Né eroi né codardi, solidali con i lavoratori! – Flashmob all’ospedale San Paolo

Continua a ritmo serrato la campagna per denunciare il disastro della sanità lombarda. Dopo il blitz agli uffici del San Raffaele del 18 novembre contro i costi vergognosi delle visite a domicilio oggi un flashmob di solidarietà sotto l’ospedale San Paolo in solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici in stato d’agitazione e per denunciare il clima di intimidazione all’interno degli ospedali nei confronti di chi denuncia le inefficienze emerse con forza anche durante questa seconda ondata della pandemia.

Questo il comunicato letto oggi.

La pandemia è in corso ormai da più di 8 mesi e il numero dei deceduti nella sola Regione Lombardia ha superato le 20 mila persone, in tutta Italia le 50 mila. Siamo di fronte a una tragedia epocale: sanitaria, economica e sociale. Una tragedia però che poteva essere prevista, limitata e tamponata. I responsabili di queste morti e del tracollo della sanità hanno nomi e cognomi e siedono ai vertici, centrali e regionali, e nelle sedi dei grandi imprenditori.
Dalla prima ondata è evidente che questi vertici non abbiano imparato nulla, o meglio che non abbiano voluto imparare nulla, mettendo sempre gli interessi di pochissimi davanti al bene collettivo. A non aver voluto imparare nulla è stato anche il direttore generale Matteo Stocco, di Forza Italia, del San Paolo e del San Carlo, l’ennesimo tassello del fitto potere delle destre ai vertici di tutte le aziende sanitarie della lombardia.
Da una lettera firmata da moltissimi medici dei due ospedali di qualche giorno fa viene fuori uno squarcio di questa tragedia, che poteva essere assolutamente evitata.
“Contro la nostra volontà e, soprattutto, contro la nostra coscienza umana e professionale, ci vediamo forzati a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche potenzialmente curative (intubazione orotracheale e ventilazione non invasiva) e non poter trattare tempestivamente, con adeguata assistenza e in ambiente appropriato, tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare”.
Mancano i mezzi tecnici, come i posti letto, e mancano i mezzi umani, come professionisti preparati e formati , indispensabili per il momento in cui ci troviamo!
I medici anestesisti sono costretti a scegliere tra chi curare e chi lasciar morire.
Questa lettera è il loro urlo di dolore e di denuncia!
Siamo qui oggi per supportare le lavoratrici e i lavoratori del San Paolo e del San Carlo in vista dello sciopero del 14 dicembre e per tutta la durata dello stato di agitazione, proclamato qualche giorno fa. Non vi lasceremo da soli, perchè la salute è un bene comune e la solidarietà è l’arma più forte che abbiamo.
Siamo qui oggi per chiedere le dimissioni del direttore generale Matteo Stocco, direttamente responsabile delle mancanze denunciate dai medici e delle pressioni interne per far tacere le voci del dissenso.
Siamo qui oggi per chiedere le dimissioni immediate del duo della vergogna, Fontana e Gallera, macchiati ormai da talmente tante colpe che se fossimo in un paese civile se ne sarebbero già andati spontaneamente. Ma noi non viviamo in un paese civile, viviamo in un paese dove la politica istituzionale è uguale a una cosca mafiosa.
Siamo qui oggi per esprimere la nostra vicinanza a tutte le famiglie che hanno perso qualcuno a causa di questa emergenza sanitaria, senza aver potuto assistere il malato nei suoi ultimi attimi di vita. Questa tragedia è rappresentata da un lutto collettivo che prima o poi dovrà essere affrontato.
Nè eroi nè codardi, solidali con i lavoratori in stato di agitazione!

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