Amazon – Le mille ragioni di uno sciopero

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Alta adesione allo sciopero di ieri. Nel pomeriggio l’azienda rifiuta di sedersi al tavolo delle trattative convocato dal Comune.

Ieri mattina i lavoratori del magazzino Amazon in zona Affori sono scesi in sciopero. Un nutrito picchetto ha bloccato i cancelli dell’azienda impedendo la movimentazione della merce. La lotta è iniziata da RPost, un’azienda che, come diverse altre, mette a disposizione del colosso dell’e-commerce addetti e mezzi per le consegne. La mobilitazione si è poi diffusa a macchia d’olio.

Coinvolti in totale un centinaio di lavoratori, non solo a Milano Nord, ma anche nei magazzini di Via Toffetti e di Origgio in provincia di Varese.

L’adesione allo sciopero è stata molto alta: oltre il 90%. Una situazione che sembra aver colto di sorpresa l’azienda.

I motivi della lotta sono molto semplici: oltre a straordinari non pagati, i lavoratori chiedono che venga loro applicato il contratto nazionale del trasporto merci e della logistica invece che quello dei servizi postali privati. Il primo contratto, oltre a garantire buste paga più sostanziose, garantirebbe anche maggiori diritti.

Nel pomeriggio di ieri l’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano ha convocato un tavolo di trattativa cui l’azienda ha rifiutato di sedersi.

Di fronte a questa chiusura totale i lavoratori hanno annunciato che la mobilitazione continuerà.

L’opera di sindacalizzazione dei lavoratori del complesso universo Amazon procede ormai spedita. Poche settimane fa un’azienda della stessa filiera ha visto compiersi il processo di sindacalizzazione e riconoscimento dell’applicazione del contratto nazionale corretto.

Come dice Luca della Cgil in un’intervista a Radio Onda d’Urto: “Che nella pancia del gigante ci siano aziende che Amazon non risce a controllare credo che sia un problema anche per la committenza che fa dell’innovazione il suo brand, ma che in realtà usa le più vecchie forme di organizzazione del lavoro…”.

I lavoratori quindi non eslcudono nessuna forma di protesta.

Non è detto che, nei prossimi giorni, i pacchi di Amazon arrivino puntuali…

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