Amburgo – Detenuto senza prove a 4 mesi dal G20. L’odissea di Fabio Vettorel


Via libera dei giudici alla libertà su cauzione, ma la Procura fa ricorso.

Se c’era bisogno di una conferma che i fermati durante episodi di particolare conflittualità di piazza diventassero una sorta di capro espiatorio e “ostaggio” nelle mani delle autorità con lo scopo, neanche troppo nascosto, di inviare moniti e messaggi politici, la vicenda del giovanissimo Fabio Vettorel, in carcere da 4 mesi ad Amburgo a seguito dei fatti del G20 ce la offre a pieno.

Durante i fatti di Amburgo dei primi di Luglio vennero arrestate 73 persone. In quei giorni si era innescata una vera e propria psicosi. Molti dei media mainstream definivano i manifestanti come “terroristi urbani” e la Polizia tedesca scatenò una vera e propria caccia al manifestante straniero (cose già viste al G8 di Genova più di 15 anni fa…). Tra le “prede” più appetibili: francesi, greci e italiani.

Nel giro di vita repressivo che seguì i fatti del G20 si assistette anche alla chiusura da parte del governo tedesco di Indymedia Germania.

Nelle settimane successive alla fine del vertice i manifestanti arrestati sono stati progressivamente scarcerati. Con tempi molto più lunghi per gli stranieri come a voler dire: “Se volete venire a manifestare in Germania questo è il rischio cui andate incontro!”.

Il processo a Vettorel è abbastanza surreale. I poliziotti chiamati in aula a testimoniare contro di lui non lo riconoscono o si contraddicono e la Polizia tedesca che dispone, come da tradizione, di ore e ore di filmati delle manifestazioni ripresi da ogni angolatura possibile non dispone di un solo fotogramma che lo incrimini.

Pochi giorni fa si era aperto uno spiraglio in questa grottesca (e tragica) situazione. I giudici avevano dato il via libera alla scarcerazione su cauzione, ma la Procura che rappresenta l’accusa si è opposta.

G8 di Genova, 11 Marzo 2006 a Milano…la lista delle detenzioni punitive post-cortei si allunga di un nuovo capitolo.

Qui il comunicato dei Giuristi Democratici:

COMUNICATO STAMPA – I GIURISTI DEMOCRATICI DEPLORANO L’ACCANIMENTO DELLE AUTORITÀ TEDESCHE NEI CONFRONTI DI FABIO VETTOREL E NE CHIEDONO L’IMMEDIATA SCARCERAZIONE

I Giuristi Democratici ritengono che la carcerazione preventiva di Fabio Vettorel, giovanissimo manifestante italiano in attesa di giudizio per fatti contestati nel corso della dimostrazione di dissenso del 7 luglio 2017 a Rondenbarg, Amburgo, contro il vertice dei G20, sia ingiustificata.

La partecipazione alle udienze del 14 e 15 novembre scorsi dell’Avv. Margherita D’Andrea, in qualità di osservatrice internazionale (con anche l’associazione europea ELDH), consente di assumere con cognizione una posizione netta in ordine alla insussistenza di qualsivoglia indizio di colpevolezza a carico dell’imputato ed in ordine alla sproporzione della misura detentiva, anche alla luce dell’assenza del pericolo di fuga. Tale ultima contestazione dall’accusa non è plausibile. Infatti, tutti i poliziotti condotti come testimoni hanno dichiarato di non aver visto Fabio Vettorel compiere atti violenti nel corso della manifestazione di Rondenbarg. Né i numerosi video girati e portati dall’accusa in giudizio indicano il contrario. Pertanto, Fabio ha tutto l’interesse a che i fatti siano chiariti nella loro interezza, al fine di dimostrare ciò che ha sostenuto e continua a ribadire al prezzo del rischio per la propria libertà personale, ovvero la più completa estraneità a quanto contestato.

La detenzione preventiva, inoltre, dovrebbe porsi sempre quale extrema ratio nell’ambito di uno stato di diritto che abbia tra i principi cardine la presunzione di innocenza. Nel caso Vettorel, invece, la volontà di tutelare l’operato delle forze dell’ordine sembra adombrare i diritti dell’imputato, con il rischio concreto di una violazione degli stessi, di gravissima portata.

Infine, ritengono vada fortemente stigmatizzata, dal punto di vista giuridico, la modifica ai paragrafi 113 e 114 del codice penale tedesco, operata a ridosso del vertice del luglio scorso. Tali disposizioni, infatti, consentono di incriminare non già coloro che abbiano comunque avuto una condotta violenta nei confronti di un pubblico ufficiale (reati di presunto attacco ad agenti di Polizia in situazione di particolare gravità e disturbo della quiete pubblica), ma anche coloro che abbiano solo partecipato a una manifestazione sfociata in scontri, come forma di “complicità” e indipendentemente dal fatto di aver recato una qualche offesa. Come giuriste e giuristi ci auspichiamo un pronto intervento della Corte Costituzionale, in modo che tali norme non possano rischiare di violare il diritto fondamentale alla libera manifestazione del dissenso e lo stesso principio di legalità, in ragione dell’eccessiva vaghezza e indeterminatezza, che le rende idonee a colpire in modo arbitrario tipologie di comportamenti del tutto leciti.

Chiedono quindi l’immediata scarcerazione di Fabio Vettorel e lo svolgimento del giudizio nel più breve tempo possibile, affinché siano accertati definitivamente i fatti e rispettato lo stato di diritto.

17 novembre 2017 – ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

Pubblicato da Matteo, il 20 novembre 2017 alle 11:09

Speak Your Mind

*