Su Matteo Salvini e le “femministe col burqa”

Ripubblichiamo il comunicato di De-gener-azione rispetto al Milano Pride e le polemichette emerse dall’azione dimostrativa.

“Perché poi in Italia abbiamo i fenomeni a sinistra che sono femministe e a favore dell’Islam. Mettetevi d’accordo con voi stesse: o fai la femminista o ti metti il burqa. Magari qualcuna starebbe meglio col burqa. De gustibus non dispuntandum est… Faccio il ministro“.

Queste sono state le parole pronunciate dal ministro dell’interno Matteo Salvini qualche settimana fa.
Noi di De Gener Azione abbiamo deciso di rispondergli in maniera provocatoria e dissacrante il giorno del Pride, coprendoci il volto come molte donne combattenti fanno in molte parti del mondo, perché la lotta contro il patriarcato continua ad essere una battaglia quotidiana. Abbiamo avvolto le nostre teste alla maniera palestinese, celando i nostri volti con lo spirito di unitarietà delle indigene zapatiste del Chiapas.
Nella giornata dell’orgoglio LGBTQIA+, dove si elogia la diversità e l’unicità di ogni singola esistenza, ci siamo coperte i volti per un motivo: l’autodeterminazione.
Assurdo ma vero, nel 2018 è ancora necessario pretenderla e difenderla.
Dovremmo essere liberi e libere di scegliere, di coprirci o di scoprirci, in nessun caso e per nessun motivo una scelta autodeterminata dovrebbe essere messa in discussione.
Ognuna di noi dovrebbe essere libera di poter esprimere se stessa senza essere giudicata in nessun modo.

Rifiutiamo la retorica xenofoba e machista che Matteo Salvini utilizza, e che purtroppo ritroviamo sulle bocche ignoranti di tanti politici e non solo.
Rifiutiamo questa mentalità etnocentrica, incapace di decentrarsi e di vedere che l’oppressione della donna è ovunque, anche in Occidente. Sosteniamo invece la libertà di autodeterminazione di ogni donna su questo pianeta, vestita o svestita. Per noi, la libertà risiede proprio nella possibilità di scegliere consapevolmente se spogliarsi o se coprirsi, in una società che ci sostiene e che ci informa, tutelando la nostra essenza originale e insegnandoci a tutelare quella delle altre.
Vogliamo una società antisessista che non ripercuota sui nostri corpi uno sguardo patriarcale e capitalista. Una società che non pieghi il nostro corpo alle logiche di mercato. Una società che non ci sfrutti e che non ci discrimini.
Lottiamo per questo e per molto di più, perché vogliamo tutto!

Ci volevate silenziose ma siamo diventate guerriere.

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