Diario da Cavezzo: solidarietà & goliardia

Attenzione !

Il seguente articolo e video fa riferimento ad alcune pratiche goliardiche che i compagni delle BSA praticano durante il loro intervento in Emilia per l’emergenza terremoto, questo video dimostra che anche se le giornate sono lunghe e piene di lavoro si riesce a trovare il tempo per dedicarsi ad attività “ricreative” e “competitive” che aumentano i legami e il senso di appartenenza dei componenti delle Brigate. Un ringraziamento speciale a Jolanda per averci sostenuto durante questa Ardita Azione.

 

Eccola!

L’Ardita Cavezzo, forte e determinata formazione partigiana delle Brigate Solidarietà Attiva impegnata sul Fronte Emiliano durante il Biennio Rosso (anche se qui si vorrebbe tornare alla normalità il prima possibile).

Sublime e Coraggiosa la sua marcia verso l’avamposto Fossolese occupato da forze ribelli ( si rifiutano di ammettere di aver perso la guerra degli striscioni ) guidate da un manipolo di banditi capitanate dall’ignobile Ferroni,il suo sgherro sardo Iddu e il perfido pirata Cerpelloni.

Da giorni ormai il popolo Fossolese reclamava a gran voce l’arrivo delle forze di liberazione acquartierate presso la Linea Lenin di Cavezzo, da 2 mesi ormai la Repubblica di Fossoli viene terrorizzata dalla Banda Ferroni  che non ha mai smesso di compiere atrocità e prepotenze contro l’indifesa popolazione, sottoponendola ogni giorno a dure ore di lavoro sotto il sole bollente  e continuando la tortura con i soliti comizi propagandistici del Ferroni nelle ore fresche della sera, comizi a cui la popolazione è costretta a partecipare ( più che costretta riconosciamo che invece partecipa con piacere e volontà, ma non per il Ferroni ).

All’alba del 18 Luglio giunge una velina presso la Linea Lenin ( velina intesa come messaggio prima che pensate che ce la facciamo con le donne del nemico ), “ ..si impartisce l’ordine di mobilitazione di tutte le unità di fanteria presenti al Campo Cavezzo, l’attacco all’avamposto Fossolese avverrà con le ore notturne per permettere alle formazioni combattenti di sorprendere il nemico ( probabilmente ubriaco ), non sono previsti  prigionieri ne atti di clemenza, il motto è: Dovè? Là !”

I militanti si stringono tra di loro, fratelli nel fango e nella polvere, compagni pronti a tutto che hanno giurato di salvare la gente di Fossoli e liberare la sua amata Principessa Jolanda, simbolo di femminilità e fertilità (riconosciuta come una delle donne più belle del centro di terapia per dimagrire Piancavallo ) e tenuta prigioniera nella tenda della protezione civile in mano al sanguinario ( e arrapato ) Ferroni.

Il fosco giunge e l’attesa carica i militanti di un ardore ( l’odore di sudore  invece non se ne và mai ) che provoca una situazione quasi mistica, consci della possibilità che questa battaglia sancisca la loro dipartita i militi provvedono a coprire i loro elmi di guerra con frasi e ricordi che possano esserli d’aiuto durante l’assalto.

Dovreste vederli, o gente , i prodi guerrieri della bassa con le loro Torce Sacre in mano, consegnate dall’armiere Giacomino ( i nomi sono quelli di battaglia ) mentre vengono fatti salire in colonna su 3 carri armati, in compagnia della compagine Marocchina che in questa ventura ha ricoperto ruoli di importanza all’interno della gestione del campo base di Cavezzo, eccoli ! sfilare nelle notti umide tra i campi e le macerie della Guerra della Terra nel silenzio assordante che accompagna la loro sorte.

Da Roma a Livorno, passando per Imola e Milano ( i tom tom non erano aggiornati con la lingua moderna ma con un mix di livornese-perugino-bergamasco-emiliano), i compagni giungono serrati alle porte dell’avamposto che al primo sguardo appare sguarnito di difese ( sti ‘umbriachi ) ma che nasconde probabilmente una trappola per i nostri Arditi. L’addestramento delle truppe, avvenuto sotto la suprema visione delle Compagne Nives e Tiziana ( useremo questi nomi per scagionare qualsiasi persona dall’accusa di associazione sovversiva )reduci della Guerra D’Abruzzo, Campagna di Nardò e Battaglia Navale Ligure hanno formato gli spiriti per ogni evenienza, consacrando così al Socialismo la migliore Gioventù Cavezzese.

Lo stratagemma del Generale Franz ( si dice che sia eterno e che abbia partecipato direttamente alla battaglia delle Termopoli oltre che essere l’ultimo ad aver abbandonato le lunghissime assemblee d’Area )prevede l’utilizzo di una tattica antica come il mondo e di sicuro effetto, così viene incaricata di introdursi nel campo la giovane ardita Marianna ( bionda, alta e occhi azzurri, praticamente ci vinci la guerra con una così ) che annuncia al Ferroni e la sua banda che nel piazzale l’attende la Disfida di Fossoli. Imbarazzati per essersi fatti trovare mezzi nudi e tra soli uomini ( le donne presso la gente del Ferroni vengono tenute chiuse dentro le tende della quequa e utilizzate solo per lavori di fatica ) i nemici del Popolo accorrono alla disperata ricerca delle loro armi ( lasciate in giro a muzzo per il campo ), in completa modalità caos da corteo, senza bene comprendere da dove piomberà il nemico e con quali forze

