13, 14 e 15 gennaio tre serate di assemblea generale per il futuro della GKN di Firenze
Oggi, domani e giovedì sera sono chiamate tre assemblee dell’azionariato popolare e della rete solidale del collettivo di fabbrica exGKN per gli aggiornamenti sullo stato della lotta e della campagna di azionariato popolare. Sono passati già tre mesi dal corteo del 18 ottobre, dove la rabbia operaia ha voluto dimostrare la propria frustrazione e la propria forza sbarcando all’aeroporto di Peretola e bloccandolo per il tempo di un presidio. Per dire: assumetevi (istituzioni) la responsabilità della nostra rabbia, del nostro logoramento. I balletti delle istituzioni hanno procrastinato tutto a sufficienza: la legge regionale sui consorzi industriali è stata approvata il 21 dicembre 2024, il consorzio è finalmente nato il 28 luglio 2025 , dunque la politica si trova tutti gli strumenti legislativi necessari per entrare in azione: acquisire l’immobile con un investimento pubblico per sottrarlo alla speculazione e all’archeologia industriale, finanziare una parte del progetto industriale di GFF e permettere agli operai e alle operaie di accendere le macchine e tornare a lavorare.
Ma la sinistra di maggioranza, in Toscana, puzza sempre un po’. Il consorzio industriale, nato ad agosto, non entra in azione per un vizio di forma di quelli che ti fanno pensare che sia voluto, che sia la classica svista da bastoni tra le ruote: da agosto a dicembre il consorzio è rimasto letteralmente paralizzato per la mancanza di un revisore contabile. Il 2025 è stato l’anno delle elezioni regionali in Toscana, il 12 e il 13 ottobre si è votato per rinnovare la giunta regionale. Il revisore contabile doveva essere nominato prima dello scioglimento della giunta, ma a quanto pare si sono “dimenticati” lasciando il consorzio inattivo fino alla prossima riunione della nuova giunta, a fine 2025. E se avesse vinto il candidato di FdI, cosa ne sarebbe stato del consorzio? Non che con la rielezione di Giani si stia al sicuro… Comunque, a dicembre si è nominato il revisore contabile, ma ancora il consorzio non si è mosso. La politica tentenna, dimostra la sua cecità di fronte alle iniziative dal basso, di fronte alle reti sociali veramente schierate a sinistra, probabilmente ha giocato una mossa elettorale sulla pelle degli operai e delle operaie exGKN. E questo ce lo ricorderemo tutti e tutte.
Il collettivo di fabbrica sa che ogni giorno che passa è tempo sprecato: il piano industriale deve essere continuamente aggiornato perché i tempi dello sviluppo non aspettano la politica; ogni giorno che passa senza stipendio è un giorno di fatica sociale, di mutualismo tra le fasce già deboli della società; ogni giorno che passa è un giorno di stanchezza, di frustrazione, di impotenza. Sembra di avere tutto in mano: visione politica a lungo termine, progetto industriale di alto livello, lavoratori e lavoratrici già formate, governance diffusa e socialmente integrata, un’idea di futuro. Manca solo il sostegno vero della politica. Ma questo non piove dal cielo. La pressione dal basso deve tenersi alta e continua, e noi solidali dobbiamo ancora stringerci intorno all’avanguardia della lotta ecologica nel nostro paese: che non è solo difesa del territorio salvaguardia del pianeta, ma, appunto, visione politica che integra produzione, consumo, bisogni sociali, immaginario politico. Ecologia a 360°.
Dipende da noi. La prima ondata di azionariato popolare aveva raccolto, in potenza, circa 1,5 milioni di euro. Ora questa cifra deve essere trasportata sulla piattaforma di investimento etico ENER2CROWD e resa finalmente disponibile, ma sappiamo che non basta. Bisogna far fronte anche al ripensamento di alcuni investitori che hanno deciso, per insicurezza ancora politica, di ritirarsi, di vacillare. Contestualmente, il collettivo di fabbrica rilancia una seconda ondata di crowdfunding, non vincolata ai pacchetti azionari poiché passa attraverso un intermediario, ARCI, che fa da collettore per le donazioni individuali. Ora non si è obbligati a raccogliere un minimo di 500 euro per investire nella cooperativa GFF, si può donare la propria cifra attraverso la campagna di crowdfunding di Produzioni dal basso: ARCI sarà l’azionista attraverso il quale saranno investite tutte le donazioni su PdB.
Abbiamo ormai capito che la politica non ci ascolta, che la politica ha altri interessi. Con il “metodo flottilla”, al quale si appella il collettivo, si vuole raccogliere l’eredità di un movimento che ha fatto muovere le ambasciate di mezzo mondo, i governi di mezzo mondo: senza che nessuno ce lo dica o ci guidi, la società civile può muoversi e fare da sola. La fabbrica va fatta partire solo con l’ausilio del mutualismo, della solidarietà e della lotta; tre ingredienti che possono fare la giusta pressione alle istituzioni, in modo tale da metterle al muro. Il rischio, è inutile dirlo, è quello del logoramento: gli operai hanno festeggiato il sesto natale al presidio permanente di Campi Bisenzio. In questi tre giorni di assemblea ci spiegheranno loro come vanno le cose, a che punto siamo, quanto ci manca, quanto ancora dobbiamo fare. Sicuramente abbiamo ancora tanti fondi da raccogliere, per questo dipende da noi: dipende dal gruppo di amic* che sottoscrive un pacchetto azionario, dal collettivo, dall’associazione, dallo spazio sociale, dal gruppo del co-working, dai gym-bro, dal gruppo dell’arrampicata o della briscola, tocca a noi cedere parte del nostro potere economico per destinarlo al futuro, al futuro che vorremmo. Anche così ci sottraiamo al riarmo, al consumo, al capitale: destinando consapevolmente i nostri soldi.
di Matteo Cristiano
