Milano Immobile 0.0

Sei un giovane che vuole abbandonare il nido di “mammà”?

Un aitante filippino in cerca di fortuna in Italia?

Un cinquantenne cassintegrato, licenziato e magari divorziato?

Una giovane mamma sedotta e abbandonata?

Un fertile ragazzo egiziano con moglie e dodici figli?

Bene, allora probabilmente stai cercando un posto dove vivere, dove ristorarti dopo una dura giornata di lavoro nero, precario o indeterminato, un luogo dove passare le domeniche quando Milano è troppo fredda e bagnata per andare a trovarla.

Invece ti ritrovi a casa da mammà; con altri dieci aitanti filippini in un trilocale; a dormire in una macchina o in un buco con moglie e dodici bambini egiziani rumorosissimi.

Mentre tu sei lì che ti arrabatti fra un lavoro qualsiasi, un salario-sussistenza e la ricerca di un alloggio decente Milano è immobile, incastrata fra un affitto oneroso, un mutuo-galera o un occupazione senza titolo.

In epoca di crisi economica, il debito pubblico grava sullo stato sociale, ed, in primis, la casa.

Tu cosa scegli: sfratto, pignoramento o sgombero? È un dato di fatto che non vi sia spazio per te, devi solo scegliere come farti cacciare.

I provvedimenti esecutivi di rilascio immobile nel 2010 sono 65.489 in tutta Italia; il 90% sono per morosità, 10.000 dei quali solo in Lombardia, di cui 5.684 a Milano e provincia.

I pignoramenti sono in aumento: si parla del 31.8% in più a livello nazionale. Su 35 tribunali monitorati in tutta Italia, i pignoramenti di immobili nel 2010 sono 37.221, 4.885 solo a Milano e Provincia .

Gli sgomberi Aler nel 2010 sembrano andare a gonfie vele, contemporaneamente, però, le assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) non sono neanche sufficienti a tamponare le situazioni di emergenza e che tu sia invalido, sfrattato, senza tetto, pignorato, licenziato o da tempo disoccupato difficilmente arriverai all’assegnazione di un alloggio popolare.

La casa è un diritto fondamentale, uno di quei bisogni che negli studi sociologici vengono definiti come primari, presupposto necessario per poter ambire alla soddisfazione di “bisogni più alti”.

Nel nostro paese, ma soprattutto in regione Lombardia, in particolare a Milano, questo diritto viene negato ogni giorno poiché non vi sono, da quasi quindici anni, politiche pubbliche sulla questione abitativa degne di questo nome.

L’offerta del mercato privato è assolutamente insostenibile per i redditi di molti e, come se non bastasse, il Fondo Sostegno Affitto è stato privato per il 2012 del 90% dei fondi statali e del 43% di quelli regionali; dal momento che tale strumento era stato istituito dopo il 1998 per tamponare il caro affitti seguito all’eliminazione della legge sull’equo canone, risulta evidente come il Pubblico non riesca, e non voglia, assorbire la domanda di chi un affitto a prezzo di mercato proprio non se lo può permettere: un migliaio scarso di case assegnate ogni anno a fronte di circa 25.000 famiglie in graduatoria.

Le uniche risposte al bisogno abitativo sono piani vendita del patrimonio pubblico, bandi ad hoc per i famigerati “ceti medi” e insufficienti assegnazioni che non attingono mai a quel patrimonio immobiliare inutilizzato che oggi è un costo più che una risorsa, rappresentato da quei 4.000 alloggi di proprietà comunale sfitti di cui tanto si è parlato durante la campagna elettorale delle ultime amministrative.

Nei prossimi giorni seguiranno altri articoli di approfondimento sulla questione abitativa a Milano, stay tuned!

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