Prove tecniche di annessione: Israele sta cancellando Libano e Gaza

La bandiera con la stella di David esposta sul castello di Beaufort rappresenta una perfetta metafora della violenza con cui Israele ha intensificato la sua avanzata genocidaria e criminale su Gaza e Libano.

Giovedì scorso Netanyahu, quasi celebrato dai media mainstream e da certe fazioni politiche per aver “preso le distanze” dai trattamenti riservati agli attivisti della Flotilla da parte del suo ministro Ben Gvir, ha ordinato di prendere il controllo del 70% di Gaza, mentre si estendevano bombardamenti e ordini di evacuazione per centinaia di migliaia di persone sia a Gaza che in Libano.

A Gaza, gli israeliani hanno invaso il corridoio Netzarim, dividendo il nord dal sud della Striscia. L’avanzata è stata preceduta da milizie palestinesi filoisraeliane che, coperte da droni e aerei, hanno sfollato la popolazione aprendo la strada all’esercito regolare.
I bombardamenti hanno colpito I quartieri al-Tuffah, Khan Younis, al-Rimal, causando morti e feriti tra cui, come sempre, bambini.

In Libano si segue un copione simile: in risposta alla “minaccia” di Hezbollah, Israele ha bombardato a tappeto il sud del paese (Nabatiye, Tiro) e ha colpito un appartamento nel quartiere Shuwayfat di Beirut con l’obiettivo di eliminare Ali al-Husni, comandante di una milizia iraniana operativa a fianco di Hezbollah, avanzando parallelamente via terra. Il tutto con il sostegno manifesto del segretario di Stato USA Marco Rubio e con la richiesta di azioni ancora più intense da parte del ministro Ben Gvir e dal falco dell’estrema destra Naftali Bennett.

Israele si sta avvicinando lentamente all’obiettivo agognato di pulizia etnica definitiva a Gaza, mentre UNICEF e Save the Children riportano il bilancio di bambini uccisi nelle ultime due settimane (11 ogni 24 ore), e l’UNESCO lancia l’allarme per il destino del Castello di Beaufort, provvisoriamente iscritto nella Lista di protezione rafforzata della Convenzione del 1954 per la tutela dei beni culturali in caso di conflitto armato.

Il confronto con ciò che comunemente chiamiamo terrorismo, e il suo superamento, si rispecchia in ogni ambito dell’azione israeliana in questi giorni: dal prosieguo del genocidio e della carneficina umana alla distruzione sistematica del patrimonio culturale.La stella di David sul Castello di Beaufort è oggi la firma sulla cancellazione. Dopo i corpi, le macerie, i bambini contati ad ore, ora tocca anche alla pietra millenaria, per altro già danneggiata inesorabilmente da Israele nel 2000. Cancellare un popolo significa cancellarne la memoria, la cultura, le radici. Israele lo sa benissimo, e lo fa con metodo. Noi invece facciamo ancora finta di cercare le parole giuste.

di Redazione


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