Il benpensante in poltrona #2

IL BENPENSANTE IN POLTRONA #2

Giangi e Chicca lavorano insieme per una Milano smart, trendy e altamente produttiva. Oggi non c’è nulla da installare e grazie a Dio il periodo degli styling è finito. Dunque negli uffici della Fondazione Prada ci si dedica a collegare e scollegare devices, incontrare startuppers, sfogliare business plan. Giangi e Chicca sono nel mood stressato di chi deve riprendere ancora il nuovo arrivato – laurea in economia&marketing, particolarmente bravo a fare le fotocopie nonostante l’outfit inadeguato – che si ostina a chiamare il luogo di lavoro “azienda”, nonostante gli sia stato spiegato che chiamarlo “spazio” sarebbe significativamente più positive. Per tutti quanti.
Hanno solo un’ora di lunch break per tirare il fiato di fronte a un buon mezzo piatto di quinoa ordinato su Foodora, fare un rapido check dei colleghi commensali per verificare di non essere rimasti indietro sul numero di dispositivi Apple pro capite e finalmente concedersi un po’ di relax. Si sono pure portati le scarpe da running per stare comodi.

“Ma Dio mio Chicca, come si fa a mangiare affacciandosi su questa…. favela! Questa città non è minimamente livable. Guarda tutto questo spazio! Questo spazio potrebbe ospitare un sacco di performances! Ma che dico, un sacco di experiences! Pensa a quanto sport, quanta verdura a chilometro zero! Te lo sto dicendo Chicca, una sola parola d’ordine: restyling!”

“Giangi! Oh Giangi! Ma cos’è quella, polizia? Dio, Giangi, è entrata la polizia! Ma che fanno, sgomberano i clochard? Oh Giangi… vedere tutto ciò è davvero orribile, mi sento morire dentro… però… beh… non si poteva certo andare avanti così… decine di immigrati, la nostra sicurezza a repentaglio, tutto quel degrado. Questa gente è un brutto spettacolo, lì davanti non ci si poteva passare mica.”

“Chicca, cara mia, che tenerezza che mi fai. Non capisci che questa città è mia e tua? Questa terra gliel’abbiamo lasciata per dieci anni a questi poveracci… e bontà nostra! E ora basta! Ora è il momento di correre, Chicca, ascolta me P – R – O – G – R – E – S – S- O! E’ il momento di infittire lo skyline, di evolversi, di vivere i tempi, di competere con tutte le altre metropoli del mondo, che qui si parla di Europa, mica di Italia! E’ proprio questa la gente che ci impedisce di trasformarci in una società civile! Le cose ce le si guadagna, stai bene se te lo meriti!
Chicca, easy dai. Certo che è brutto assistere, ma pensa alle opportunità: pensa al flusso di positive energy sotto ai nostri piedi… qua ci faranno live, eventi, happening, pensa a che location pazzesca potrà diventare appena tolgono di torno questi disperati! Già me la vedo: dj-set, un bel mixology point, qualche camioncino di street food. Pensa a quanta gente per bene potrà trasferirsi in questa zona. Non avremo più paura di uscire dall’ufficio ogni sera. Ci serve spazio, Chicca, ce lo stiamo solo prendendo. A questi qualcuno darà una mano, a casa nostra, a casa loro… non è più una questione che ci riguarda.”

“Va bene Giangi ma ti prego torniamo in ufficio. Non li voglio vedere”.

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_maggio_09/milano-favela-sgomberata-scalo-porta-romana-spettacoli-sport-la-rinascita-5253952a-52ea-11e8-b644-be5bfaf16efb.shtml

#ilbenpensanteinpoltrona

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