Reato di…rubabandiera?

Confermate in appello le condanne di primo grado contro tre giovani.

No, purtroppo non è uno scherzo…

Oggi la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna di primo grado emessa il 6 luglio 2016 contro tre giovani attivisti per il “furto” della bandiera della Regione Lombardia avvenuto durante il corteo studentesco del 12 ottobre 2012.

Appena due giorni prima tutti i siti nazionali riportavano in prima pagina una sola notizia.
L’Assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti era appena stato arrestato dalla Procura di Milano per una vicenda di compravendita di voti con le famiglie della ‘ndrangheta.
Domenico Zambetti, l’uomo che “gestiva” l’Aler e bombardava quasi quotidianamente le autorità di Polizia con pressanti richieste di sgombero del Lambretta di Piazza Ferravilla ergendosi a paladino della legalità…

Inutile dire che nonostante l’arresto di Zambetti lo sgombero del Lambretta veniva eseguito pochi giorni dopo nel silenzio e dell’inazione del centro-sinistra milanese.
Il Lambretta non si perdeva comunque d’animo e dopo poche settimane rioccupava le villette liberty di Città Studi.

Il 12 ottobre un corteo di 5.000 studenti assediava la Regione Lombardia scandendo slogan che chiedevano le dimissioni della Giunta del malaffare. Quella del Governatore ciellino Formigoni.

Quel giorno, un gruppo di studenti, si presentava davanti al Palazzo della Regione e, con un’azione simbolica, ammainava il simbolo della corruzione: la rosa camuna su sfondo verde. Questo gesto politico è stato trasformato in vicenda “criminale” e ha portato alle condanne di 4 mesi a testa per furto. Condanne sicuramente lievi, ma che vanno a caricarsi sulle spalle di militanti già più volte presi di mira in procedimenti giudiziari per la loro generosità e presenza nelle lotte degli ultimi anni in città.

Il tutto a più di sei anni dai fatti…

Solidarietà ai condannati.

 

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