Buttati in strada al gelo – Lo sgombero di ieri in Barona

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Nella mattinata di ieri, martedì 11 Gennaio, il quartiere Barona ha visto subire nuovamente uno sgombero in una casa a gestione Aler.

I carabinieri con 3 camionette e un defender, seguiti da diversi tirapiedi con ogni probabilità malpagati, ma ben asserviti, hanno prima scardinato la porta dagli infissi danneggiandone il cornicione di cemento, poi portato su un furgone dei traslochi tutti gli averi della giovane coppia che abitava l’appartamento. Considerando che quello di ieri è stato il terzo sgombero subito in tre mesi potrebbe sembrare che il destino abbia preso di mira i giovani, se non fossimo ben consapevoli che è non di fato si tratta, ma dell’infamia delle istituzioni che sfidano i nervi di chi tenta di costruirsi una vita degna, nonostante le difficoltà del lavoro e dei conti da pagare.

Infatti in un paese che vede il 37% dei giovani disoccupati i contratti a chiamata e il lavoro nero sono sempre più un prassi. Come in questo caso. Basta la logica per comprendere che sbattere fuori di casa le persone, senza mutare le loro condizioni materiali di partenza, non può che portare a nulla. Chi non ha un tetto sopra la testa e non può permettersi un affitto nella Milano che luccica non può che occupare una casa. Anche perché un inverno in furgone in passato lo avevano già sopportato e di case sfitte in questa città, ce ne sono fin troppe, nella misura delle decine di migliaia, tra pubblico e privato. Ma spesso nelle periferie diventa la muffa sulle mura l’ospite che il comune preferisce privilegiare.

L’abitante presente nell’alloggio, dopo svariate ore di resistenza, è stato strattonato fuori. Di fronte al portone di Via Famagosta,4 la solidarietà non si è fatta attendere. Diversi attivisti e abitanti del quartiere di passaggio hanno formato un presidio, e improvvisato una barricata con sacchi e bidoni dell’immondizia per impedire che gli effetti personali dell’occupante venissero portati via. La celere ha presto reagito lanciando l’immondizia verso i solidali, anche a calci, spingendo con mani e scudi e con qualche manganellata e calcio a tradimento. Un ragazzo ha riportato una ferita al dito curata con alcuni punti al pronto soccorso del vicino San Paolo. Anche le successive minacce di carica non hanno frenato i solidali che hanno ricostituito la barricata.

Non è stato comunque possibile frenare lo sgombero, e i galoppini tuttofare di AlerPolizia si sono dimostrati degli spazzini tutto sommato mediocri, sostituendo gli operatori ecologici dell’Amsa che in accordo con i solidali si sono rifiutati di liberare l’ingresso, nonostante le pressioni del loro capo sollecitato dalla Digos.

[Un video dello sgombero]

Nonostante ciò mobili e scatoloni già sul furgone dei traslochi, dopo lunga contrattazione, sono stati travasati su un furgone amico e messi al sicuro. Questa non è cosa da poco dato che il magazzino usato dalla Decorato Traslochi è situato a Rosate, a 23 km dall’abitazione, i cui locali sono angusti mansardati, dove la roba viene buttata senza riguardo, rotta e rubata coe già successo, anche dagli stessi gestori.

Sembra proprio che il 2017 sia iniziato rivelando la continuità della nuova giunta di Sala nella gestione della questione abitativa. Reprimere i bisogni invece che accogliere le esigenze delle persone. Cacciare abitanti e devastare il patrimonio pubblico, spendere vagonate di soldi per muovere truppe d’assalto, invece di costruire opportunità.

Ancora grazie alla solidarietà e all’autorganizzazione nessuno dormirà in mezzo alla strada, al gelo…
Ci andassero loro a dormire nei dormitori, nelle cantine, nei parchi…
Uniti si vince!

Comitato Autonomo Abitanti Barona

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