Contro i tagli al diritto allo studio


foto presidio 22Ieri 22 Dicembre gli studenti e le studentesse universitari e medi hanno tenuto un presidio- il secondo di questo mese- contro i tagli al diritto allo studio. Davanti a palazzo della Regione è stato espresso a gran voce il dissenso contro i futuri ed ennesimi tagli che dal 2015 saranno attuati.

Da anni infatti le Università non sono più luoghi di diffusione dei saperi ma  enti di formazione di forza lavoro professionalizzata, finalizzata a valorizzare capitale. E’ in questo contesto che stiamo assistendo da anni allo smantellamento di percorsi culturali, a pesanti tagli ai fondi destinati al diritto allo studio parallelamente ad un processo di aziendalizzazione dell’Università;  grazie a quest’ultimo,  per esempio, le imprese avranno accesso ai consigli di amministrazione, avendo potere decisionale sui programmi formativi e sulle attività didattiche. Già nel 2011, tramite una modifica dei criteri di assegnazione, le borse di studio sono meno accessibili e i livelli di mantenimento delle stesse risultano più difficili da raggiungere comportando grandi difficoltà per molti studenti e studentesse, costretti/e a rincorrere a lavori precari e contratti a termine. In questa cornice anche la riforma del lavoro, il “Jobs Act” colpisce pesantemente la nostra generazione, anticipando e normalizzando la precarizzazione dell’esistenza.

Noi studenti e studentesse ci opponiamo fermamente a questo modello, e ieri abbiamo portato il nostro dissenso per le politiche adottate dalla Regione. Grazie a interventi di studenti/esse universitari, lavoratori e lavoratrici e studenti/esse medi, abbiamo espresso la nostra dissociazione a ciò che ci viene imposto. Nella nostra opposizione, proponiamo un sistema in cui tutti e tutte possano accedere ai luoghi del sapere, sostenendo la promozione di un pensiero critico che vada man mano scomparendo, e continueremo a portare avanti questa lotta. Oggi sappiamo che i tagli sono passati dall’ essere 13 milioni a 3 milioni; sono comunque troppi!  In discussione viene messo il nostro futuro e la possibilità di costruzione delle nostre persone. Anche se questi tagli vengono giustificati dai piani alti come riduzione del bilancio necessarie, noi non pensiamo che si debba andare al risparmio sui nostri destini e continueremo a portare avanti la battaglia per il radicale cambiamento del mondo della formazione.

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