò, circolo ARCI in zona Corvetto, che qualche giorno fa hanno pubblicato questa lettera su Facebook: nella lettera, rivolta al sindaco Pisapia, lamentano un atteggiamento persecutorio da parte delle autorità di controllo, che hanno effettuato ben 7 visite da gennaio 2013, senza constatare nessuna irregolarità o anomalia nel loro circolo.

Ecco cosa ci hanno raccontato:

Ohibò non è un bar né un locale, è un’associazione di promozione sociale affiliata all’ARCI.

Ha aperto i suoi battenti a fine marzo 2012 e fin da subito si è mossa per offrire nuovi servizi agli abitanti di zona 4. E’ nato dall’idea di 8 trentenni (di cui 4 genitori) di offrire un luogo di aggregazione, cultura e musica a 360° per bimbi, mamme e giovani. Le attività che organizziamo sono molteplici e varie (visionabili sul nostro sito) e sono in orari sia diurni che notturni. Ci sono corsi, mostre, seminari, laboratori per bambini e adulti: la sera spesso organizziamo concerti, DJ set, cabaret, spettacoli artistici di vario tipo. I prezzi sono molto contenuti, e scegliamo di sostenere progetti sociali attraverso eventi di raccolta fondi.”

Quando sono iniziati i problemi con i controlli delle autorità?

“Abbiamo ricevuto la prima visita il 12 maggio 2012 da parte della polizia annonaria che ci ha contestato la modalità di ammissione nuovi soci, sostenendo che non è possibile rilasciare la tessera ARCI lo stesso giorno che la si richiede (la legge non dice nulla in merito); ci ha quindi rilasciato un verbale con multa a cui è seguita una diffida, notificataci in data 7 settembre.

In quella prima visita, come nelle seguenti, sono stati minacciosi, come se avessero a che fare con delinquenti. Dal momento della notifica è iniziato l’incubo, ma giustamente sapevamo che sarebbero venuti con frequenza per 60 giorni.

Non abbiamo mai contestato il fatto che venissero a fare i controlli , ma la modalità vessatoria, le minacce di chiusura, la contestazione di procedure interne ad ARCI. Quello che inizialmente è accaduto a noi (il verbale e i controlli successivi ad esso) è accaduto in precedenza ad altri circoli e rientra nella norma, il problema è il numero inspiegabile di visite , anche dopo l’archiviazione della diffida (dicembre) perché in ogni successivo controllo non è stato rilasciato alcun verbale, né hanno riscontrato irregolarità. Ci chiediamo dunque il perché della frequenza delle visite e dei controlli e soprattutto il perché di alcune modalità minacciose e sanzionatorie che abbiamo percepito: come se stessimo facendo qualcosa di male o dando fastidio a qualcuno.”

Qual è il valore aggiunto del vostro circolo all’interno della vita notturna e culturale milanese?

Quando abbiamo deciso di creare l’ohibò, era chiaro a tutti noi la necessità di aprire uno spazio polivalente di aggregazione molto accogliente, in cui i soci si sentissero come a casa, dove potessero trovare una forma di svago diversa rispetto alle birrerie, discoteche e locali, dove fosse possibile uno scambio continuo di esperienze. Abbiamo creato un posto aperto ad accogliere nuovi progetti, in cui l’arte in tutte le sue forme è messa in primo piano, frequentato da pittori, fotografi, musicisti, attori, giocolieri e che avesse costi bassi per permettere a tutti di usufruire dello spazio e delle attività.

Il bisogno di aggregazione dei giovani nella nostra città è grandissimo, basti pensare al nugolo di persone che si riversa alle colonne di San Lorenzo da sempre, senza che venga offerto alcun tipo di intrattenimento. Inoltre offriamo lo spazio a titolo gratuito alle compagnie teatrali per provare gratuitamente, perché il paradosso è che anche compagnie che si esibiscono in teatri importanti, non hanno fondi per pagarsi le prove, in cambio chiediamo che si esibiscano da noi. Stessa cosa dicasi per la sala prove gratuita.

Abbiamo rispetto per gli artisti e per quello che fanno, perché arricchiscono la nostra città, che spesso sembra mettere al centro gli anziani, gli abitanti che vogliono dormire o le persone che si disinteressano, per vari motivi, alla vita notturna e alla produzione culturale.

Come valutate l’atteggiamento delle istituzioni locali rispetto alla tematica della vita notturna?

Secondo noi, e vista la nostra esperienza, le istituzioni locali sono ambigue in merito. Da un lato aumentano i servizi pubblici durante la notte nei weekend (anche se siamo ben lontani dall’essere paragonati ad altre città europee con interi quartieri dedicati ai giovani), dall’altro invece chiudono gli spazi dove i giovani si ritrovano. Le polizie locali si accaniscono nei confronti di circoli (il nostro caso) , o di altri locali (in passato), ma ci chiediamo se non sarebbe più utile che le gli organismi di controllo e le forze dell’ordine si occupassero di altre questioni.

A parole la giunta Pisapia si dichiara favorevole ai servizi per i giovani, ma di fatto controlli ripetuti e chiusure temporanee di questi ci sembrano un modo per ostacolare, più che favorire, i bisogni dei giovani!!!”

 

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Una replica a “Milano: il divertimento notturno dei giovani è un problema di sicurezza?”

  1. RIFONDAZIONE COMUNISTA AL SINDACO: “NON SPEGNIAMO LA CITTA’”

    Milano, 4 aprile 2013. “Le notizie apparse ieri sulla stampa ci vedono contrari e opereremo, se confermate, per un positivo ripensamento. – è quanto dichiara il Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Matteo Prencipe, in merito all’ipotesi di spegnere la musica a mezzanotte, anche all’interno dei bar, che l’Asse…ssore Franco D’Alfonso avrebbe presentato al collega Marco Granelli e ai presidenti dei consigli di Zona nel cui territorio si trovano i quartieri del divertimento – Questa proposta si associa stranamente a quella di chiudere i chioschi notturni alla quale si è opposto tutto il consiglio comunale con una mozione che chiede di “rendere Milano sempre più eterogenea, più aperta, più viva, anche attraverso la fruibilità della città in orari flessibili e ampi, tale da renderla sempre più attrattiva da un punto di vista turistico, commerciale e culturale”.
    Rifondazione Comunista ritiene che “spegnere la musica a mezzanotte” sia in controtendenza con quanto promesso in campagna elettorale. Bisogna certamente rispettare gli interessi di chi vive nelle zone più frequentate, ma anche quelle dei cittadini, giovani e non, che vogliono potersi divertire, socializzare e vivere la città anche la notte, rendendo anche più sicura la città.
    La strada da percorrere è certamente quella di regolamentare meglio, come fatto ad esempio nel nuovo regolamento per gli artisti di strada, ma non certamente seguire la strada impervia dei divieti già fallite da altre amministrazioni”.

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