Sotto gli occhi di tutti

Ci sono giorni che mi illudo che Facebook, Twitter e Internet servano davvero a qualcosa di importante, qualcosa che parte dal basso: come oggi, in cui una foto scattata su un aereo Alitalia Roma-Tunisi ha fatto rapidamente il giro di tante bacheche, suscitando dibattito e informazione.

La foto, che ripropongo all’inizio dell’articolo, raffigura un immigrato tunisino nel momento del suo rimpatrio verso il paese d’origine, accompagnato da forze dell’ordine e, attenzione, immobilizzato ai polsi e con un pezzo di scotch sulla bocca, per impedirgli di muoversi e parlare.

Novità?

Non direi, visto che dal lontano 2008 (anno dell’emergenza conclamata a Lampedusa, con circa 34.000 sbarchi nel corso dell’anno, molti dei quali nei mesi estivi) questa pratica viene sovvenzionata, organizzata e promossa dal Governo Italiano con la collaborazione di esercito, protezione civile, associazioni internazionali (OIM) e organizzazioni europee.

Li chiarono “rimpatri assititi” o “rimpatri volontari”, ma è solo parlando con le persone che hanno lavorato con chi queste pratiche le ha subite che si puo’ arrivare a capire la triste verità: una realtà fatta di intimidazioni, minacce a volte, per far firmare al migrante il foglio con il quale viene autorizzata la sua espulsione, che spesso, egli stesso non è in grado di capire (per problemi linguistici). Realtà fatta di menzogne e distorsioni, che portano spesso e volentieri i migranti a venir trasconati sugli aerei senza nemmeno sapere cosa stia loro succedendo, a volte anche bendati o immobilizzati (come nel caso odierno), preventivamente, per evitare incandescenze, scene di disperazione, ribellione.

La legge italiana, confusa, in continuo cambiamento, e soprattutto mossa dalla ferrea volontà di sbarazzarsi del problema con la minor presa di responsabilità possibile, è cambiata molte volte negli anni, arrivando ultimamente a un ritorno dell’applicazione della direttiva del 2008 che ha sancito e legalizzato, di fatto, la pratica dei rimpatri: http://www.meltingpot.org/articolo16196.html

Nel 2011, in corrispondenza degli avvenimenti che hanno destabilizzato la Tunisia e molti altri paesi limitrofi, nonchè la Libia, paese “cruciale” per i flussi migratori, l’Italia si è rivelata forse ancor meno capace di fronteggiare il fenomeno, di quanto non avesse già dimostrato: tuttora pendono da parte di organismi europei e di difesa dei diritti umani condanne pensanti per le pratiche di espulsione diertta, dal mare, di barche piene di possibili rifugiati e richiedenti asilo, rimandati al mittente in Libia senza nemmeno l’analisi delle loro pratiche nè azioni di soccorso umanitario (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/24/immigrati-respinti-la-corte-ue-condanna-italia.html)

Per quanto riguarda la Tunisia, complesse e oscure relazioni bilaterali tra i paesi hanno portato ad una quantomeno “sospetta” gestione degli ultimi flussi, quelli, per capirci, dopo la caduta di Ben Ali (2011): vale la pena ricordare la concessione di permessi umanitari temporanei a ai tunisini, dati “ad hoc” per permettere loro di andarsene verso la Francia, permessi non riconosciuti dalla Francia stessa che rispediva i migranti al mittente ( in questo caso, l’Italia), in un “simpatico ping pong” che aveva dell’assurdo, oltre che del degrandante e illegale. Consiglio a tutti la visione di questo reportage: http://www.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-c5ec1bfa-e447-4042-bfc2-2031a53eab81.html.

L’argomento è complesso, le informazioni che ci arrivano sono distorte, incomplete, fatte di omissioni. Alcune associazioni che si definiscono umanitarie hanno partecipato e partecipano purtroppo ai progetti dei rimpatri assistiti pur di accedere ai fondi del Ministero dell’Interno. La critica a queste pratiche esiste, ma è debole, non sempre organizzata e soprattutto diffcile, anche e soprattutto per il ruolo dei media, che oscurano in molti casi tutte queste violazioni dei diritti, facendole passare come normali e giustificabili dal clima di odio, razzismo e indifferenza che costruiscono passo dopo passo, ogni giorno.

La “bellezza” di cio’ che è successo oggi è che è stato denunciato da un singolo individuo che, trovandosi casualmente su quell’aereo, non è rimasto indifferente.

Grazie https://www.facebook.com/fraspera, chiunque tu sia!

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