[News] In corso lo sgombero del “Bunker” di Via Ovada 3 in Barona

Questo il comunicato a seguito dello sgombero di oggi:

SGOMBERATO BUNKER OCCUPATO – NON UN PASSO INDIETRO

Il Bunker è uno spazio di proprietà di ALER lasciato all’abbandono da lungo tempo all’interno del cortile delle case popolari di Via Ovada 3. Dopo vent’anni di proteste da parte dei condomini per lo stato di abbandono e degrado, data la presenza di materiali tossici mai smaltiti, e di viavai di spacciatori, dopo numerose richieste di riqualificazione e assegnazione dello spazio, continuamente negate dalle istituzioni, alcuni abitanti del quartiere si sono adoperati per autorecuperare lo spazio rendendolo agibile.
Da quel momento è diventato un luogo di socialità e ritrovo soprattutto per i più piccoli della via.
Doposcuola, laboratori artistici e corsi di break dance per i bambini venivano svolti in modo gratuito e autogestito quotidianamente, grazie alla pratica del mutuo soccorso che ha coinvolto grandi e piccini del quartiere.
Soprattutto, la consapevolezza delle reciproche esigenze abitative ha dato il via ad un percorso di solidarietà e organizzazione rispetto alla lotta per la casa.
Cene, feste di compleanno, eventi e dibattiti hanno attraversato lo spazio ridando vita, rimpolpando il tessuto sociale e alimentando la solidarietà nel quartiere.

Alle 8.30 del mattino un ingente e costosissimo dispiegamento di forze dell’ordine composto da 12 camionette tra polizia e carabinieri e numerosi defender dalle Questure di Milano e Bologna (!), ha militarizzato il quartiere bloccando l’accesso alla via e alle abitazioni, identificando gli abitanti del quartieri e i passanti con atti intimidatori.
Circa una cinquantina di abitanti e solidali si sono opposti denunciando il vero abuso messo in atto dalle istituzioni: abbandono e degrado funzionali e repressione laddove le persone spontaneamente decidono di organizzarsi per colmare questo vuoto. Il presidio all’incrocio tra via Ovada e via Voltri si è trasformato in un piccolo corteo spontaneo per le strade del quartiere nonostante le pressioni della polizia che cercava di accerchiarlo e bloccare le persone.

La militarizzazione subita dal quartiere dalle forze dispiegate non è stata assolutamente proporzionale allo sgombero ma alla totale volontà repressiva.
Il vero pericolo agli occhi dei mandanti di questo attacco è il fatto stesso che delle persone possano spontaneamente organizzarsi, arrivando a smascherare il vero abuso e prendere una posizione fino a reagire e resistere.

Tutto questo è voluto per portare avanti le politiche di gentrificazione, svendita del patrimonio pubblico e repressione che disgregano il tessuto sociale dei quartieri popolari; bisogna infatti vedere i continui attacchi giudiziari sproporzionati e queste operazioni di militarizzazione di un luogo in cui ci si organizza o si vive come tappe di una stessa strategia.

Non è un caso che in una sola settimana Aler e forze dell’ordine abbiano attaccato ben due quartieri, Barona e Giambellino, due spazi si socialità liberi che non si sono piegati alle logiche del profitto, già descritte. In campagna elettorale le promesse si sprecano e le istituzioni tornano a sventolare il feticcio della “sicurezza”, che in realtà altro non è che controllo poliziesco sulle nostre vite.

Perché la socialità e la solidarietà nei quartieri sono nemici di una politica che guarda agli interessi di chi specula sui bisogni: ci vogliono isolati perché sanno che uniti si vince, uniti possiamo costruire assieme il quartiere che vogliamo, essere protagonisti di quello che ci circonda e non succubi di ciò che ci accade, ed è per questo che continueremo a stare uniti per combattere per la libertà di vivere con dignità.

‪#‎BASTASFRATTI‬ ‪#‎BASTASGOMBERI‬ ‪#‎VALIAMOPIUDICOSI‬ #‎TOUTLEMONDEDETESTELAPOLICE‬

Ore 12,10 – Dopo che la tensione era salita perché la Polizia aveva cercato di dare una dimostrazione muscolare tentando di circondare il presidio la situazione si è tranquillizzata.

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Ore 11,15 – Il presidio ha raggiunto le cinquanta unità. Un piccolo corteo si muove per le vie del quartiere entrando anche nel mercato di zona.

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E’ in corso lo sgombero del “Bunker” di Via Ovada 3 in Barona.

Da questa mattina è in corso lo sgombero del “Bunker” occupato di Via Ovada 3 in Barona. Grande dispiegamento di Forze dell’Ordine che si sono presentate in quartiere con 7 camionette militarizzando completamente la zona. Altrettanto impressionante lo schieramento di Digos.

Presenti al momento sul posto una ventina di attivisti.

Il “Bunker” è uno spazio di proprietà di Aler e da lungo tempo abbandonato all’interno del cortile delle case popolari di Via Ovada 3.

E’ stato riportato alla vita e messo a disposizione del quartiere dagli attivisti del CAAB – Comitato Autonomo Abitanti Barona. Da lì è diventato un luogo di socialità e ritrovo soprattutto per i più piccoli di tutta la via.

Oggi lo sgombero di sapore pre-elettorale.

Le istituzioni, incapaci di affrontare i giganteschi problemi delle periferie e totalmente latitanti, si presentano nei quartieri popolari quasi sempre sotto forma di divise della Polizia.

Seguiranno aggiornamenti.

 

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