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Verso il 30 ottobre | Restituzione dell’assemblea pubblica generazionale del 22 in Giardini di Porta Venezia

Redazione_Mim

Milano

Ieri ci siamo trovate in tantissime e tantissimi in assemblea pubblica; volevamo dare un corpo fisico e una voce ai sentimenti che hanno portato in piazza, nelle ultime settimane, i collettivi, l* studenti, l* giovani precar*. Abbiamo cercato un momento per condividere le riflessioni e le aspirazioni della generazione Z nei confronti di questa stagione di mobilitazioni.

In un panorama di opinioni e background anche molto diversi gli uni dagli altri, ci sentiamo di condividere dei punti che sono emersi in maniera maggioritaria: NON ci sono manifestanti buoni e cattivi, NON si può prendere le distanze dai metodi di una
protesta (anche se eterogenei) e al contempo dirsi preoccupati per le persone che la mettono in atto. Chiunque si dica o si senta legittimamente preoccupat* per le condizioni disastrose del lavoro e dello studio in Italia non può più ritirarsi dietro alla richiesta illogica e inutile delle “proteste civili”. Questo fantomatico contraltare alle manifestazioni di rabbia collettiva che hanno colorato lo scorso e questo autunno, non può che venire superato dalla realtà.

È importante che tutte le persone che non si sentono rappresentate né valorizzate dalle istituzioni e dal sistema che le contiene, abbiano il modo di scendere in piazza nel modo che preferiscono: il gradiente di modalità e livelli del conflitto messo in campo dev’essere espressione di un tessuto vivo che cresce e si conosce.

Per fare ciò, è imprescindibile il contatto fisico e lo scambio reale; trovarci ieri, in un parco pubblico, per parlare faccia a faccia, è stato per noi un mattone fondamentale della costruzione delle prossime mobilitazioni. Nonostante i social e le chatrooms siano sempre più spesso in giro per il mondo motore di sollevamenti a trazione giovanile, non si può prescindere dalla partecipazione fisica ai movimenti: questa considerazione nasce anche da una necessità di tutela per chi si mobilita, che accedendo a gruppi e chat senza le dovute precauzioni (e spesso purtroppo a prescindere dalle precauzioni) rischia di essere soggetto a sorveglianza.

La posizione di chi ci governa d’altronde è chiara: chiusura ad ogni tipo di dialogo, pura repressione indiscriminata nei confronti di ogni forma di dissenso e organizzazione popolare. Come generazione Z è inevitabile denunciare questo governo liberticida e repressivo e schierarsi a difesa del nostro futuro a fianco di lavoratrici e lavoratori contro ogni sfruttamento!
A fianco del popolo palestinese contro ogni speculazione bellica!
A fianco di ogni studente e studentessa, a fianco di ogni giovane che ha scelto di agire per il
proprio futuro, saremo in piazza ogni volta che si esprimerà, verso il 30 Ottobre per un grande sciopero generale!

di Collettivo Deriva

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