Che vengano scritti nella pietra i nomi di quegli Arditi in marcia che entrarono nel parcheggio della polisportiva per incalzare il nemico

Suvvia bimbi venite “ urlava il Toto mentre brandiva la cinghia e con la torce sconfiggeva le tenebre perfide alleate del Ferroni. L’armata marciava accompagnata dalla bellezza del colore Rosso che gettava il nemico nel caos, mentre il Capitano Aaron sfidava la morte ergendosi al di sopra della formazione seguito dal carico Livornese ( che sul suo elmo scrisse parole che a distanza di anni verranno studiate nei libri di scuola “ w la topa” ) e dall’Ardita Cavezzo.

E fu scontro !

Le forze arrivarono alle mani in breve, il Ferroni guidò la sua squadraccia verso l’assalto dell’Ardita cercando di colpire con veloci colpi la formazione avversaria mentre gli Arditi sostenevano una lunga serie di schermaglie di cinghie e mazze verso l’orco pirata Cerpelloni e la serpe sarda Iddu, perfidi servitori del nemico !

Guardateli come combattono gli Arditi !

Guardate Giacomino schermare con la Torcia Sacra contro il Ferroni per poi scagliarsi in difesa degli stendardi rubati che stavano per cadere in mano al nemico. Per un attimo le sorti si rivoltano contro gli Arditi, il Cerpelloni tiene in stretta e scacco molti dei militanti di Cavezzo ma deve soccombere all’arrivo di forze d’aiuto che al comando del Generale Franz liberano Giacomino dalla stretta ascellare e consegnano all’Ardita le chiavi della Vittoria.

O Jolanda o Morte !

Gridano gli Arditi nel loro ultimo assalto che spegne ogni possibilità di vittoria del Ferroni e delle sue (schiappe) guardie, costretti alla resa implorano pietà riconoscendo al cospetto degli alti Vertici di Guerra la sconfitta subita sul campo. La Repubblica di Fossoli è libera ! gioiscono i superstiti tra abbraccia e canti di gloria, che sia fatta di loro Legenda ( nel senso che qualcuno ci spieghi il motivo per cui ci sono e a cosa servono )mentre Jambè  e Rifondarolo  si incaricano di liberare i prigionieri tenuti reclusi dentro il Bar della Fossolese e costretti a mangiare pane in cassetta ,birra e prosciutto del discount.

Ora Fossoli è Libera e Jolanda può tornare al suo posto di Regina dello Gnocco Fritto !

Ho visto cose che voi uomini non potete immaginare, poi sono stato in Emilia e li ho visto il terremoto e i terremotati ma soprattutto ho visto e conosciuto della gente che, se pur normale, meriterebbe di essere citata in tanti poemi e canzoni per il loro Ardito impegno.

Queste persone sono le Brigate solidarietà Attiva !”

Aaron Paradiso, cronista di milano in movimento e reduce della Campagna d’Emilia delle BSA 2012

 

2 risposte a “Diario da Cavezzo: solidarietà & goliardia”

  1. vertex ha detto:

    vi faccio i miei comlimenti …peccatp che qui nn ci sono piu’ le scuole ….centri anziani…gente che nn ha piu’ niente …e x fortuna che ci siete voi che vi ubricate .. e vi divertite …ma il libro su terremoto nn o scriverete …..andate a csa nn abbiamo bisogno di gente come voi …..

    • Franz_MiM ha detto:

      Come redazione di Milano in Movimento cerchiamo di seguire ciò che accade nelle zone colpite dal terremoto sin dall’inizio di questa tragica vicenda. Se hai avuto modo di guardare il sito avrai certamente notato gli articoli, numerosi e solitamente il più possibile mirati non solo a fare informazione quanto soprattutto a promuovere l’attivazione di solidarietà materiale diretta. Se i volontari che si alternano ai campi di Fossoli e Cavezzo, mentre gestiscono staffette per rifornire i piccoli campi spontanei presenti ogni dove, mentre gestiscono lo spaccio di generi di prima necessità, mentre cercano di accogliere le mille e diverse domande che ogni giorno vengono loro rivolte, trovano anche il modo di fare tutto ciò col sorriso sulle labbra crediamo non ci sia nulla di male, anzi. Non è nè mancanza di rispetto verso la situazione, che proprio loro che sono sul campo ad intervenire conoscono assai bene, nè futilità fine a sè stessa: crediamo sia essenzialmente un modo umano d’essere presenti, diversamente dalla “fredda” operatività di chi è in Emilia stipendiato e per lavoro e tratta la situazione semplicemente come un incarico d’assolvere, senza alcuna passione e coinvolgimento umano. Non sappiamo (perchè ne parli tu ora per la prima volta) se tutto ciò diventerà un libro…potrebbe essere una buona idea! Certamente quello che ci viene raccontato dalle terre emiliane merita di essere risaputo e conosciuto, in tutti i suoi aspetti. E che non ci sia bisogno di quest’esperienza e di queste persone in Emilia…beh a sentire le richieste, i ringraziamenti e gli appoggi che ogni giorno attraversano il campo delle Bsa a Cavezzo parrebbe proprio che tu ti stia sbagliando!

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