Sgombero RIMAKE – Aggiornamenti, foto e video

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Questa mattina verso le 7.00 è stato sgomberato il Ri-Make.

Dentro l’ex cinema, quando la polizia è arrivata, non c’era nessuno e non ci sono quindi state denunce.

«Stamattina», racconta Piero, «la polizia era presente in forze qui davanti. Ora stiamo recuperando e mettendo in salvo tutte le nostre cose».

Spropositata l’entità di forze di polizia impiegata. «Ci sono 15 uomini della digos, 3 camionette dei carabinieri e 3 della polizia», racconta Marie. Che aggiunge «noi siamo qui davanti in presidio permanente, la notizia dello sgombero sta girando e stanno arrivando numerosi solidali».

Come ogni martedì, al RI-Make si terrà un’assemblea pubblica.

Per chi non riuscisse a recarsi sul posto prima, l’appuntamento è alle 17.00 davanti all’ex cinema Maestoso.

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ore 12.00

Una ragazza è stata colpita in testa da una manganellata ed è stata caricata su un’ambulanza.

Il presidio si è esteso a viale Isonzo, il traffico è bloccato.

ore 12.15

Cariche della polizia, guarda il video. L’assemblea è anticipata alle 17.00.

Ore 18.00

Centinaia di persone sono ora in piazzale Lodi di fronte a Ri-Make sgomberato stamattina.
È iniziata l’assemblea annunciando che si vuole rimane in presidio permanente qui fuori.

Viene lanciato un presidio sotto palazzo
Marino per domani alle 17.30.

Video di Corrado Gemini

Di seguito il comunicato di Ri-Make sullo sgombero

Oggi, dopo un mese dall’apertura, l’ex cinema Maestoso è stato sgomberato. A Ri-Make – così abbiamo chiamato il nostro progetto – potevamo trovare uno spazio comune e condiviso, in un quartiere dove sono stati chiusi tutti i luoghi di socialità e cultura, dove non c’è una biblioteca nè una libreria nè un teatro e dove anche la piscina comunale sta per esser privatizzata. RiMake, invece, era aperto alla città, agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici, che lo costruivano insieme e insieme portavano avanti il progetto, lo ampliavano, facevano vivere uno spazio che per anni era stato inesistente. Il cinema Maestoso, infatti, è stato chiuso sei anni fa perché la proprietà non riusciva più a ricavarne sufficiente profitto e l’unica proposta è stata quella di abbatterlo per farne l’ennesima palazzina, l’ennesima speculazione, senza tenere minimamente conto delle esigenze,dei bisogni e dei desideri di chi questa città e questo quartiere invece lo vive.

Qui stava iniziando un’esperienza nuova, aperta a tutti e tutte, stavamo allestendo un’aula studio serale e domenicale, in una città dove di biblioteche aperte e liberamente frequentabili per tutte e la sera non ce n’è nemmeno una. Stavamo organizzando rassegne di film e di cortometraggi con i ragazzi della scuola civica, concerti, presentazioni di libri, i genitori delle scuole vicine stavano pensando un orto didattico per i bambini. Qui si trovava un collettivo di genere, mentre donne e lgbit hanno sempre meno spazi di libertà e autodeterminazione, a maggior ragione con l’inasprimento dell’austerity e la crisi del welfare. Anche Ri-Maflow, la fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio, aveva organizzato qui un punto di raccolta di materiale elettrico ed elettronico per portare avanti il suo progetto di recupero ecologico.

Oggi, però, Ri-Make è stato sgomberato, il terzo spazio di cultura e socialità sgomberato a Milano nell’arco di due mese. Noi stiamo in strada, non ce ne andiamo. Non ci fermeremo se la polizia cercherà di impedirci di protestare, non ci fermeremo se il Comune continuerà a disinteressarsi della speculazione e della cementificazione selvaggia di questa città, mentre sepre più spazi sono lasciati vuoti o vengono chiusi in faccia alle persone che li vivevano.

Ri-Make non è chiuso, Ri-Make oggi è in strada ed è in presidio permanente. Ci vediamo tutti all’assemblea delle 17.00.

La cultura non è di proprietà, #Rimake non si tocca.

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Una replica a “Sgombero RIMAKE – Aggiornamenti, foto e video”

  1. Oggi si è sgomberato il MAESTOSO occupato, domani c’è da aspettarsi toccherà anche ad altre realtà, aprendosi così una sorta di “pellegrinaggio” tra sgomberi e nuove inevitabili occupazioni. Il problema politico degli spazi sociali e l’utilizzo delle aree dismesse dalla speculazione, comunque vada rimane lì intatto. Per questo penso ci voglia un salto di qualità da parte di chi vuole affrontare la domanda politica che si esprime attraverso le occupazioni. In primo luogo penso da parte dell’amministrazione comunale e le forze politiche della maggioranza, poi anche da parte di chi fa dell’occupazione degli spazi una pratica sociale di autogestione.

    Per evitare il rischio del “pellegrinaggio” inconcludente, c’è solo una strada: aprire un dialogo politico vero. Da dove partire? L’amministrazione comunale, ha recentemente proposto un nuovo regolamento edilizio per il Comune di Milano ( Comune di Milano – nuovo regolamento edilizio ) dove la novità di… rilievo stà nell’utilizzo delle arree private dismesse, edifici abbandonati e in disuso.

    Una proposta innovativa che cerca di liberare la città dal degrado alimentato dalla speculazione. Un’innovazione importante, che per noi può aprire anche la strada affinchè si apra un confronto costruttivo sugli spazi sociali. Noi proponiamo di costruire insieme un nuovo “progetto per gli spazi sociali”, con protagonista il Comune di Milano e i rappresentanti delle principali realtà che sviluppano pratiche sociali e culturali autogestite. Obiettivo comune? Liberare la città dal degrado, attraverso il riuso degli spazi abbandonati, dando spazio all’aggregazione giovanile e culturale.

    Sono tanti gli spazi abbandonati o inagibili anche comunali. Noi proponiamo che a partire dalle aree private in disuso (ovviamente anche pubbliche), questi possono essere assegnati in forma più aperta che non i bandi. Una scelta che premi il valore sociale e culturale delle esperienze di autogestione. Il Comune può assumersi l’onere di essere esso stesso “garante” nella relazione con il privato e con i giovani degli spazi autogestiti e può farlo anche in virtù del nuovo regolamento edilizio che si vuole rendere operativo.

    Come Rifondazione Comunista, ci faremo portatori di una proposta in Consiglio Comunale e verso la giunta di Giuliano Pisapia. Ci vuole più coraggio da parte di tutti, così da favorire un modello che prenda spunto delle tante esperienze innovative presenti in molte città europee.

    Matteo Prencipe

    Segretario Provinciale PRC

    http://www.rifondazionemilano.org/nws/maestoso-sgomberato-ci-vuole-una-nuova-politica-del-comune-sugli-spazi/

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