Appello di solidarietà dai No Tem per il corteo di sabato 18: Parla il Capogruppo consiliare di minoranza di Comazzo

1.Ti puoi presentare?

Sono Marco Pancaldi, Capogruppo consiliare di minoranza a Comazzo.

2.Riesci a dirci brevemente i nodi a cui gira intorno la lotta No– Tem?

Si tratta di un’opera devastante per il territorio e che non darà nessun beneficio reale per il traffico. Assolutamente anacronistica in un mondo nel quale si va sempre di più su altre forme di trasporto. Oltretutto, se proprio si voleva creare un’asse di grande scorrrimento nord-sud in queste zone poteva pensare a un raddoppio della Cerca. A fronte del disastro non ci sarà neanche il contrappasso del prolungamento della metropolitana, cose che per noi, da sempre, è necessaria (anche se ribadiamo il notem, senza possibilità di baratto)

2.Che cosa significa combattere per il proprio territorio in Italia? A quali ostacoli e problemi devi andare incontro?

Il problema grosso è che ci si trova a lottare contro lobbies che hanno a cuore solo il profitto e il proprio interesse. L’ostacolo maggiore è far capire questo fatto.

3.Da quanti anni sei impegnato in questa lotta?

Da sempre anche se in diversa forma. Diciamo che ha preso una forma più “istituzionale” da quando sono entrato in Comune a Comazzo.

4.Quali sono le difficoltà maggiori che si riscontrano cercando di sensibilizzare la popolazione?

La difficoltà è proprio nel riuscire a entrare in contatto con la popolazione. Capita a volte che qualcuno ti cerchi perchè ha saputo per caso del problema. E’ difficile fare in modo che la gente partecipi alle iniziative. In realtà come Comazzo è molto difficile non esistendo momenti di aggregazione comuni (tipo mercati o simili)

5.C’ è un appello in rete firmato da diversi comitati che sostiene il corteo “No Tav” indetto a Milano il 18 febbraio. Che cosa lega la lotta No Tem a quella No tav?

Credo che il filo che unisce i movimenti sia l’amore per il territorio, per l’importanza dei beni comuni contro speculazione
e interessi privati, come è risultato nel referendum.

6.Perché a tuo parere è importante esserci a quel corteo e che significato può assumere per la causa No tem?

Questa domanda è la più difficile perché ritengo che sia fondamentalmente una scelta personale. Non credo che possa essere “utile” (nel senso più alto del termine) alla causa Notem ma si debba parlare semplicemente (non che la cosa sia semplicistica) di solidarietà. Potrebbe essere vista come occasione di rilancio per la nostra lotta e come crescita e consapevolezza del carattere delle lotte sul territorio. Potrebbe essere letta come opportunità per sensibilizzare le persone rispetta alla lotta no tem e alle nefandezze che legano queste grandi opere che non sono e non saranno strumento di crescita e sviluppo ma solo arricchimento di pochi. Tuttavia, sarebbe sbagliato non ammettere che la presa di coscienza della popolazione rispetto a questi temi è lunga, difficile e difficoltosa. Spesso le persone sono disinformate o non volgiono informarsi. E un giorno si svegliano con un’autostrada sulla testa. Il lavoro sul territorio,
soprattutto in Italia, è pieno di ostacoli e spesso bisogna essere capaci di giungere a compromessi.
Ovviamente questo dipende da quanto si riescono a comunicare certi concetti e dal carattere che una lotta ha.

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