Residence sociale “Aldo dice 26×1”, voi siete il problema noi la soluzione – Presidio 26/4


RESIDENCE SOCIALE “ALDO DICE 26 X 1”

VOI SIETE IL PROBLEMA, NOI UNA SOLUZIONE

Ci risiamo, si torna a parlare di sgombero del Residence Sociale “Aldo dice 26 x 1” di via Oglio, perché questa è la sostanza, che si tratti di uno sgombero “manu militari” con tanto di camionette e famiglie gettate sulla strada o di sgombero “soft” sotto forma di distacco dell’energia elettrica da parte della controllata del Comune A2A.

Sono passati oltre 4 mesi da quando tutti gli assessori a vario titolo interessati avevano dato la loro disponibilità ad aprire un confronto con il Comitato di Gestione e l’Unione Inquilini volta a trovare soluzioni condivise alla vicenda, ma i tanti impegni degli assessori hanno impedito di trovare anche solo una data in cui organizzare l’incontro richiesto.

Nel frattempo quella che era stata considerata una esperienza interessante di riuso di uno stabile lasciato par anni al degrado per dare una parziale risposta all’emergenza abitativa è tornata ad essere solo uno stabile occupato abusivamente, un problema per la città cui, per bontà loro, l’amministrazione comunale si dovrà occupare dando qualche tipo di ospitalità (quale?) tramite i Servizi Sociali ai soggetti “veramente bisognosi”.

Si sono persi persi qualche passaggio.

L’esperienza del Residence sociale, che ospita attualmente 200 persone, tra cui 72 minori e almeno 10 invalidi, è nata per dare una risposta alle famiglie che, sfrattate e in attesa di assegnazione di alloggio popolare, si erano viste sbattere le porte in faccia dal Comune sia rispetto alla possibilità di una assegnazione raccordata con i tempi di esecuzione dello sfratto, sia rispetto alle accoglienze temporanee da parte dei Servizi Sociali. E, parlando di numeri, non bisogna considerare solo le famiglie attualmente ospitate, ma anche le decine che hanno lasciato lo stabile dopo aver ottenuto l’assegnazione di un alloggio popolare e quelle già in lista per entrarvi con sfratti programmati nei prossimi giorni o settimane.

Questo è avvenuto con l’occupazione di uno stabile vuoto da otto anni, lasciato al degrado e alla microcriminalità, con la sua risistemazione dal punto di vista edilizio che ne ha bloccato lo sfascio e senza creare problemi al quartiere circostante, il Corvetto, i cui cittadini si sono mostrati in molte occasioni solidali.

L’Amministrazione Comunale considera però lo sgombero del palazzo inevitabile e urgente e nulla ha fatto per consentire la prosecuzione dell’esperienza, possibilmente in forma legale, in via Oglio o in altro stabile.

Ma, soprattutto, nulla ha fatto per eliminare le cause che hanno determinato la nascita del “Residence Sociale”: ogni giorno e sempre di più le procedure di assegnazione delle case popolari non consentono un passaggio casa a casa alle famiglie sfrattate nemmeno dei casi più socialmente rilevanti e le accoglienze temporanee assicurate dal Comune sono insufficienti, inadeguate in quanto spesso fuori Milano e in condivisione, onerose per la collettività.

Per chiedere il blocco dello sgombero e del distacco della luce, la tutela delle famiglie che vi abitano e l’ apertura di una trattativa volta a consentire la prosecuzione dell’esperienza del Residence sociale finché non siano risolte le cause che ne hanno determinato la nascita

PRESIDIO

GIOVEDI’ 26 APRILE 2018 ORE 17

A PALAZZO MARINO, PIAZZA DELLA SCALA

COMITATO DI GESTIONE  RESIDENCE SOCIALE ALDO DICE 26X1

UNIONE INQUILINI MILANO

CUB MILANO

Pubblicato da Matteo, il 19 aprile 2018 alle 11:14

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