Il degrado crea degrado – Sull’occupazione fascista a Milano.

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Degrado urbano e degrado culturale viaggiano spesso l’uno accanto all’altro. In via delle Forze Armate, oggi, il vuoto è stato occupato da un altro vuoto: quello dell’ignoranza.

Perchè il vuoto fisico di uno stabile abbandonato da anni,  è stato riempito con il vuoto culturale di un’associazione come Casapound, che ancora oggi prova a somministrarci quella sua retorica vecchia di quasi un secolo. I “fascisti del terzo millennio” (così si definiscono) non sono nient’altro che i fascisti che tutti conosciamo, con la differenza che si vergognano a dirlo, e ti querelano se glielo dici tu(poi perdono le cause, ma quello sul sito non lo scrivono).

E così dal nulla politico che li fa sopravvivere da anni, decidono di prendere uno spazio, vendendosi come i ragazzi più bravi e buoni del mondo. Subito pronta l’intervista dove vengono descritte le attività di volontariato, gli incontri “culturali”, tutto pronto per una bella presentazione, che copra la triste realtà dei fatti, che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Infatti possiamo già immaginare le campagne contro gli immigrati, rei di rubarci il lavoro o gli omosessuali contro natura, alimentando così una guerra sociale tra poveri, tanto voluta dal professor Monti.

Sia chiaro: l’occupazione del gruppo fascista non sosprende. Davanti al nulla delle istituzioni, davanti al massacro urbanistico della speculazione edilizia, davanti all’annientamento del sistema scolastico il fiorire di iniziative incolte è un fenomeno che viene da sé. Davanti a una gestione securitaria ed escludente, che mira al controllo in nome di un concetto di sicurezza falsato, la nascita di “occupazioni non conformi” sarà un fatto naturale.

Un fenomeno che non va confuso con quelle forme di autogestione degli spazi abbandonati che rappresentano una ricchezza per la città e il solo e reale antidoto contro la diffusione di gruppi neofascisti.

Casapound non ha restituito a Milano uno spazio, glielo ha sottratto.

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