Reddito di Quarantena: apriamo la nostra Fase 2

Dopo le risorse stanziate per il cosiddetto DL “Cura Italia” – già da subito ritenute insufficienti per sostenere tutte le figure del lavoro oggi completamente escluse da misure che assicurino un reddito dignitoso – moltissime lavoratrici e lavoratori hanno atteso nel mese di aprile un nuovo Decreto che nei proclami del Governo avrebbe dovuto mettere nuove e più copiose risorse non solo per “coprire gli esclusi” di marzo ma addirittura per aumentare quanto già stanziato.
Ad oggi, quasi a metà maggio, non è stata varata alcuna vera misura, abbiamo visto solamente bozze ad uso ad consumo giornalistico e non sono di certo entusiasmanti. Già solo l’idea di un Reddito di Emergenza (temporale per 3 mesi) quando già prima appariva chiara la necessità di una misura finalmente strutturale, universalistica e sganciata da paletti e condizioni ci fa storcere il naso.
In aggiunta a questo dobbiamo purtroppo rilevare come migliaia di lavoratori e lavoratrici non abbiano ancora ricevuto gli assegni dei vari ammortizzatori sociali (CIGO,CIGD,FIS). Una grave responsabilità per chi ha chiesto a tutt* di #restareacasa (salvo poi accettare supinamente i diktat di Confindustria) senza preoccuparsi di chi per mesi non avrebbe percepito alcun reddito e alimentando lo scontro tra reddito e salute. Dal canto nostro, torniamo a ribadire la necessità di immaginare misure universali a sostegno del reddito, che intervengano subito ed in maniera incisiva nell’emergenza ma che siano al contempo pensati immediatamente come strumenti stabili e strutturali.

PIATTAFORMA DI LOTTA – REDDITO SALUTE DIRITTI

-Istituzione immediata di un Reddito di Base Incondizionato

Allargamento dei criteri di accesso al RdC ed eliminazione delle condizionalità, per tutti i soggetti esclusi dagli ammortizzatori sociali o che ricevono da questi importi insufficienti;

-Introduzione salario minimo e questione fiscale

Oggi diversi CCNL prevedono paghe da fame. Introdurre un salario minimo vorrebbe dire evitare di scaricare i costi della crisi sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, contrastare il fenomeno del working poor e mettere fine alle decine di contratti “pirata” utilizzati in moltissimi settori.

-Ammortizzatore Sociale unico ed universale

Basta con la giungla delle varie Cig, Cigs e Fis. Innalzamento degli importi mensili massimi sino ad arrivare al 100% dell’importo realmente percepito mensilmente. Eventuali integrazioni anche a carico delle aziende.

-Welfare e reddito indiretto

Stanziamento immediato di un contributo per affitti e mutui che assuma sempre più un carattere strutturale, accompagnandolo ad un credito di imposta pari al 100% dell’affitto per botteghe e negozi (cat c1) e per la casa di residenza almeno per tutto il 2020. Rifinanziamento e accesso gratuito ed universale al servizio sanitario nazionale e a minimi quantitativi giornalieri dei seguenti beni fondamentali: acqua, gas, corrente elettrica, trasporto pubblico e accesso alla rete internet.

-Finanziamento delle misure straordinarie e a regime

Dare diversa allocazione delle risorse già esistenti (spese militari in primis, grandi opere inutili). Inoltre bisogna avere il coraggio di immaginare una imposta patrimoniale con aumento delle aliquote marginali e attraverso una riforma fiscale che affermi la progressività delle imposte.

 

Coordinamento nazionale Campagna Reddito di Quarantena

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